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| 17 apr 2020 | 14:12

Il voto di quarta superiore per accedere all’università? Gli studenti si oppongono: “Criterio classista”

I rappresentanti di sociologia di Udu, Unitn e Fgc si sono schierati all’unanimità contro la proposta avanzata dal Senato accademico (e poi approvata) di utilizzare i voti di quarta superiore al posto del test d'ingresso: “Un meccanismo che mette ancora più in difficoltà chi già parte in svantaggio”

Il voto di quarta superiore per accedere all’università?
di Tiziano Grottolo

TRENTO. L’emergenza coronavirus sta provocando parecchi disagi al settore della scuola, non da ultimo dovrà essere risolto il problema dei test d’ingresso universitari per il nuovo anno scolastico. Proprio su questo punto si sono espressi i rappresentati del dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’università di Trento che hanno rispedito al mittente la proposta arrivata dal senato accademico.

 

Udu, Unitin e Fgc si sono schierati all’unanimità contro la proposta di adottare una ponderazione dei voti di quarta superiore come valutazione sostitutiva a quella del test d'ingresso: “Per noi quella dei test primaverili è una questione di primaria importanza, per questo durante la seduta del Consiglio di Dipartimento abbiamo votato contro la proposta avanzata dal senato accademico”.

 

Le ragioni del voto sono molteplici: “Riteniamo che questa modalità di selezione sia classista, dal momento che la scuola come è intesa ora è una macchina riproduttrice di disuguaglianze. Sappiamo – si legge nel comunicato – che generalmente chi proviene da famiglie più umili ottiene anche votazioni inferiori, non necessariamente per minor abilità o intelligenza”. Adottare un simile criterio presenta anche altre criticità come la diversa provenienza degli studenti, ma anche il tipo di scuola e dai giudizi individuali dei docenti.

 

“Questa scelta – accusano i rappresentati degli studenti – ci sembra solo la più comoda, ma non la più inclusiva. Riconosciamo che non sia facile trovare alternative, tuttavia non possiamo permetterci di avallare questo meccanismo, proprio perché metterebbe ancora di più in difficoltà chi già parte in svantaggio”. Gli studenti preferirebbero che l’Ateneo sfruttasse le risorse a disposizione per permettere una selezione migliore “che consideri il candidato al di là dei voti di un anno delle superiori”. D’altra parte – fanno notare i funzionari – una selezione vera e propria potrebbe essere ancor più restrittiva, inoltre questo metodo dovrebbe riguardare soltanto riguarda la selezione primaverile, mentre per agosto si spera di poter seguire la modalità canoniche.

 

Una risposta che però non ha soddisfatto Udu, Unitin e Fgc: “Non pensiamo che sia corretto avere due modalità differenti di selezione. Al momento della votazione – precisano – solamente quattro docenti si sono astenuti, approvando quindi il punto a maggioranza. Ci saremmo attesi una maggiore attenzione verso le diseguaglianze nella popolazione studentesca in un Dipartimento in cui queste vengono studiate e approfondite”, l’amara conclusione dei rappresentanti degli studenti. Dopo il “via libera” del Senato la proposta verrà discussa anche dagli altri dipartimenti fino all'approvazione finale che, arrivati a questo punto, sembra solo una formalità. 

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