Contenuto sponsorizzato
| 15 lug 2021 | 11:40

I dati ''reali'' sui contagi? Il Dipartimento alla salute dice di non averli. Rossi: ''Risposta sconcertante. Il consiglio provinciale ha approvato una risoluzione per ottenerli''

Il consigliere provinciale di Azione interroga la Giunta dopo che è arrivata la risposta alla richiesta di accesso agli atti de il Dolomiti firmata da Ruscitti che recita: ''La scrivente Amministrazione non detiene i dati richiesti''. ''L'assessorato è stato informato della richiesta di accesso agli atti e della risposta? La ritiene corretta ed esaustiva? Quale amministrazione è in possesso di quei dati?''

TRENTO. ''La risposta, se confermata, apparirebbe sconcertante anche alla luce del fatto che in data 4 dicembre 2020 il Consiglio Provinciale approvava (con un solo astenuto) una risoluzione che impegnava la giunta a fornire al Consiglio i dati''. Il consigliere provinciale di Azione Ugo Rossi ha depositato in queste ore un'interrogazione rivolta alla Giunta per capire come sia possibile che il dipartimento salute e politiche sociali della Provincia alla specifica richiesta di accesso agli atti de il Dolomiti abbia risposto con un laconico ''la scrivente Amministrazione non detiene i dati richiesti''. Cosa avevamo chiesto? Quello che ancora non è mai stato comunicato in maniera completa e cioè il numero dei tamponi effettuati (antigenici e molecolari) fra settembre 2020 e gennaio 2021, i contagi rilevati e il numero di persone testate.

 

Il riferimento, ovviamente, è alla seconda ondata Covid, quella che in autunno ha travolto il Trentino con la Provincia di Trento che tra ottobre e dicembre ha fatto registrare l'incremento maggiore di mortalità d'Italia rispetto al quinquennio precedente (2015-2019) secondo le proiezioni dell'Istat. E a fronte di una popolazione falcidiata dai decessi e dai contagi il territorio è rimasto zona gialla anche perché il grosso dei positivi non venivano comunicati pubblicamente perché erano intercettati con i tamponi antigenici. Il Trentino, infatti, come vi abbiamo raccontato per settimane, è stato tra i territori pilota nell'utilizzo di questi test che servivano per la quarantena dei positivi ma non rientravano nei conteggi ministeriali per il cambio dei ''colori'' (che invece si basavano solo suoi positivi ai molecolari). 

 

Ad oggi come stime dei reali positivi di quella drammatica fase si ha solo una slide che sarebbe dovuta rimanere riservata dell'Apss dove si vede chiaramente che tra fine ottobre, novembre e dicembre i veri positivi venivano trovati con i test antigenici (barre rosse) mentre solo quelli residuali erano affidati ai molecolari (barre blu) ed erano comunicati alla popolazione. Una battaglia per la trasparenza dei dati, in questo senso, è stata sposata dal nostro quotidiano in quei mesi convinti che solo sapendo la reale portata del contagio in Trentino si sarebbe permesso ai cittadini di porre in essere comportamenti consapevoli e responsabili ma ancora oggi quell'operazione di trasparenza non è stata fatta dalla Provincia 

 

 

Per questa ragione qualche settimana fa abbiamo fatto un'esplicita richiesta di accesso agli atti ma la risposta firmata dal dirigente Ruscitti è stata lapidaria: ''La scrivente Amministrazione non detiene i dati richiesti''. ''La risposta - scrive Ugo Rossi nella sua interrogazione che pubblichiamo in maniera completa -, se confermata, apparirebbe sconcertante anche alla luce del fatto che in data 4 dicembre 2020 il Consiglio Provinciale approvava (con un solo astenuto) una risoluzione che impegnava la giunta a fornire al Consiglio i seguenti dati:

 

a) il numero di tamponi molecolari effettuati alla data odierna;

b) il numero di tamponi o test rapido effettuati alla data odierna;

c) il numero delle persone sottoposte a tampone molecolare alla data odierna;

d) il numero di persone sottoposte a tampone test rapido alla data odierna;

e) il numero di tamponi molecolari (di controllo) effettuati su persone dichiarate positive dopo test rapido;

f) il numero di persone sottoposte a tampone molecolare (di controllo) dopo essere state dichiarate positive con test rapido;

g) tempi di effettuazione del tampone (di controllo) effettuati su persone dichiarate positive da test rapido (quanti dopo un giorno; quanti dopo due giorni; quanti dopo tre giorni; quanti dopo quattro giorni, quanti dopo cinque giorni; .... e così via).

 

 

Tutto cio’ premesso si interroga la Giunta Provinciale per conoscere

 

Se quanto citato in premessa, e apparso oggi 13 luglio 2021 sul quotidiano Il Dolomiti, corrisponde al vero.

Se l’assessorato sia stato informato della richiesta di accesso agli atti e della risposta.

Se ritiene corretta la risposta fornita dal Dipartimento

Se ritiene esaustiva la risposta fornita dal Dipartimento.

Quale sia l’amministrazione in possesso dei dati richiesti''.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 01 giugno | 19:59
Un'amore infinito per la musica, una moglie straordinaria che lo ha spinto (fisicamente) ad inseguire i suoi desideri e un pizzico di follia. "Una [...]
Montagna
| 01 giugno | 19:20
Ornella Conedera affida a una lettera, inviata a Radio Più, tutto il dolore e lo sdegno per la rimozione della targa posta sulla cima del San [...]
Società
| 01 giugno | 20:20
Ciclismo, tennis e verdetti taglienti nel nuovo appuntamento con la rubrica di "Sarò Franco" su Il Dolomiti. Franco Bragagna e Davide Cassani sono [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato