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I monarchici tornano in Trentino: “Un sovrano di Casa Savoia sarebbe una garanzia d’imparzialità per cittadini e Parlamento”

Vogliono il ritorno dei Savoia e a proposito dell’Autonomia dicono: “Va rispettata così come le minoranze tedesche e ladine ma per prendere queste zone fu fatta la Prima guerra mondiale alla quale presero parte anche dei patrioti trentini, morti loro stessi per un’Italia unita, Trento è italiana”

A sinistra esponenti del Partito Real Democratico (foto Monica Palermo) a destra Emanuele Filiberto di Savoia
Di Tiziano Grottolo - 21 gennaio 2020 - 05:01

TRENTO. Era il 10 giugno 1946 quando la Corte di cassazione proclamò i risultati del referendum sulla forma istituzionale dello Stato che sancì la vittoria dei repubblicani con il 54,3% dei voti (in Trentino si arrivò all’85%), mentre i monarchici si fermarono al 45,7%). Fra le conseguenze più immediate ci fu l’abdicazione di Umberto II di Savoia, passato alla storia come “il re di maggio” proprio per la breve durata del suo regno.

 

Due anni più tardi, con l'entrata in vigore della Costituzione repubblicana (1° gennaio 1948), Umberto II venne esiliato, lo prevedeva una delle stesse disposizioni finali e transitorie del testo costituzionale. La dipartita politica del re però non coincise con la scomparsa dei monarchici che pure avevano ottenuto un buon risultato nel referendum del 1946. Così venne fondato il Partito Nazionale Monarchico che alle elezioni parlamentari del 1953 raccolse il 6,85% che si tradusse in 40 seggi, un traguardo che non sarà più eguagliato. Di lì fu un vertiginoso tracollo fatto di scissioni e sempre meno consensi fino alla definitiva scomparsa dalla politica che conta.

 

Dalle ceneri dei partiti di tradizione monarchica nacque nel 2005 il Partito Real Democratico che in questi giorni è sbarcato in Trentino, anche se in un certo senso sarebbe più corretto parlare di un grande ritorno. La stella polare dei monarchici dei monarchici del XXI secolo non può essere che la Monarchia della quale si auspica un ritorno in patria “Un sovrano di Casa Savoia sarebbe una garanzia d’imparzialità per cittadini e Parlamento”, afferma Federica Zaghini Commissaria Provinciale per Trento del Partito Real Democratico.

 

 

Si parla inoltre di una forza politica, “non veteromonarchica ma che sia moderna nei contenuti e nelle forme pur rimanendo legata ai valori ed alle tradizioni” per un partito che si presenta come “moderato conservatore”. I monarchici sembrano fare davvero sul serio dal momento che non escludono di partecipare anche alle prossime elezioni comunali di Trento: “Per la raccolta firme resta poco tempo – afferma Zaghini – ma ci proveremo, presto procederemo con la nomina dei commissari comunali nei principali centri della Provincia di Trento dopodiché la decisione finale verrà presa il 7 marzo nella riunione del Partito a Roma”.

 

Per quanto riguarda le possibili alleanze l’area di riferimento rimane quella del Centrodestra: “Stiamo iniziando a prendere dei contatti – riprende la commissaria – molto dipenderà da quali saranno i punti d’accordo programmatici dai quali non può prescindere un discorso a proposito di un possibile ritorno di una monarchia costituzionale”. Energie rinnovabili, cultura, istruzione, sanità e soprattutto economia “dove anche in Trentino ci sono problemi molto gravi”, poi c’è la questione del “recupero della storia” e su questo punto in regione non mancheranno le occasioni di attrito dal momento che in molti non vedono di buon occhio la casata dei Savoia, fino ad arrivare a rimpiangere l’impero Austro-Ungarico.

 

“L’autonomia va rispettata così come le minoranze tedesche e ladine – scandisce Zaghini – ma per prendere queste zone fu fatta la Prima guerra mondiale alla quale presero parte anche dei patrioti trentini, morti loro stessi per un’Italia unita, Trento è italiana”. Non possiamo prevedere quale sarà il futuro di questo partito che da quando è stato costituito nel 2005 non è mai riuscito a conquistare una rappresentanza politica, fatto sta che se perfino gli stessi Savoia hanno rotto una tradizione millenaria nominano un'erede donna, i colpi di scena non sono da escludere.

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