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Decreto "Cura Italia", Salvini attacca citando i commercialisti trentini. Conzatti replica: "Basta polemiche, vieni a lavorare nelle Commissioni"

Botta e risposta via social tra il segretario della Lega Matteo Salvini, che critica le norme su partite Iva e piccole imprese, e la senatrice Donatella Conzatti. "Fatti e non parole! Salvini venga a discutere nelle Commissioni. Nel complesso il decreto Cura Italia è positivo ma bisogna fare di più per queste categorie"

Di Davide Leveghi - 19 marzo 2020 - 10:46

TRENTO. In tempi di quarantena la polemica politica passa soprattutto attraverso i social e mentre si discute sulle modalità di votazione nella Camere, con il centrodestra che minaccia di salire al Quirinale e la maggioranza che invita alla pazienza, l'attività del Parlamento prosegue comunque con i lavori delle Commissioni.

 

Tra i più accesi contestatori del governo non poteva che esserci il leader della Lega e dell'opposizione Matteo Salvini. Impegnato a far pressione sul governo affinché si riaprano le discussioni nelle Camere, si comincino i lavori di discussione dei decreti d'emergenza – su tutti il “Cura Italia”- e si adottino misure in nome di “più coraggio”, dalla quarantena romana il segretario del Carroccio ha affidato a twitter uno dei suoi affondi all'esecutivo.

 

Parlano i commercialisti di Trento e Rovereto: 'Più aiuti a partite Iva, insufficienti misure per lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. Serve norme che riduca o azzeri gli importi degli acconti di imposta dovuti per anno in corso'. #piùcoraggio”, ha attaccato, riferendosi ad una delle norme contenute nel decreto “Cura Italia”.

 

 

 

Il tweet polemico di Salvini, a quel punto, non è certo sfuggito a chi, all'interno del governo, lavora proprio sul tema delle misure nei confronti delle partite Iva. A qualche ora di distanza, sugli account dei social della senatrice Donatella Conzatti, membro della Commissione Finanze del Senato, compariva una replica piuttosto piccata, che oltre ad invitare ad evitare le polemiche (“Fatti e non parole!”), sottolineava la scarsa presenza del dirimpettaio leghista proprio nei luoghi in cui si discutono le norme contenute nel decreto Cura Italia.

 

 

Conosco il mondo produttivo e capisco il momento difficile di imprese e Partite Iva – spiega la senatrice roveretana di Italia Viva – un mondo produttivo che deve fare i conti non solo con il blocco forzato delle attività, con la difficoltà negli approvvigionamenti e nell'organizzazione del lavoro per chi ancora tenta di lavorare, con le difficoltà commerciali dettate dalla portata globale della pandemia covid19. Si aggiungono le preoccupazioni per gli scenari economici (spread oggi a 270 punti e pesanti perdite delle Borse)”.

 

Si giustificano così le prese di posizioni anche dure a fronte alle prime anticipazioni del Decreto chiamato Cura Italia – continua - da capogruppo in commissione bilancio per IV, ho rivolto al Governo il richiamo 'a non creare disparità di trattamento tra settori e una sperequazione nel rapporto fisco contribuenti'. Nel complesso il giudizio sul Cura Italia è positivo, stanzia 25 miliardi di risorse per l'emergenza sanitaria e per l'aiuto a famiglie, lavoratori e imprese. Interventi per il credito alle imprese corrispondenti a 350 miliardi. Non è poco. Il Prossimo Decreto di Aprile recepirà inoltre le proposte Italia Shock per la cantierizzazione dei 120 miliardi di investimenti pubblici fermi e lavorerà sia sul fronte fiscale che del credito, per dare impulso alla ripartenza del Paese”.

 

Nell'immediato però bisogna fare di più per garantire liquidità a imprese e P.IVA anche alleggerendo adempimenti e versamenti tributari. Mi riferisco ad esempio alla sospensione dei versamenti per tutti i settori. Allo sblocco della compensazione dei crediti per imposte anche prima della presentazione della dichiarazione. Solo per citare alcune molte proposte allo studio senza dimenticare ciò che il Decreto già contiene: la moratoria dei finanziamenti a micro piccole e medie imprese (mutui, leasing, aperture di credito e finanziamenti a breve in scadenza); la sospensione senza limite di fatturato dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione sul lavoro e l’Iva di marzo (per ora alle sole) filiere più colpite e alle PMI; la disapplicazione della ritenute d’acconto per i professionisti con ricavi fino a 400.000 € sulle fatture di marzo e aprile; il bonus baby sitter, l'indennità di 600 € che verrà prorogata anche ad aprile e, per le professioni ordinistiche che ne erano escluse, l'istituzione di un apposito Fondo; il fondo per la sospensione dei mutui prima casa nei casi di calo di fatturato pari almeno al 33%”.

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