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Coprifuoco alle 23, Dalzocchio risponde a Zeni e difende Fugatti: "Gli ordini insensati vanno rispettati?", il consigliere del Pd: "Così si mina credibilità dell'autonomia trentina"

Il botta e risposta tra la Capogruppo della Lega ed il consigliere dem: al centro l'intervista rilasciata al Corriere della Sera da Fugatti, che ha ribadito di essere "pronto all'ordinanza per chiudere i locali alle 23, anche se perderò il ricorso". Per Zeni le "forzature giuridiche come meri atti simbolici varrebbe la pena farle su questioni davvero di fondo" e Dalzocchio corre in difesa del presidente della Pat: "La scelta della Giunta si basa sul buonsenso e non su visioni ideologiche"

Di F.S. - 26 aprile 2021 - 19:48

TRENTO. Con il ritorno della zona gialla la scelta del governo di mantenere il coprifuoco alle 22 è da giorni al centro di critiche feroci. Salvini ha addirittura lanciato una petizione online per l'abolizione del divieto di uscita notturno mentre Fugatti ha dichiarato oggi, 26 aprile, al Corriere di essere pronto a firmare un'ordinanza contro le direttive del governo nazionale per "chiudere i locali alle 23, anche se perderò il ricorso". E' a questo punto che è intervenuto il consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni a ricordare al presidente della Pat in un lungo post su Facebook che così si rischia di esporre "l'autonomia trentina ad una perdita di credibilità istituzionale solo per una battaglia politica". A perdere il ricorso infatti, scrive Zeni, non sarebbe Fugatti "ma la Provincia autonoma di Trento"

 

A rispondere al consigliere del Pd è arrivata Mara Dalzocchio, capogruppo della Lega in Consiglio provinciale, che ha difeso la posizione di Fugatti ribandendo in una nota che la scelta della Giunta è "autonoma e non imposta, compiuta senza visioni ideologiche ma che si basa su semplice buonsenso che vedo mancare altrove" e soprattutto che "sul discorso affermato da Zeni riguardo ad una possibile perdita di credibilità nazionale a seguito di eventuali ricorsi, ho delle perplessità sulle sue motivazioni: si deve per forza accettare qualsiasi ordine anche se questo appare insensato? Esempi storici di persone che hanno giustificato il loro operato con la frase 'eseguivo gli ordini' ne abbiamo a bizzeffe e pare proprio che le lezioni del passato vengano da qualcuno ignorate". 

 

La contro risposta di Zeni non si è fatta attendere: "Ho provato a rileggere Hannah Arendt, una delle più grandi pensatrici del Novecento, che dal processo ad Eichmann ha tratto riflessioni che dovrebbero essere materia di studio obbligatoria in ogni scuola prima ancora che in ogni organo parlamentare, qual è il Consiglio Provinciale, per verificare se la consigliera leghista avesse colto qualcosa che mi è sfuggito dagli studi passati. Rimango piuttosto certo che il paragone tra Fugatti che si ribella ad ordini ingiusti per un'ora in più di apertura dei bar ed Adolf Eichmann che eseguiva colpevolmente ordini senza ribellarsi, non c'entri nulla, e sia anzi particolarmente offensivo ed indecoroso". 

 

Entrando nel merito, il consigliere del Pd respinge tutte le argomentazioni di Fugatti per la chiusura alle 23, dall'eventuale danno al turismo del territorio ("se il coprifuoco c'è in tutt'Italia non vale nella concorrenza tra regioni", "il Trentino non si caratterizza per un turismo 'da movida': quanti turisti rinunciano a venire in Trentino per un'ora di coprifuoco?"), alla dichiarazione in cui il presidente della Pat assicura che "nessuno potrà dirci che spostando il coprifuoco alle 23 abbiamo favorito i contagi" ("ogni apertura favorisce i contagi", "la scelta sarebbe di accettare un rischio di aumento dei contagi ritenuto moderato in cambio di un'ora di movimento notturno ritenuta incisiva per l'economia"). 

 

"Ora bisogna aumentare di molto la velocità di somministrazioni dei vaccini - conclude Zeni - e via via aumentare le riaperture, perché il bisogno di relazionalità è una necessità vitale. Non è Salvini (e di conseguenza i seguaci leghisti) che vuole maggiori aperture ma tutti noi, tutti i cittadini hanno bisogno di speranza e relazione".

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