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| 20 mag 2020 | 06:01

Coronavirus, la ricetta di Confindustria per ripartire: ''Sblocchiamo le opere pubbliche. Pensiamo a una metropolitana per unire Trento e Rovereto. Il futuro corre, non possiamo fermarci''

Fausto Manzana, il numero uno degli industriali: "Gli annunci fanno il titolo, ma non l'articolo. Un esempio è la cassa integrazione sottostimata a fronte della domanda, senza dimenticare regole non sempre chiare: scelte che mettono in difficoltà tutti a diversi livelli, persone e imprese. Così si perde fiducia nelle istituzioni, si perde fiducia nell'azienda e si perde fiducia nelle persone. E tutto si muove sulla fiducia: la fiducia è sempre un investimento"

Coronavirus, la ricetta di Confindustria per ripartire: Sblocchiamo le opere pubbliche

TRENTO. Lavori pubblici e grandi opere per cercare di contrastare una crisi che rischia di inghiottire il Trentino, senza politiche di prospettiva e di rilancio vero. E allora via libera alla Valdastico, ma con il vecchio progetto, quello che puntava direttamente sul capoluogo e semaforo verde anche a una sorta di metropolitana tra Trento e Rovereto per far diventare le due città parti di una stesso grande nucleo urbano. C'è anche questo nella proposta di rilancio del sistema trentino di Fausto Manzana, presidente di Confindustria, che alla politica (anche provinciale) chiede più fatti e meno annunci.

 

"La politica deve diventare realmente concreta - spiega il numero uno degli industriali a il Dolomiti -. Gli annunci fanno il titolo, ma non l'articolo. Un esempio è la cassa integrazione sottostimata a fronte della domanda, senza dimenticare regole non sempre chiare: scelte che mettono in difficoltà tutti a diversi livelli, persone e imprese. Così si perde fiducia nelle istituzioni, si perde fiducia nell'azienda e si perde fiducia nelle persone. E tutto si muove sulla fiducia: la fiducia è sempre un investimento". 

 

Oltre due mesi di emergenza coronavirus e un lungo lockdown hanno piegato il sistema. Alcuni settori sono ripartiti, altre attività si organizzano per la riapertura, diverse attendono tempi migliori e alcune aziende hanno riconvertito le linee produttive per continuare a lavorare.

 

"E' fondamentale che nella prossima manovra di assestamento le opere pubbliche vengano definitivamente sbloccate - dice il Manzana - sono impegni già presi che possono stimolare anche il privato per far girare l'economia. Si deve essere operativi con tutti gli strumenti dell'autonomia".

 

Un Trentino che solitamente entra e esce dopo nelle crisi. "Nella prima fase per le funzioni che abbiamo in Provincia, riusciamo a attutire un po' il colpo, ma questa epidemia è globale - commenta il presidente di Confindustria - quindi non si può guardare a modelli pregressi e non si può nemmeno pianificare una strategia di lungo periodo. Un'azienda si trova costretta a ragionare giorno per giorno, seguire l'evoluzione h24, un momento davvero complicato. Questo rende necessario anche un riordino della materia fiscale, prevedere nuove formule più eque e equilibrate. E' un'occasione per modernizzare un Paese. Questo non si traduce in un'assenza di regole: anzi, leggi più chiare e attuabili".

 

Il nostro territorio potrebbe ripartire dalle grandi opere. "E' un intervento anti-ciclico che può spezzare il trend di crisi e mettere in circolo risorse e lavoro. Sono tante le opere a bilancio già approvate e finanziate, si deve procedere. Avevamo chiesto in tal proposito un commissario dedicato - evidenzia Manzana- invece è stato istituito un supervisore: non è esattamente uguale, sembra più un'aggiunta di burocrazia che un modo per agevolare la ripresa. Le infrastrutture servono e oggi devono anche essere sostenibili, interventi in grado di salvaguardare l'ambiente. Muovere risorse in tempo utile, senza ritardi, fa la differenza. In questo momento una decisione ritardata comporta danni al tessuto imprenditoriale e sociale".

 

La Valdastico è ancora attuale? "Reputiamo che sia fondamentale - spiega Confindustria - però l'uscita deve essere a Trento, anche per poi ricollegarsi al tunnel del Brennero, un corridoio per togliere il traffico che insiste sulla Valsugana. Poi si può anche allacciarsi al casello di Rovereto per servire la città della Quercia e l'area del Garda, ma il tracciato deve essere il meno esterno possibile e quello che è stato scelto dalla Provincia sembra il meno efficace e efficiente. Oltretutto le risorse sono messe dal concessionario e quindi non si deve accendere un nuovo debito. Indebitarsi non deve essere un tabù: se serve per ammodernare l'edilizia scolastica e accelerare sulla green economy, allora sono investimenti per il futuro e serve coraggio".

 

Un futuro che dovrebbe vedere Trento e Rovereto più vicine. "Penso a una metropolitana che in pochi minuti riesca a collegare questi centri abitati da renderle un'unica città in modo strutturale. Un progetto green - continua il presidente - da armonizzare e sintonizzare sul tunnel del Brennero. Un piano che potrebbe portare benefici anche al comparto universitario. Ci vogliono 30 anni per la realizzazione? Intanto pianifichiamo e accantoniamo le risorse perché il futuro corre e non ci si può mai fermare".

 

L'emergenza coronavirus potrebbe segnare il passo della globalizzazione conosciuta finora. In questo momento l'import/export è quasi bloccato. "Adesso le aziende devono serrare le fila - aggiunge Manzana - ma chiaro che tutto si sia stravolto. E non vediamo ancora la chiusura di questa parentesi Covid-19, c'è ancora molto da soffrire. Filiere lunghe e complesse, così come il just in time devono essere rivalutati. Sono emersi i limiti del mercato e gli egoismi  nazionali, come terribili ritardi per consegnare i dispositivi di protezione individuali oppure domande troppo elevate in tempi troppo stretti. Una riflessione deve essere portata avanti".

 

Un'ipotesi è quella che le imprese potrebbero rientrare per investire in Europa. "E' giusto aprire un'azienda in Cina se si vuole competere in quel mercato - dice il numero uno di Confindustria - ma si deve prendere coscienza che una ditta costruisce ricchezza e anche il welfare di un territorio: si può investire qualcosa in più per creare occupazione per produzioni di qualità in modo sostenibile e meno inquinante perché i trasporti si accorciano. Le ricadute sarebbero sul sistema e credo che il cittadino sarebbe disponibile a spendere a sua volta qualcosa in più a fronte di questo scenario: la scelta diventa in un certo senso democratica".  

 

Una società, Trentino compreso, che deve cambiare passo. "La politica deve diventare realmente concreta. Gli annunci fanno il titolo, ma non l'articolo. Un esempio è la cassa integrazione sottostimata a fronte della domanda, senza dimenticare regole non sempre chiare: scelte che mettono in difficoltà tutti a diversi livelli, persone e imprese. Così si perde fiducia nelle istituzioni, si perde fiducia nell'azienda e si perde fiducia nelle persone. E tutto si muove sulla fiducia: la fiducia è sempre un investimento", conclude Manzana. 

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