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Coronavirus, l’emergenza non corre solo in corsia, la Cgil: “Contagiati anche 56 amministrativi”. La Uil: “Avevamo già segnalato le criticità”

Nervi tesi dopo l’incontro fra sindacati e Apss. Secondo i dati resi noti dalla Cgil, complessivamente, ci sono 216 dipendenti dell’azienda sanitaria che hanno contratto il coronavirus: “Il sistema rischia di incepparsi”. La Uil: “In tutta la sanità pubblica trentina c’è carenza di personale”

Di Tiziano Grottolo - 06 novembre 2020 - 18:05

TRENTO. C’è grande insoddisfazione negli ambienti sindacali dopo l’incontro con i vertici dell’Azienda sanitaria, tanto che il segretario generale Luigi Diaspro e i referenti del settore, Gianna Colle e Marco Cont, parlano di “riunione farsa”.

 

“Siamo stati noi – commenta la Fp Cgil – a fornire i primi numeri del contagio in sanità, ma ora l’Apss ci dà un quadro ancor più allarmante e l’emergenza non è solo nelle corsie: perché oltre ai 160 operatori sanitari sono già risultati positivi 56 dipendenti amministrativi. La macchina rischia di incepparsi su più livelli. Il dato di contagio del personale è addirittura superiore a quello della popolazione, cioè il 2% dei sanitari e il 3% dei non sanitari”.

 

Alla presa di posizione della Fp Cgil fa eco quella del segretario della Uil Fpl, comparto Sanità, Giuseppe Varagone che punta il dito: “Siamo arrabbiati perché già dal mese di settembre avevamo fatto presente, a chi di dovere, che la situazione dettata dall’emergenza covid-19 era ormai ad un punto critico. Sottolineando che in tutta la sanità pubblica trentina vi era una forte carenza di personale e quindi era opportuno potenziare l’organico in previsione di un autunno/inverno poco rassicurante”.

 

Ovviamente, i contagi incidono ulteriormente sui carichi di lavoro ma anche su questo punto i sindacati non ritengono di aver ricevuto sufficienti garanzie: “Nessuna risposta su come si intende procedere per reperire nuovo personale – afferma la Fp Cgil – per liberare le professioni necessarie e immetterle nei circuiti dove ci sono maggiori bisogni”.

 

Tanti i nodi rimasti irrisolti, s va dallo smart working ai tamponi, passando per centrale Covid e dispositivi di protezione. “Su questi tempi – accusa Diaspro – l’Apss non ha dato risposte. Occorre invece un tavolo permanente di confronto, perché non si possono fare riunioni farsa lasciando più preoccupazioni di quelle che già gravano sui lavoratori”. Dal canto suo Varagone fa sapere che l’azienda sanitaria ha accettato di farsi carico delle criticità riscontrate “ma se ciò non dovesse accadere – avverte – non esiteremo a proclamare lo stato di agitazione”.

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Dalla home

28 gennaio - 05:01

In una conferenza stampa a senso unico, come al solito, dove è impossibile interloquire e quindi riuscire a capire davvero qualcosa i due vertici dell'Apss hanno provato a spiegare la situazione alla luce dei dati completi mostrati da il Dolomiti in questo grafico dell'Apss. Tra le motivazioni dei troppi decessi il fatto che la popolazione trentina è particolarmente anziana. In valore assoluto, però, l'Alto Adige lo è ancora di più (il 15,6% della popolazione rispetto al 14,1% del Trentino di over 65) quindi quei 350 decessi in più non si spiegano

27 gennaio - 22:12

In particolare nel mese di novembre il Trentino è stato travolto dal contagio, ma solo una parte parziale dei dati è stato comunicato ufficialmente. L'ex rettore Bassi: " Per due mesi ci hanno raccontato che 'gli ospedali si erano riempiti perché i trentini ultra settantenni erano un po' troppo scapestrati e invece di starsene a casa, andavano in giro e si contagiavano'. Una bugia, purtroppo una delle tante"

28 gennaio - 08:24

Le ricerche fatte nell'Adige al momento non hanno portato ad alcuna novità. Intanto sono spuntati dei testimoni sul tentativo del figlio di recarsi in un autolavaggio per lavare l'auto ma è stato fermato dai carabinieri 

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