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Coronavirus, "ma quante task force abbiamo?". Zeni interroga la Giunta: "Formula magica che aumenta la burocrazia e pesa sulle casse provinciali"

Dopo un nostro articolo in cui si analizzava il massiccio ricorso della Giunta allo strumento delle task force, considerato necessario per governare le sfide di questa fase d'emergenza, il consigliere provinciale del Pd Luca Zeni ha depositato un'interrogazione affinché si chiariscano le funzioni e l'operatività delle stesse. In particolare si chiedono lumi su quella che parrebbe in procinto di nascere per monitorare e semplificare il funzionamento delle altre. "Tante task force, ma perché allora non si sono risolti i problemi?"

Di Davide Leveghi - 03 giugno 2020 - 17:14

TRENTO. “Ma quante task force abbiamo?” recita l'interrogazione depositata dal consigliere provinciale del Partito democratico Luca Zeni, riprendendo un tema che noi avevamo lanciato qualche giorno fa con un articolo sulla strategia adottata dalla Giunta leghista trentina per fronteggiare le disparate problematiche create dall'emergenza Coronavirus. La domanda è legittima, visto anche che la questione non è sfuggita all'attenzione della stampa nazionale, con Il Fatto Quotidiano che ipotizzava la creazione nella nostra provincia di una task force per controllare le task force, una sorta di “Mega task force galattica” di fantozziana memoria.

 

Questa tendenza ha preso piede già alla fine di gennaio con la creazione della task force per il monitoraggio dell'epidemia, divenendo poi misura a cui la Giunta ha fatto ripetutamente ricorso per gestire la crisi nelle Rsa (l'1 aprile, con un ritardo piuttosto impressionante rispetto alla degenerazione della situazione nelle case di riposo), quella economica (con ben 2 task force) e quella del turismo.

 

All'insegna dell'antico motto latino: 'Melius abundare quam deficere' la Giunta provinciale ha deciso di dotarsi di un congruo numero di consulenti, collaboratori, consiglieri e quant'altro possa essere utile al formarsi delle decisioni politiche ed amministrative rilevanti – esordisce Zeni nella sua interrogazione – posto che tale scelta ha palesato l'evidente sfiducia nella dirigenza provinciale ed in quella dell'Apss, affiancando appunto ad esse un gran numero di 'task force' di esperti di varia natura deputati a consigliare, studiare, valutare, organizzare, analizzare e promuovere interventi rapidi ed efficaci. Insomma un fermento di iniziative e di sempre nuove 'task force', invariabilmente annunciate con toni trionfalistici e risolutori e parimenti scomparse nel dimenticatoio de giorno dopo o avviate in ritardo, come nel caso evidente delle Rsa, attivata l'1 aprile, ovvero quasi un mese dopo lo scoppio della pandemia”.

 

Il ricorso alle 'task force' deve essere apparso alla Giunta provinciale come la soluzione di tutti i problemi, visto che nel giro di poco tempo se ne sono avviate altre, a partire da quella per la 'ripartenza economica' che pare aver coinvolto perfino un manager del prestigioso marchio Ferrari e della quale si sono perse le tracce nell’oceano delle ordinanze delle conferenze stampa quotidiane”. E così, continua Zeni, via a quella sul turismo, con “l’avvio di ben 'quattordici tavoli di lavoro appositamente creati', via a quelle su cultura, lavoro, commercio, artigianato, sport e “via dicendo”, per un “trionfo di task force, tavoli, gruppi di lavoro, consulenze e pareri tecnici che, a tutt'oggi, avrebbero dovuto risolvere ogni problema”.

 

Ultima idea balenata a mezzo stampa, come citato precedentemente, sarebbe infine la “super task force”, su cui l'ex assessore provinciale ironizza: “Come si rammentava all'inizio, 'melius abundare' e allora ecco sorgere dalla potenza evocatrice della Giunta provinciale una ulteriore 'task force' con il compito di controllare e coordinare tutte le altre 'task force' per semplificare e sburocratizzare la farraginosità della macchina amministrativa provinciale, anche coinvolgendo una figura professionale che arriva dall'Esercito. Sembra quasi di essere dentro le pagine di un fumetto della 'Marvel' fitto di supereroi che ristabiliscono l'ordine e la pace sociale”.

 

Ma, prosegue Zeni, se l'intento è quello di sburocratizzare, in realtà si finirebbe per incrementare la burocrazia. “Forse la Giunta provinciale, nella sua foga interventista e magicamente solutoria, dimentica di essere essa stessa produttrice di burocrazia nelle pieghe delle sue contraddizioni e discrepanze fra un’opzione e l’altra. Al contempo pare scordare che la burocrazia è un meccanismo che si autogenera, proprio quando si decide di eliminarla: si costituiscono nuovi centri burocratici deputati, attraverso processi burocratici, a cancellare norme e regolamenti sostituendoli con norme e regolamenti emanati per ottenere l’eliminazione dei primi, in una sorta di vite senza fine”.

 

Probabilmente basterebbe limitarsi a proporre 'leggi quadro' per governare i grandi temi e poi affidare a regolamenti e deliberazioni gli atti conseguenti – afferma Zeni passando alla pars construens - oppure sarebbe sufficiente applicare in Italia una legge che già esiste e non è mai stata abrogata – la cosiddetta 'Legge Bassanini' - riducendo, ad esempio, la produzione di moltissima documentazione richiesta come allegato a domande di sostegno e contributo”. Tutte misure a cui la Giunta, continua, pare aver preferito il ricorso alla “formula magica” delle “task force”, soluzione utile a “spingere sul pedale della propaganda e della promozione autogestita del proprio operato” ma non priva su costi che pesano sulle casse pubbliche.

 

Per questo, dunque, Luca Zeni interroga la Giunta per sapere a “quanto ammontano le varie 'task force' istituite dalla stessa e/o dai singoli Assessorati e per quali singole materie di competenza”, “quali criteri si sono utilizzati per la scelta dei componenti di ogni singola 'task force' e quanto percepisce ogni singolo componente”, “quali tempi sono stati assegnati ad ogni singola 'task force' per analizzare le problematiche del proprio settore di competenza e quali risultati sono stati fino ad oggi prodotti da ogni singola 'task force'”.

 

Non da ultimo, infine, il consigliere dem chiede “se corrisponde al vero la notizia secondo la quale sta per essere istituita una speciale 'task force' in materia di semplificazione e di sburocratizzazione e da chi, nello specifico, è composto tale organismo, nonché quali tempi ed obiettivi sono stati assegnati al medesimo e se il lavoro della stessa è conflittuale o concorrente con i compiti assegnati, fin dall’avvio della corrente Legislatura, all’ 'Unità di missione strategica per la semplificazione', struttura interna alla Provincia ed attualmente operativa”. Spetta alla Giunta, ora, chiarire come e perché si sia ricorsi tanto spesso a questo strumento.

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