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Coronavirus e i dati comunicati a Roma, Patt e Futura in pressing: ''Fare chiarezza. Bene riaprire, ma è stata fatta la valutazione dei possibili livelli di rischio?''

Le Stelle alpine: "Il presidente Fugatti e l'assessora Segnana forniscano tutti i dati previsti dalla normativa. Questo costituirebbe esempio di totale trasparenza e chiarezza". Futura: "Si insiste con una comunicazione parziale e imprecisa, ispirata a esigenze di immagine della Giunta e non di trasparenza nei confronti dei cittadini"

Di Luca Andreazza - 14 maggio 2020 - 21:49

TRENTO. "Abbiamo fiducia nelle autorità sanitarie ma è necessario rendere pubblici tutti i dati". Così l'ex governatore Ugo Rossi, che aggiunge: "Per un efficace controllo e gestione per il contagio da Covid-19 si devono evitare fraintendimenti come quello di questi giorni relativi alla tipologia dei dati comunicati dalla Provincia al pubblico e alle autorità nazionali". Dopo l'inchiesta de Il Dolomiti in merito ai dati che vengono comunicati a Roma sull'epidemia coronavirus, anche Paolo Ghezzi e Lucia Coppola, consiglieri provinciali in quota Futura, chiedono chiarimenti. "In questa fase di ripartenza potrebbe essere pericoloso per la salute di tutti un allentamento dell'attenzione a causa di una comunicazione fuorviante che potrebbe portare alla sensazione che la pericolosità del contagio sia improvvisamente sparita".

 

Intanto in questi giorni il Trentino va avanti per la sua strada: anche giovedì 14 maggio la task force provinciale ha comunicato 3 nuovi contagi a fronte dei 38 totale individuati, nonostante il ministero della Salute ha già detto che questa modalità ''si tratta di un evidente fraintendimento del contenuto'' dei documenti pubblicati in data 30 aprile.

 

Un metodo che, come dimostrato con dati e grafici, proprio questo fraintendimento ha fatto precipitare la curva del contagio del Trentino sui livelli dei territori a contagio zero (Qui articolo). Nel frattempo pure l'ordine dei medici in questi giorni ha cercato di avere maggiori chiarimenti, senza successo, legando il discorso anche al concetto di fiducia nelle autorità (Qui articolo).

 

Intanto le opposizioni in consiglio provinciale interrogano l'esecutivo per ricevere dati chiari in materia disposizioni del Ministero, ma anche sulla situazione epidemiologia del Trentino. "Nella certezza che le autorità sanitarie locali adempiano puntualmente alla raccolta e al controllo dei dati previsti dall'ultimo Decreto del Ministero - spiegano Rossi, l'ex assessore Michele Dallapiccola e Paola Demagri - chiediamo al presidente Fugatti e all'assessora Segnana che ci vengano forniti tutti i dati previsti dalla normativa. Questo costituirebbe esempio di totale trasparenza e chiarezza, oltre a rafforzare la fiducia nelle autorità sanitarie e nelle istituzioni".

 

Il riferimento va in particolare alla tabella contenuta nel decreto e che definisce i 5 possibili livello di rischio in un territorio. Sono i campanelli d'allarme per delineare l'andamento della curva epidemiologica nella fase 2, quella caratterizzata dall'allentamento del lockdown. Una serie di indicatori che comprende il grado di preparedness e la tenuta del sistema sanitario. 

 

Questo per assicurare l’identificazione e la gestione dei contatti, il monitoraggio dei quarantenati, una adeguata e tempestiva esecuzione dei tamponi per l’accertamento diagnostico dei casi, il raccordo tra assistenza primaria e quella in regime di ricovero, oltre alla costante alimentazione dei flussi informativi necessari, da realizzarsi attraverso l’inserimento dei dati nei sistemi informativi routinari o realizzati ad hoc per l’emergenza in corso.

 

"E' la base di valutazione - proseguono le Stelle alpine - per valutare la situazione sanitaria in ogni Regione. La raccolta e la lettura di questi dati consente una valutazione omogenea per ogni territorio. A questo scopo, sempre negli allegati al decreto, sono elencati 21 indicatori con valori di soglia e di allerta che vanno monitorati, attraverso sistemi di sorveglianza coordinati a livello nazionale, al fine di ottenere dati aggregati nazionali, regionali e locali".

 

Gli indicatori costituiscono il rischio e sono 5 i livelli individuati a livello ministeriale: molto basso; basso; moderato; alto e molto alto. Questa classificazione aggiornata deve avvenire almeno settimanalmente. Il gruppo consiliare del Patt chiede alla Provincia quando siano state effettuate queste valutazioni e quale è stato l'esito. 

 

"Ci chiediamo se piazza Dante ritenga utile pubblicare giornalmente o settimanalmente gli esiti di queste valutazioni e se non si ritenga opportuno, fornire al Consiglio provinciale l’esito di questo monitoraggio in tempo utile per la seduta straordinaria del 20 maggio prossimo", continuano Rossi, Dallapiccola e Demagri.

 

La compagine di Futura mette, soprattutto, nel mirino l'interpretazione del provvedimento di Roma. "Chiediamo - dicono Ghezzi e Coppola - quale parte della circolare, pubblicata il 30 aprile, fa riferimento all'invio di soli dati inerenti ai contagiati che abbiano manifestato sintomi non più di 5 giorni prima e se c’è il rischio che i positivi sempre asintomatici e i positivi con sintomi iniziati 6 o più giorni prima dell'esecuzione del tampone non siano più segnalati e di fatto usciti dalle statistiche".

 

Nel frattempo l'Apss ha cercato di chiarire la metodologia di comunicazione dei dati. "La Provincia è chiamata a commentare la risposta del ministero all'ex rettore Bassi che parla di fraintendimento e spiegare come intenda risolvere l'equivoco. La Pat dovrebbe pubblicare tabella esaurienti e informazioni complete di quanto viene inviato al ministero. Invece si insiste con una comunicazione parziale e imprecisa, ispirata a esigenze di immagine della Giunta e non di trasparenza nei confronti dei cittadini", concludono Ghezzi e Coppola.

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