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Coronavirus, “Numeri ufficiali carenti e incerti”, da Arco maggioranza e opposizioni chiedono a Segnana i dati dei contagi in Rsa

I consiglieri d’opposizione: “Se si fosse agito prima l'impatto del coronavirus sulle Rsa sarebbe stato minore e sui dati manca trasparenza”. Il sindaco Betta: “Abbiamo segnalato alla Pat che sui numeri dell’epidemia vi possono essere incongruenze”

Di Tiziano Grottolo - 25 aprile 2020 - 10:41

TRENTO. “Giudizi e valutazioni saranno fatti in tempi e luoghi diversi ma vogliamo evidenziare lo stato carente e incerto di dati fondamentali e ufficiali come contagiati e decessi avvenuti nelle Rsa del territorio”, così i consiglieri di minoranza che siedono nel consiglio comunale di Arco, una delle città maggiormente colpite dall’epidemia di coronavirus. Il primo passo è stato compiuto dai consiglieri comunali Bruna Todeschi (Arco Futura), Daniele Braus (Siamo Arco), Lorenza Colò (Movimento 5 Stelle), Claudio Delfabbro (Siamo Arco), Mauro Ottobre (gruppo misto), Andrea Ravagni (Arco per un comune virtuoso) e Giovanni Rullo (gruppo misto ma vicino a Tre il movimento di Roberto De Laurentis). I consiglieri infatti hanno deposito un’interrogazione chiedendo all’amministrazione guidata da Alessandro Betta di farsi da tramite con Pat e Apss.

 

Una richiesta accolta dal sindaco e dall’assessora alle politiche sociali e prima infanzia Silvia Girelli che hanno inoltrato all’assessora provinciale alla salute, Stefania Segnana, l’interrogazione presentata dai gruppi consiliari che chiedono maggior trasparenza su quanto avvenuto all’interno delle Rsa, in particolare quelle del territorio arcense. Betta da parte sua ha comunque voluto rispedire al mittente qualunque accusa circa l’assenza di trasparenza: “Un’affermazione che mi sento di rigettare totalmente, almeno per quanto riguarda gli scriventi. Finora – ha sottolineato – si è sempre operato cercando in ogni maniera di rendere un servizio di informazione che fosse il più aderente possibile alla realtà, senza voler ingenerare panico, ansia o altro di negativo nella comunità”.

 

Il primo cittadino ha voluto ribadire la massima condivisione e collaborazione che esiste fra amministrazione e l’Rsa Fondazione Comunità di Arco. “Anche da parte dell’Amministrazione c’è stata un’analisi dei dati – riferisce Betta – e abbiamo segnalato alla Provincia autonoma di Trento che vi possono essere incongruenze”. Ad ogni modo i consiglieri d’opposizione puntano il dito sulle Rsa: “Qui – spiegano – i focolai del virus hanno trovato un ambiente favorevole alla diffusione, complici l’età e la fragilità degli ospiti, assieme ad un ormai accertato ritardo nell’esecuzione di atti e interventi che, se compiuti con maggior celerità e consapevolezza, avrebbero probabilmente ridotto l’impatto tragico dei contagi e dei decessi”.

 

Ma è proprio a proposito dell’incertezza dei numeri che i consiglieri d’opposizione rilevano le maggiori criticità: “Le fonti di questi dati ufficiali di base non si possono delegare né alla stampa – che pure ha fatto un lavoro egregio osservano – né alla raccolta d’informazioni provenienti dai vari attori in gioco. In questi mesi di contagio è prevalsa una varietà, una difformità e un’ambiguità di dati sui casi di contagio e sui decessi locali, non superata dalle informazioni e dalle statistiche, giornalmente prodotte da vari soggetti, in primis dalla Provincia. A nostro avviso – concludono – c’è stato, e c’è tuttora, un difetto di trasparenza e d’informazione da parte dell’autorità a vario titolo preposte all’assistenza degli anziani”.

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