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Coronavirus, Ricciardi: ''Lockdown totale nelle feste di Natale? Assolutamente sì. I casi sono almeno il doppio o il triplo di quelli che troviamo''

Mentre fino a pochi giorni fa c'era chi, come il ministro degli esteri Di Maio che, sempre in chiave populista inseguiva il peggio della politica che chiedeva di ''togliere'' le limitazioni tra comuni ora la discussione è completamente cambiata. Il livello del contagio è ancora molto alto, i decessi sono tantissimi e gli ospedali sono sempre più in difficoltà. Il consulente del ministro Speranza spiega la situazione: ''Con il lockdown il livello del contagio viene abbattuto del 15%''

Di L.P. - 15 dicembre 2020 - 11:39

ROMA. ''Un lockdown totale nelle feste? Assolutamente sì, se continua così", questo Walter Ricciardi il consulente del ministro della Salute Speranza che ad Agorà oggi ha ribadito come il Governo sia sempre più orientato verso questa soluzione. Il livello del contagio resta molto alto e anche quello delle ospedalizzazioni sta raggiungendo il limite in molti territori. Il trend del contagio resta altissimo e anche solo parlare di terza ondata risulta essere totalmente insensato visto che siamo nel bel mezzo della seconda con dati preoccupantissimi sia di positivi trovati che di decessi e ricoveri.

 

Insomma mentre fino a pochi giorni fa c'era chi, come il ministro degli esteri Di Maio che, sempre in chiave populista inseguiva il peggio della politica che chiedeva di ''togliere'' le limitazioni tra comuni che erano state previste per Natale, Santo Stefano e Capodanno, oggi la discussione è su chiudere in casa tutti gli italiani, bloccare da subito gli spostamenti di parenti vari che stavano, ovunque, progettando i ritorni a casa, e cercare, così, di salvare più vite umane possibili. Quanto successo in Germania e a Londra e sta succedendo in molti Stati europei con chiusure totali sotto le feste sta tracciando la linea. Le raccomandazioni del Governo e le regole appositamente lasche che hanno allentato le restrizioni negli ultimi giorni, come al solito, non sono bastate e in ogni città o montagna o luogo di attrazione si sono visti assembramenti enormi. 

 

''Quando si fanno solo le raccomandazioni - ha spiegato Ricciardi - le persone fanno tutto quello che è consentito, e questo riduce il contagio soltanto del 3%. Con questo tasso non riusciremo mai, non solo ad appiattire la curva epidemica, ma nemmeno a diminuirla. Invece il lockdown riduce del 15% la curva del contagio, e con altri interventi si arriva a dimezzarli". Secondo il consulente del ministro non ci sono alternative: "Queste sono le uniche strada possibili in un momento in cui non c'è più la possibilità di tracciare, cosa che dovremo ricominciare a fare non appena avremo abbassato i contagi. In vista delle feste di Natale sono necessarie misure chiare per limitare mobilità ed assembramenti, ed evitare una pressione insostenibile sui servizi sanitari".

 

Tra le opzioni sul tavolo c'è il lockdown a partire forse già da questo weekend o trasformare tutta Italia in zona arancione nei giorni festivi e prefestivi: 24-27 dicembre, 31 dicembre-3 gennaio, 5-6 gennaio. Ricciardi ha ricordato anche che nella prima parte dell’epidemia, un’indagine epidemiologica evidenziò che nel paese c’erano sei casi non notificati per ogni caso segnalato. Oggi non credo che siamo a quel livello ma i casi sono perlomeno il doppio, se non il triplo. Questo significa che, di questi casi, un 5% va in ospedale e preme in maniera insopportabile sulla struttura.  Abbiamo avuto 36.000 morti nella prima fase, ne abbiamo avuti 25.000 in questa fase e se continua così ne avremo 40.000 a febbraio-marzo”.

 

E poi una riflessione sulla possibile riapertura delle scuole il 7 gennaio. “Dobbiamo limitare la circolazione del virus all'esterno delle scuole. Se lo facciamo le scuole potranno riaprire. Ma se la circolazione del virus non solo non viene limitata, ma viene incentivata, è chiaro che anche riaprire le scuole è un rischio. Le scuole sono sicure se il protocollo del distanziamento e delle mascherine è rispettato. C’è bisogno di una costante attenzione da parte degli insegnanti e dirigenti scolastici''. 

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