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Coronavirus, l'Alto Adige in lockdown totale. Kompatscher: ''Con la variante inglese curva tornata a crescere''

Dopo l'annuncio dato in serata di un nuovo lockdown, la giunta ha presentato le misure in conferenza stampa. Il presidente Kompatscher: "Pensavamo che dopo le feste ci sarebbero stati degli innalzamenti fisiologici ma poi un abbassamento. Purtroppo c'è stato un lieve ma continuo aumento, legato anche alla variante. I cittadini ci aiutino per uscirne"

Di Davide Leveghi - 05 febbraio 2021 - 12:29

BOLZANO. “Non è facile adottare misure più restrittive. Lo si fa nella consapevolezza che per ogni cittadino ci sono delle difficoltà ma puntiamo a porre le basi per uscire da questa situazione”. Conclude così il suo appello alla cittadinanza il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher. La situazione in Alto Adige si è evoluta nelle scorse ore portando da un'iniziale posizione cauta sul lockdown all'annuncio di nuove misure restrittive che limitano attività, libertà personali e scuola per il periodo di 3 settimane.

 

Misure che da parte delle opposizioni sono state accolte con rabbia e sconforto. “Gestione disastrosa”, ha scritto il Partito democratico, mentre il consigliere di Fratelli d'Italia Alessandro Urzì ha tuonato: “La pazienza è finita”. Da parte della destra tedesca, infine, è arrivata la richiesta di una mozione di sfiducia per il presidente Kompatscher, colpevole di aver rassicurato il Consiglio provinciale nel pomeriggio di giovedì sul lockdown, per poi aver compiuto un passo indietro annunciandolo in serata.

 

Nella stessa giornata di giovedì, d'altronde, era stata annunciata in Alto Adige la presenza della “variante inglese”, individuata a Lana in un paziente comunque già guarito. L'alto contagio registrato nel Comune del Burgraviato ha spinto le autorità sanitarie a decidere per uno screening volontario e gratuito per tutta la popolazione su un periodo di una settimana, da venerdì 5 febbraio a venerdì 12 compreso.

 

Alla presenza di tutti i principali rappresentanti di giunta, si è così voluto dare l'annuncio della nuova ordinanza che entrerà in vigore lunedì 8 febbraio. “Negli ultimi mesi, grazie alla nostra strategia, abbiamo permesso delle attività che in altre regioni non erano possibili – ha esordito Kompatscher – tra queste anche le libertà individuali alle persone, che nel periodo natalizio hanno potuto muoversi liberamente sul territorio provinciale. I tanti test effettuati per interrompere le tante catene infettive doveva evitare un'impennata dei casi. Nonostante questo, abbiamo dovuto constatare che negli ultimi giorni la curva non si è piegata. Pensavamo che dopo le feste ci sarebbero stati degli innalzamenti fisiologici ma poi un abbassamento. Purtroppo c'è stato un lieve ma continuo aumento, legato anche a delle novità”.

 

Il riferimento è alla variante inglese, non tanto più aggressiva quanto più veloce a trasmettersi. “A novembre abbiamo rischiato il crollo della terapia intensiva – ha spiegato l'assessore alla Salute Thomas Widmann - al momento questo dato è sotto controllo ma la tensione è forte e il sistema non lavora al 100%. Può accadere che i numeri si alzino rapidamente, gli obiettivi restano quelli di testare tanto ed evitare che si riempiano tutti i letti di terapia intensiva. I dati non sono calati e anche la pressione sta aumentando pian piano, non come a novembre. Ieri (giovedì 4 febbraio) c'è stato il primo accertamento di una mutazione e allora abbiamo a che fare con un virus più infettivo. Per questo abbiamo deciso per un lockdown severo e immediato per 3 settimane. Chiedo un patto con la popolazione per riaprire, anche se con Covid: meno contatti sociali possibili anche nel privato. Ci vuole collaborazione e obiettivo comune”.

 

“Non è stato facile prendere una decisione del genere ma ora si tratta di proteggere tutti noi, le nostre famiglie e le nostre imprese – gli ha fatto eco la vicepresidente e assessora alle Politiche sociali Waltraud Deeg – quando si prendono delle scelte del genere, si ha sempre davanti a sé l'impatto forte sui gruppi più deboli dei bambini, le persone con handicap, le famiglie, gli anziani. Vista la scarsa incidenza, abbiamo deciso di lasciare la prima infanzia aperta così da aiutare i genitori e conciliare le esigenze lavorative. Tutti i servizi sociali e sociosanitari rimarranno al tempo stesso aperti anche nelle prossime 3 settimane. Per quanto riguarda le vaccinazioni nelle Rsa, sta andando benissimo, con la seconda dose somministrata in 45 su 66 residenze. Ci rassicura che per la fascia più colpita dalla pandemia abbiamo potuto fare un passo per tutelarli. Ma è importante anche che ci atteniamo alle regole”.

 

Per quanto riguarda la scuola, invece, è intervenuto l'assessore all'Istruzione di lingua italiana Giuliano Vettorato. “I servizi di prima infanzia, come detto, rimarranno sempre aperti. Le primarie chiuderanno da giovedì prossimo per tutta la durata della settimana di Carnevale, mentre per scuole medie e superiori si andrà in dad già da lunedì. Ritornati dalle vacanze si riprende in presenza fino alla terza media, mentre per le scuole superiori ci sarà un'altra settimana di dad. Il mondo della scuola, comunque, è sicuro, esistono dei protocolli molto chiari. Faccio un appello agli insegnanti: fatevi testare”.

 

Sul fronte del lavoro è intervenuto invece l'assessore competente Philipp Achammer. “E' sempre una decisione sofferta chiudere. Non abbiamo chiuso prima perché avremmo voluto proseguire. Le circostanze sono cambiate, non abbiamo più scampo e quindi dobbiamo chiudere. Le attività giornaliere con codice Ateco che possono tenere aperto anche in zona rossa possono proseguire, mentre per le aziende artigianali e produttive i dipendenti dovranno essere settimanalmente sottoposti a un test”.

 

Non è facile adottare delle misure più restrittive – ha concluso Kompatscher - lo si fa nella consapevolezza che per ogni cittadino ci sono delle difficoltà. Si teme a livello nazionale un'accelerata per le varianti riscontrate sul territorio. Nella serata di ieri ho sentito il ministro Speranza e saremo classificati di nuovo zona arancione. Se chiusura dev'essere, è bene che tutti, anche nel proprio tempo libero, diano il proprio contenuto. Per questo abbiamo deciso di restringere le libertà individuali, anche all'interno del proprio Comune, in cui ci si potrà muovere solo per lavoro, spesa, salute e altri motivi urgenti. L'attività motoria nei pressi dell'abitazione e lo sport individuale evitando il contatto con le persone non conviventi rimane possibile”.

 

“Serve lo sforzo di tutti – si è infine appellato alla popolazione – e questa è l'unica strategia che ci porta davvero all'obiettivo di riaprire tra 3 settimane”.

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