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Dopo il ''No'' del Comune di Trento alla Valdastico, il Coordinamento: ''La volontà del Trentino è chiara''

Il Coordinamento NoA31 festeggia: "Esistono alternative e sono ampiamente percorribili, richiedono risorse finanziarie modeste rispetto a quelle destinate alla realizzazione della Valdastico Nord"

Di Luca Andreazza - 30 gennaio 2020 - 20:51

TRENTO. "Un'opera inutile, illogica e irrazionale messa in campo solo per mantenere la concessione per l'autostrada Brescia-Padova nelle mani della società A4 Holding". Così il coordinamento NoA31 festeggia il risultato in Consiglio comunale a Trento (Qui articolo), che aggiunge: "Una lunga battaglia iniziata il 5 febbraio del 1995 a Besenello e dopo 25 anni il capoluogo regala ai cittadini un importante atto di ferma contrarietà a questa infrastruttura qualunque siano gli sbocchi in Trentino".

 

Un'ampia maggioranza si è riunita intorno alla mozione targata Alberto Pattini (Patt) e Paolo Serra (Partito democratico), Andrea Maschio (Onda civica), Giovanni Scalfi (Futura) e Jacopo Zannini (L'Altra Trento a sinistra), Marco Ianes (Verdi) e Renato Tomasi (Cantiere-Upt). "Abbiamo voluto in modo determinato questa delibera e siamo riusciti a trovare ampia disponibilità nei consiglieri comunali: siamo enormemente soddisfatti dall’esito della votazione: il risultato è quella dell'opposizione senza se e senza ma alla realizzazione di questa opera".

 

Un documento che segue la precedente delibera dell'amministrazione comunale di "Dichiarazione di emergenza climatica a tutela del diritto umano ad un clima sostenibile". "Il capoluogo - dice il coordinamento - entra nella fitta lista dei Comuni che hanno voluto rimarcare la loro opposizione all’opera insieme a Riva del Garda, Rovereto, Besenello, Villa Lagarina, Mori, Terragnolo, Vallarsa, Nomi e Folgaria. Un elenco che assume dimensioni da non lasciare dubbi riguardo la volontà del Trentino".

 

C'è poi la balotazione nelle valli del Leno. "Lì il 93,3% della popolazione è contraria all'opera - prosegue il coordinamento - la A31 non deve essere fatta. E' emerso chiaramente che non è più tempo di indecisioni, bisogna rapidamente attuare quanto previsto dalla Convenzione per la Protezione delle Alpi, ma anche dalle precise Direttive europee in tema di mobilità sostenibile recepite dal nostro Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile. La votazione di mercoledì scorso ha confermato quanto da tempo le associazioni sostengono: non è più accettabile destinare ingenti risorse pubbliche nella mobilità su gomma. Il no alla Valdastico significa futuro sostenibile, un modello di sviluppo che salvaguardi l’ambiente, migliori la qualità della vita di tutti gli esseri viventi, ponga al centro il superamento delle diseguaglianze".

 

La battaglia però non è finita. "Continueremo nella ferma opposizione a questa opera disastrosa dal punto di vista ambientale, dai costi economici pesantissimi, dall’assoluta inefficacia nella risoluzione dei problemi del traffico veicolare. Solo una amministrazione provinciale lungimirante e attenta agli evidenti segnali che il proprio territorio le rivolge potrà assicurare una volta per tutte un futuro sostenibile per il Trentino: a questa necessaria sensibilità ci rivolgiamo noi oggi, con un po’ più di fiducia e speranza".

 

Il Coordinamento propone inoltre alcune alternative. "Esistono e sono ampiamente percorribili, richiedono risorse finanziarie modeste rispetto a quelle destinate alla realizzazione della Valdastico Nord. Pensiamo al potenziamento delle linee ferroviarie esistenti per la Valsugana, come l'elettrificazione, raddoppio dei binari in alcuni tratti in modo da consentire gli incroci in linea e il rifacimento di tutte le gallerie in modo da rendere possibile il trasporto merci combinato".

 

Capitolo Verona-Brennero. "Inserire fin da subito in orario altri 30 treni, soluzione più che percorribile senza alcun altro intervento. Prevedere logistica e politiche tariffarie per migliorare carico e scarico dei mezzi pesanti per la Ro.La, ma anche una riduzione dei pedaggi che vengono adottati per ferrovia, più alti rispetto a quelli praticati sulle autostrade", conclude il Coordinamento.

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