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| 13 dic 2021 | 16:06

Valdastico, i Verdi del Veneto dopo la 'bocciatura' in Regione: “Vincono i territori, il 'no' in Trentino Alto Adige sconfessa anche le politiche venete sui trasporti”

“Non possiamo continuare a dopare il Veneto di asfalto” dice la consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda, dopo la recente approvazione di un'ordine del giorno di Verdi e Futura in consiglio regionale che di fatto sconfessa il progetto della Valdastico, ribadendo il 'no' del Trentino Alto Adige alla costruzione di nuovi collegamenti autostradali nelle Alpi

 

Valdastico, i Verdi del Veneto dopo la 'bocciatura' in Regione

TRENTO. “Vincono i territori: è un presagio per chi si ostina a cementificare spregiudicatamente”: dopo l'approvazione in Regione dell'ordine del giorno di Verdi e Futura per dire 'no' alla costruzione di nuove autostrade nelle Alpi, che sconfessa di fatto il progetto della Valdastico (Qui Articolo), anche dal Veneto arrivano parole di soddisfazione. Il commento infatti è di Cristina Guarda, consigliera regionale di Europa Verde in Veneto, che parla di un testo, quello approvato la settimana scorsa in Consiglio regionale, che “pone le basi per una mobilità più sostenibile e boccia il progetto della Valdastico Nord: è un voto che rispecchia la volontà dei cittadini e scontenta la politica”.

 

Secondo Guarda: “In Veneto la maggioranza leghista presenta progetti di legge sulle giornate ecologiche per poi costruire strade su strade. Noi di Europa Verde esprimiamo soddisfazione per quanto avvenuto, perché da tempo ribadiamo la necessità di investire in infrastrutture capaci di soddisfare gli indirizzi politici che ci giungono dall'Europa: meno cemento e maggiori investimenti su rotaie o altre forme di trasporto più sostenibili”. Parole, in sostanza, che riprendono proprio quanto approvato pochi giorni fa al Palazzo della Regione e che acquistano in questa delicata fase di transizione ecologica un significato ancora più trasversale.

 

“E' inutile continuare a parlare di Pnrr e Agenda 2030 se poi ci ostiniamo a far dipendere lo sviluppo economico locale da mezzi di trasporto pesanti ed inquinanti – dice infatti Guarda – ed è ingannevole ricorrere a palliativi come la percorrenza gratuita per i residenti perché, come avviene in Trentino, sono i Comuni stessi a non voler essere attraversati da nuove autostrade”. Sul prolungamento della Valdastico quindi (“al quale ci opponiamo non per pregiudizio ideologico ma per effettiva constatazione della sua scarsa utilità” sottolinea la consigliera regionale) “il 'no' incassato in Trentino Alto Adige appare anche una netta sconfessione delle politiche della Regione Veneto in tema di trasporti e infrastrutture”.

 

Al di là della politica poi, sulla stessa linea ci sono i comitati e le associazioni di cittadini che da anni si oppongono alla Valdastico e all'impatto indelebile che questa opera avrà sullo stato di salute dei territori che attraverserebbe. “Non possiamo continuare a dopare il Veneto di asfalto – conclude Guarda – investiamo seriamente su una mobilità che sappia coinvolgere i Comuni e le collettività senza gravare su un territorio già fortemente provato da decenni di politiche scellerate dal punto di vista della sostenibilità”.

 

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