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Covid-19, i contagi tornano a salire e il virus arriva dall'estero. Zaia: "Regole di salute aggirate. Urgente il fermo alla frontiera"

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha denunciato in un acceso post su facebook una situazione preoccupante: i focolai di Coronavirus, infatti, sarebbero per lo più dovuti a situazioni incontrollate di arrivi dall'estero. 29 i nuovi positivi nelle ultime 24 ore. "Quali test si fanno ai migranti che arrivano dal Nordafrica? La solidarietà è inviolabile e sacra, ma la salute pubblica di più"

Pubblicato il - 16 luglio 2020 - 16:31

VENEZIA. “In Veneto regole di salute aggirate da infetti! Urgente il fermo per legge”. Comincia così il duro post firmato dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia, alla luce dei numeri crescenti di contagiati da Covid-19. Nelle ultime 24 ore, infatti, le 7 province venete hanno registrato un incremento di 29 nuovi positivi (e nessun morto, a differenza dei 4 registrati ieri), portando così il bilancio provvisorio a 19470 infetti da inizio epidemia e 2047 decessi.

 

A far infuriare il governatore leghista, dunque, sono le cifre in crescita, in gran parte ascrivibili a cittadini stranieri giunti in Italia dall'estero. Nelle ultime ore, ad esempio, si sono registrati alcuni casi di giovani non italiani risultati positivi al tampone e, nonostante ciò, allontanatisi dall'ospedale (a Padova), mentre è di stamane la notizia di un focolaio nel centro della Croce Rossa di Jesolo, con almeno una quarantina di ospiti, per la maggior parte africani, infetti ma asintomatici.

 

“Sta succedendo quello che si sperava non accadesse – ha commentato Zaia - ma che avevamo a più riprese paventato potesse essere un grave pericolo: cittadini stranieri rappresentano il focolaio più grande registrato in Veneto dalla fine del lock down, con decine di positivi e numeri che possono ancora crescere. In questa situazione già preoccupante, si verificano poi vere e proprie gravissime illegalità, con positivi asintomatici che si rendono irreperibili ai controlli. Vanno assolutamente fermati (il riferimento va ai giovani che si sono allontanati dall'ospedale nonostante il tampone positivo, ndA)”.

 

Di qualsiasi nazionalità siano, quale che sia il mezzo di trasporto utilizzato, da qualsiasi area provengano, mi chiedo come mai non si provveda immediatamente al controllo e, se necessario, al fermo alla frontiera di queste persone, utilizzando le leggi vigenti o, qualora indispensabile, approvando con assoluta urgenza norme specifiche – ha proseguito – esiste un Piano di Sanità Pubblica che va fatto rispettare ad ogni costo, nell'interesse delle stesse persone infette e dell'intera comunità civile, perché se c'è un modo per far tornare il Covid-19 è proprio quello di permettere ai positivi di girare indisturbati, mentre vanno fermati”.

 

Mi chiedo ad esempio – conclude il presidente veneto – quali test si facciano e come siano fatti all'arrivo degli immigrati provenienti dal Nordafrica, sia allo sbarco che successivamente. In presenza di una situazione come questa si deve arrivare a pensare anche a un blocco totale, perché la solidarietà è sacra e inviolabile, ma la salute pubblica vale di più!”.

 

L'auspicio di Zaia a dare una stretta nei controlli alle frontiere – spinto all'invito a bloccarle, specie per i barconi giunti dal Nordafrica – arriva dopo che in mattinata il ministro della Salute Roberto Speranza ha aggiunto Serbia, Montenegro e Kosovo tra i Paesi a rischio. I tre Paesi balcanici entrano così nella lista che conta già Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia-Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldavia, Oman, Panama, Perù e Repubblica Dominicana. Per tutti coloro che sono stati in questi luoghi negli ultimi 14 giorni vige il divieto di ingresso e transito nella penisola.

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