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| 10 dic 2021 | 19:02

Valdastico, approvata in Regione una mozione per dire 'No' a nuove autostrade nelle Alpi: la Lega vota contro e finisce in minoranza

Secondo i Verdi “anche se redatto in termini più ampi, il testo così approvato è una smentita del progetto per la Valdastico, fortemente voluto dal Veneto e che, arrivando fino a Rovereto, porterebbe sulla A22 e così in tutta la Regione un ulteriore e massiccio traffico pesante”. Intanto Alex Marini presenta un'interrogazione per consegnare ai consiglieri provinciali in Trentino "le osservazioni e i contributi di Comuni e Comunità riguardo alla deliberazione della Giunta provinciale che nelle intenzioni di Fugatti & Co dovrebbe portare allo sbarco delle autostrade venete in Trentino"

 

Valdastico, approvata in Regione una mozione per dire 'No' a nuove autostrade nelle Alpi

TRENTO. Un ordine del giorno per “smentire la scelta della Valdastico”: approvato in Consiglio regionale il documento dei Verdi per dire 'No' a nuove autostrade nelle Alpi, Fugatti e la Lega votano contro e rimangono in minoranza. Il documento relativo alle infrastrutture di transito in Regione è stato presentato, dopo una lunga contrattazione, da Verdi, Pd ed Svp e dopo le ultime modifiche il testo è stato firmato anche dai consiglieri Gerhard Lanz, Magdalena Amhof, Giorgio Tonini, Alessio Manica e Luca Zeni.

 

Nel testo approvato il Consiglio impegna la Giunta regionale a “intensificare il confronto sia all'interno della Regione sia con le autorità competenti a livello nazionale ed europeo sulle scelte strategiche in materia di infrastrutture di transito che riguardano la nostra Regione, al fine di ricercare possibili alternative a progetti di nuovi tratti autostradali in coerenza con gli impegni della difesa del clima, della tutela, della salute della popolazione, dell'obiettivo prioritario di trasferire il traffico pesante su ferrovia lungo l'intero corridoio del Brennero e nel rispetto del Protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi, che chiede di astenersi dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino”.

 

Insomma: dopo la procedura di adozione del documento preliminare della variante al Piano urbanistico provinciale relativa al 'Corridoio di accesso ad est' voluta dalla Giunta Fugatti, anche in Consiglio regionale emergono quindi forti dubbi sulla realizzazione dell'opera, vista dai territori interessati non solo come inutile e anacronistica ma anche (e soprattutto) come incredibilmente dannosa per l'ambiente. Secondo i Verdi infatti “anche se redatto in termini più ampi, il testo così approvato è una smentita del progetto per la Valdastico, fortemente voluto dal Veneto e che, arrivando fino a Rovereto, porterebbe sulla A22 e così in tutta la Regione un ulteriore e massiccio traffico pesante”. "E' un dato politico - dice il consigliere dei Verdi Paolo Zanella - che porteremo a gennaio alla discussione sulla variante al Pup: la Regione ha detto chiaramente che vanno trovate alternative ai collegamenti autostradali sulle Alpi". 

 

Il progetto “impattantecontrasta apertamente, sottolineano infatti i consiglieri dei Verdi che hanno presentato l'ordine del giorno (Lucia Coppola, Riccardo Dello Sbarba, Brigitte Foppa, Hanspeter Staffler e Paolo Zanella): “Con la tutela della salute della popolazione, perché raddoppia le emissioni di ossidi di azoto e il rumore da traffico pesante sul nostro territorio, con la tutela del clima, perché raddoppia le emissioni di CO2 da traffico pesante, con l'obiettivo di trasferire le merci su ferrovia lungo l'intero corridoio del Brennero e con la Convenzione delle Alpi, perché crea una nuova strada di grande comunicazione che incanala su gomma una rilevante quota di trasporto merci attraverso le Alpi”. La Valdastico insomma, concludono: “è un'opera infrastrutturale insostenibile e che non va realizzata”.

 

Della stessa idea, come detto, sono anche tutti i territori sui quali impatterebbe il progetto e con un'interrogazione il consigliere del Movimento 5 Stelle Alex Marini è riuscito "a far consegnare a tutti i consiglieri provinciali le osservazioni e i contributi di Comuni e Comunità riguardo alla deliberazione della Giunta provinciale che nelle intenzioni di Fugatti & Co. dovrebbe portare allo sbarco delle autostrade venete in Trentino, con tanti saluti all'Agenda 2030". Il documento contiene le osservazioni dei Comuni di Pomarolo, Pergine Valsugana, Isera, Alta Valsugana e Bersntol, Altopiano della Vigolana, Castelnuovo, Trento, Nomi, Besenello, Calliano, Rovereto, Vallarsa, Caldonazzo, Lavis, Volano e delle Comunità di Valle Alta Valsugana e Bersntol e Vallagarina

 

"Come è facile osservare scorrendole - dice Marini - le prese di posizione degli enti locali nei confronti del cavallo di battaglia di Fugatti e dei gestori autostradali veneti sono in larga parte negative e lo sono non sulla base di un pregiudizio, ma di fatti e analisi concrete". Come riporta l'Ansa, ad esempio, il Comune di Pomarolo conferma "la propria opposizione a qualunque strategia pianificatoria che preveda la progettazione e realizzazione di nuove strade ad alto scorrimento su gomma, tanto più quindi al prolungamento verso nord della A31 della Valdastico e al suo collegamento alla A22 del Brennero, qualsiasi sia il punto dell'innesto, poiché esso costituirebbe una grave minaccia alla salute delle popolazioni e contraddirebbe la scelta fondamentale di ridurre il traffico sull'autostrada e trasferirlo il più possibile sulla ferrovia".
 

La Comunità della Vigolana invita invece la Provincia a "prendere definitivamente atto delle insuperabili problematicità del percorso attraverso la Valle del Centa e i Laghi di Caldonazzo e Levico quale ipotesi di collegamento ad est, elidendo ed eliminando dal Pup e dalla variante al Pup tale opzione". Il Consiglio comunale di Isera esprime poi "la piena contrarietà alla pianificazione dell'intervento oggetto della Variante al Pup relativa al Corridoio di accesso Est, sulla scorta di numerose criticità e contraddizioni rilevate, l'accertata non coerenza con gli strumenti programmatici sovraordinati, l'evidente carenza sistematica degli obiettivi generali ed operativi prospettati e la tipologia relativa al modello di mobilità proposto". Secondo Pergine la proposta è "indecidibile". 

 

 

 

 

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