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Coronavirus, le Rsa rispondono a Segnana: “Non saremo il capro espiatorio su cui scaricare colpe e responsabilità”

Dura presa di posizione della presidente di Upipa, Francesca Parolari: “Non permetteremo che a pagare sia l’ultimo anello della catena, chi sta in prima linea, chi di fatto ha subito un evento sconosciuto e lo ha combattuto con gli strumenti che gli sono stati messi a disposizione”

Di Tiziano Grottolo - 19 aprile 2020 - 10:58

TRENTO. Nel pieno dell’emergenza coronavirus è scontro aperto tra Apsp e l’assessora alla salute Stefania Segnana, l’apice dello scontro lo si è raggiunto ieri (18 aprile) in conferenza stampa quando Segnana ha attaccato frontalmente il presidente dell’Apsp di Riva del Garda, Lucio Matteotti, “colpevole” di aver sollevato dei dubbi sull’operato della Pat. A stretto giro è arrivata la replica dell’Unione Provinciale Istituzioni Per l'Assistenza, l’ente che riunisce le Apsp del territorio, che per bocca della presidente, Francesca Parolari, che ha parlato di “un profondo disagio venutosi a creare per la situazione. Credo – ha proseguito la presidente di Upipa – che questo dovrebbe essere il periodo del fare, del costruire, del pensare a come uscire da questa tragica fase di emergenza e non quello della contrapposizione”.

 

D’altra parte Segnana non si era risparmiata cercando addirittura di isolare l’Apsp di Riva: “Mi sento di ringraziare tutte le altre Apsp per la collaborazione quotidiana che c’è” aveva detto, nondimeno soprattutto dalla zona dell’Alto Garda altre strutture avevano espresso delle perplessità sull’operato dell’assessorato alla salute. “Prendo atto delle dichiarazioni rese in conferenza stampa – ha replicato Parolari – mi auguro servano a riportare serenità all’interno delle Apsp, che stanno facendo tutto il possibile per affrontare l’emergenza e stanno pagando un alto prezzo in termini di decessi di ospiti e di personale ammalato”.

 

Su una cosa però Upipa ha voluto essere chiara: “Le Apsp non saranno il capro espiatorio di tutta questa brutta vicenda, su cui scaricare colpe e responsabilitàNon permetteremo che a pagare sia l’ultimo anello della catena, chi sta in prima linea, chi di fatto ha subito un evento sconosciuto, che nessuno a livello mondiale ha saputo adeguatamente affrontare, e lo ha combattuto con gli strumenti che gli sono stati messi a disposizione”.

 

Se non un’accusa diretta, poco ci manca, infatti dall’inizio dell’emergenza il rapporto tra assessorato e case di riposo non è mai stato facile, probabilmente “il peccato originale” risale allo scorso 5 marzo quando Segnana forzò la mano affinché i parenti degli ospiti delle Rsa potessero continuare a recarsi nelle strutture (contrariamente a quanto disposto da Upipa). Eppure il bollettino della protezione civile dello stesso giorno parlava di 2858 persone contagiate (di cui 2251 in Lombardia, 698 in Emilia-Romagna e 407 in Veneto) con ben 148 decessi. Mentre il 2 marzo in Trentino era stato registrato il primo caso, tre giorni dopo erano già 7. In tutto questo, ancora il 6 marzo, Upipa lanciava un grido d’allarme: “Se a il virus arriva nelle nostre strutture siamo finiti” (QUI articolo).

 

 

Insomma fra numeri poco chiari ed errori politici la posizione dell’assessora non sembra poi così solida e di certo le Apsp non hanno intenzione di essere “sacrificate” sull’altare delle responsabilità: “Ci tuteleremo in tutte le sedi opportune e ribadiremo quanto abbiamo fatto e le condizioni in cui ci siamo trovati a operare, non possiamo accettare che si adombri sul nostro operato l’accusa di condotta dolosa – e ancora – chi l’ha indebitamente proferita se ne assumerà le conseguenze”.

 

Upipa ci tiene a sottolineare di aver fatto tutto ciò che era in suo potere per sostenere il sistema e per svolgere alcune funzioni che le erano state chieste da Provincia e Apss, come ricorda lo stesso ente: “Nella fase iniziale ci era stato assegnato il compito di distribuire le mascherine alle strutture, mascherine ricevute dalla Protezione Civile e raccolte attraverso canali privati alternativi”. Le difficoltà in questo senso sono state molteplici sia per l’insufficienza e a volte anche per la scarsa qualità delle forniture, “oltre che per indicazioni sull’utilizzo che sono mutate con il protrarsi dell’emergenza”, osserva Upipa.

 

Alla luce di queste considerazioni Parolari sottolinea di aver sempre agito secondo il mandato conferito dai soci e manifestando piena collaborazione sia con Provincia che con Apss: “Spero davvero si continui a lavorare con spirito di collaborazione e solidarietà e che tutti i soggetti coinvolti operino in sinergia con l’unico obiettivo di superare assieme questa emergenza – conclude la presidente di Upipa – senza rinfacciarsi responsabilità o scaricare colpe gli uni sugli altri”.

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