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Coronavirus, Cgil contro la decisione di trasferire i positivi delle Rsa: “Decisione presa senza consultare nessuno”

L’accusa del sindacato: “Abbiamo due tavoli di confronto attivi, ma siamo venuti a conoscenza di questa decisione dai giornali”. La replica di Ruscitti: “Le strutture medio-piccole non sono compatibili con l’isolamento dei positivi richiesto dai protocolli”

Di Tiziano Grottolo - 11 April 2020 - 19:49

TRENTO. “La decisione di istituire due strutture Covid ha completamente bypassato il confronto coi rappresentanti dei lavoratori”, così il segretario generale della Fp Cgil del Trentino, Luigi Diaspro, intervenuto sulla decisione di trasferire nelle case di riposo di Pergine e Volano gli anziani positivi coronavirus (QUI articolo).

 

“Né il tavolo Covid-19 per le Apsp – riprende Diaspro – né quello di regia per la mobilità dal Terzo settore e Comunità di valle verso le Rsa hanno consentito al sindacato di avere un ruolo in questa operazione”. Eppure questa situazione investe in pieno i tanti operatori che sono impegnati in prima linea “già duramente provati” osserva il sindacato. Secondo la Cgil questa scelta proietterà gli operatori in strutture eminentemente sanitarie, molto diverse dalle Rsa, con condizioni, carichi, modalità di lavoro, sicurezza e protocolli di intervento eccezionali, impensabile dunque non coinvolgere il sindacato.

 

Stando a quanto riferito da Giancarlo Ruscitti, dirigente generale del dipartimento della salute, rispondendo a una domanda posta da Il Dolomiti, la decisione è maturata dopo alcuni giorni di discussione, coinvolgendo anche Francesca Parolari, presidente di Upipa. “Abbiamo ragionato sul fatto che nelle strutture di piccole e medie dimensioni la presenza di una persona positiva è difficile compatibile con l’isolamento che ci viene chiesto dai protocolli”, spiega Ruscitti. La ratio dietro la scelta è quella di poter assistere le persone positive al cvid-19 senza doverle limitarle in spazi angusti, “ma allo stesso tempo – ha rammentato il dirigente generale del dipartimento della salute – salvaguardare le comunità dove il numero di positivi è molto ridotto e soprattutto gli operatori”. Quest’ultimi altrimenti dovrebbero condividere la loro azione sia con gli ospiti positivi al coronavirus che con quelli negativi, “un rischio per loro e per le persone che assistono”.

 

In questo senso la struttura di Volano, una di quelle prescelte per l’isolamento dei malati di coronavirus, può contare su una testa letto con ossigeno che può gestire fino a 80 posizioni, oltre a essere molto moderna e in grado di rispondere a tutti i protocolli. Ruscitti è poi intervenuto anche sul tema dei dpi: “In accordo con Upipa sono stati distribuiti tutti quelli necessari, la differenziazione delle strutture – ha puntualizzato – ci permetterà la concentrazione i dpi nelle strutture che ospitano positivi”.

 

Sempre in conferenza stampa è stato chiarito che ci sono ben 3 livelli decisionali: c’è la task force nominata da Fugatti, ma ce ne è anche un’altra nominata dallo stesso Ruscitti per gestire e affiancare le Rsa in questa situazione, poi c’è anche il gruppo di lavoro nominato da Segnana e Spinelli (assessore al lavoro) che si occupa del problema della sicurezza sul posto di lavoro e dove si affrontano le tematiche inerenti ai dpi. Infine c’è un’ulteriore cabina di regia che coinvolge anche i sindacati. Detto questo non è comunque stato spiegato come mai i sindacati siano stati bypassati.

 

“Se il Trentino sarà il primo territorio in cui si sperimenta questo modello – evidenzia Diaspro – si dovrà avviare un processo di riorganizzazione delle risorse umane, sarebbe stato obbligatorio aprire almeno un confronto con le sigle sindacali, invece nulla”. La Cgil infine, punta il dito anche sulla mancanza di trasparenza nella gestione dei dati e riprendendo quanto scritto da Il Dolomiti si interroga tanto sul numero dei decessi in Rsa (QUI approfondimento), quanto su tamponi al personale. “Per affrontare la situazione nelle Rsa – conclude la Cgil – serve chiarezza, ingiustificabile il metodo adottato sin qui dalla Pat”.

 

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