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Edificazione di via Aprile a Gardolo, nonostante il ''No'' unanime della circoscrizione, il Comune va verso il ''Sì'' alla modifica del Prg

Fatto inusuale e politicamente significativo, tutto il consiglio di Gardolo ha bocciato la variante al Prg, nonostante il tentativo per altro goffo del sindaco di fare cambiare idea almeno ai rappresentanti in sintonia con la Giunta. Ce ne sarebbe stato abbastanza per uno stralcio con relative scuse alla circoscrizione che pur sempre si considera voce del territorio. Specie quando la voce è tanto forte e tanto unanime

Di Carmine Ragozzino - 16 giugno 2020 - 20:52

TRENTO. Padrone del proprio dire? Non si direbbe. In una recente intervista sul piano regolatore in via di definitiva approvazione il sindaco Alessandro Andreatta si lancia in un panegirico delle circoscrizioni. "Sono il faro" - lascia intendere per intendere che del rapporto  con i territori la sua Giunta agli sgoccioli fa strategia dal primo giorno di insediamento.

 

Se così è come mai del parere unanime di un intero consiglio circoscrizionale Andreatta sembra deciso ad infischiarsene per portare a casa il Prg secondo la più classica logica del pateracchio? La questione è nota ma vale la pena di ripeterne una sintesi. A Gardolo c'è  un'area verde piuttosto ampia di fronte al Parco di Melta e all'angolo con via 4 novembre.

 

Nella prima adozione del Prg l'area restava non edificabile. E anche per questo la Giunta mise in bacheca il via libera circoscrizionale alla variante urbanistica. Nel redarre il documento per la seconda e definitiva adozione l'area di via 25 aprile diventa improvvisamente edificabile

 

Cosa è successo? Spiegazione semplice: il pateracchio appunto. A perorare la causa delle gru è stato il consigliere di minoranza Andrea Merler, lo stesso che quando stava in circoscrizione a Gardolo si oppose ad un'urbanizzazione perfino meno invasiva di quella che si prospetta (Qui articolo).

 

Allora Merler sembrava paladino del verde e del "No" al consumo di territorio in in sobborgo già appesantito da un caotico carico antropico. La coerenza è  materia spesso labile e quella del consigliere di destra sembra essere diminuita proporzionalmente alla sua crescita politica. Ma questi restano fatti suoi. Fatti di un'intera comunità cittadina - non solo di Gardolo dunque - sono invece le incoerenze che in questo caso gravano su un'amministrazione che sull'area in questione si gioca la faccia a colpi di contentini da concedere alla minoranza in cambio di una benevolenza sul Prg.

 

Lo sblocco della tutela della zona è un do ut des che non sta incollato alle logiche che Andreatta sbandiera ad ogni occasione nemmeno con il più  potente degli Attack. Al consigliere di minoranza la maggioranza sembra voler cedere una bollinatura da spendere nella sua campagna elettorale, convinta di ricevere in cambio meno ostacoli nella maratona sul Prg iniziata lunedì 15 giugno.

 

Tuttavia per un Merler che si prepara a cantar vittoria c'è un territorio - Gardolo - che si è opposto al pateracchio nel modo più ufficiale e inedito possibile. Il consiglio circoscrizionale ha chiesto di stralciare la questione dalla variante. Lo hanno chiesto tutti: la presidente Mosna sostenendo il lavoro prezioso di contestazione puntuale curato da Frontuto, che guida la commissione  territorio. Hanno detto "No" tutti i consiglieri - sinistra, centro e destra - appellandosi ai loro referenti in consiglio comunale (Qui articolo).

 

Fatto inusuale e politicamente significativo, tutto il consiglio di Gardolo ha bocciato la variante al Prg, nonostante il tentativo per altro goffo del sindaco di fare cambiare idea almeno ai rappresentanti in sintonia con la Giunta. Ce ne sarebbe stato abbastanza per uno stralcio con relative scuse alla circoscrizione che pur sempre si considera voce del territorio. Specie quando la voce è tanto forte e tanto unanime. Invece no. Il sindaco insiste nel doppio mantra - viva il territorio e viva salvaguardia del territorio - e nel contempo non indica alla sua maggioranza il solo modo per mostrare che non racconta frottole. E il solo modo è lo stralcio, la fine del pateracchio e il serrate le fila della maggioranza per non accettare ricatti politici di basso profilo.

 

Nel mentre la maratona sul Prg è in corso, non è dato sapere cosa succederà per l'area di Gardolo. Certo, la presa di posizione dura della circoscrizione ha fatto breccia. Un assessore, Roberto Stanchina, si è pubblicamente schierato per lo stralcio. "Futura", che in Giunta  ha due assessori ancora silenti, ha affidato al consigliere Marco Ianes il suo "Sì" allo stralcio. Probabilmente nella minoranza non di destra si andrà nella stessa direzione.

 

La minoranza di centrodestra ha un'idea balzana della coerenza e c'è da immaginare che dopo aver detto "No" all'edificazione a Gardolo, dirà "Sì" come se nulla fosse a Trento. Del Patt riportiamo un dietro le quinte con beneficio di inventario: "Perché dannarsi per Gardolo dove non abbiamo voti?". Più complessa la posizione del Pd che ha un capogruppo deciso a difendere l'indifendibile e essere più realista del re. Lo fa perché ha abboccato ad una barzelletta: l'edificazione dell'area verde non sarebbe scandalosa per via di un vincolo alla realizzazione del cohousing, l'abitare con servizi in comune tra anziani, giovani o l'uno e l'altro. Cohousing come frontiera del welfare.

 

Ma cohousing per il quale a Gardolo non c'è uno straccio di progetto e che anche ci fosse potrebbe facilmente concretizzarsi in altre zone, in edifici da recuperare, in territori da sottrarre a quel "consumo" che il sindaco giura di voler evitare con il Prg che chiude il suo ciclo. Se il ciclo di Andreatta&Giunta si chiuderà avallando il pasticciaccio di Gardolo a pagare le spese della sarà il successore di Andreatta.

 

Fosse Ianeselli avrà di fronte un'edificazione probabilmente senza cohousing, con un tot di metri cubi da mettere a mercato, con un aggravio di traffico sulla già problematica via 4 novembre e con un'irrazionale approccio all'intera zona sud di Gardolo. Vale la pena acquietare un oppositore contraddicendo platealmente la mistica con la quale Andreatta si mostra come difensore del territorio e come il più attento tra gli attenti ai sobborghi? In consiglio comunale si dovrà votare la proposta di stralcio. Che ognuno si assuma le proprie responsabilità da misurare presto nella campagna elettorale. A Gardolo un'unità di misura sarà anche l'area di fronte al parco. Consiglieri, sappiatelo.

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