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Il Patt: “I primi a puntare su Ianeselli, siamo i veri autonomisti, le altre solo imitazioni”. Le Stelle Alpine presentano il programma in vista del voto

Le Stelle alpine puntano sul collegamento Trento-Bondone e sulla riqualificazione dell’ex Italcementi e ribadiscono: “Trento è una città turistica, chi sostiene il contrario sbaglia”. Ianeselli: “Per me non avrebbe avuto senso una candidatura a sindaco senza il sostegno degli autonomisti”

Di Claudia Schergna - 08 agosto 2020 - 15:43

TRENTO. Il segretario politico della Patt Simone Marchiori, insieme ai candidati di lista e al candidato sindaco Franco Ianeselli, ha presentato un programma in 10 punti per delineare le priorità per la città di Trento in vista delle amministrative di settembre. Un punto fondamentale per il Partito autonomista è mettere in primo piano le persone, a partire dal candidato sindaco: “Da quando abbiamo deciso, per primi, di investire sulla persona di Franco Ianeselli, ho sentito polemiche, accuse, qualcuno ha detto che stanno arrivando le bandiere rosse in città. Io vedo solo la bandiera bianca e rossa del Patt chi muove questo tipo di accuse si qualifica da solo e non ha argomenti sul futuro della città”.

 

Poi una staffilata agli avversari:A differenza di altri noi il candidato giusto lo abbiamo trovato già a gennaio, non 20 giorni prima della chiusura delle liste, bruciando candidati su candidati”. Il riferimento, ovviamente, è all’avvicendamento fra Baracetti e Merler, arrivato su pressioni leghiste. La presentazione si è svolta di fronte al parco Andreas Hofer, nella piazza di Piedicastello: “Questa – ha sottolineato Marchiori – è stata una battaglia del Patt durante l’ultima legislatura, una battaglia per ricordare una delle sfaccettature che caratterizzano l’identità di Trento”. Però non si vive di soli ricordi, “lo sguardo dev’essere rivolto al futuro, perché se Piedicastello è rinato grazie al lavoro della passata amministrazione presenta comunque delle nuove sfide”. In primis il collegamento Trento-Bondone ma anche la zona ex-Italcementi “un’altra zona che nei prossimi 5 anni dovrà trovare una sua collocazione”.

 

 

Gli altri punti del programma riguardano la mobilità, per rendere il centro più libero dal traffico e accessibile con mezzi alternativi, lo sport, come volano di crescita turistica ed economica, la cultura, per attrarre i turisti ma anche per enfatizzare le tradizioni e l’identità trentina. Il Patt punta anche ad investire nel Welfare, fondamentale specialmente in questo periodo di emergenza sanitaria, sulle nuove tecnologie per far funzionare meglio la macchina comunale e smaltire la burocrazia e sull’imprenditorialità, per aiutare chi decide con il proprio lavoro di scommettere sulla città di Trento.

 

Passaggio fondamentale del programma è il turismo: “Trento è una città turistica, punto – ha dichiarato il segretario Marchiori – qualcuno ha detto che non è vero, che i negozi possono anche restare chiusi perché non passa nessuno ma si sbaglia. Essere turistica vuol dire avere la possibilità di farsi conoscere, di creare posti di lavoro, vuol dire avere la possibilità di svilupparsi. Non solo i musei e non solo i mercatini, ma tanto altro. Non possiamo tagliare le gambe al turismo come qualcuno ha voluto fare”.

 

Da parte sua Ianeselli ha ricordato: “Per me non avrebbe avuto senso una candidatura a sindaco senza il sostegno degli autonomisti. Trento è una comunità autonoma con una una fortissima tradizione di autogoverno, ciò significa sapere che noi ci autoregoliamo e vogliamo decidere il nostro destino”. I progetti sui quali il candidato sindaco punta maggiormente sono la funivia che colleghi Trento al Bondone, il centro fieristico e congressi sulla destra Adige e sempre a destra del fiume un grande parco. Inoltre ci si immagina una Trento ancora più vivibile e sicura di quanto non lo sia già: “Non nascondiamo le difficoltà, riconosciamo i problemi che ci sono, però siamo in cima a tutte le liste di qualità della vita”.

 

Che anche la destra si definisca autonomista, non infastidisce particolarmente i candidati della Patt: “Noi abbiamo 70 anni di storia, il resto sono imitazioni, tentativi che non fanno altro che confermare l’originale”, ha osservato l’ex presidente della Provincia Ugo Rossi. Infine, con le Stelle alpine ci sarà anche Grande Nord, composto da fuoriusciti della fu Lega Nord: “Abbiamo trovato nel Patt un interlocutore serio che ci offre la possibilità per parlare di autonomismo e federalismo – commenta il segretario Pier Candido Rio –  siamo usciti dalle Lega in contrasto con la deriva nazionalista del partito, qui abbiamo un programma e la possibilità di poterci esprimere”.

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