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La Marangoni taglia 26 posti di lavoro ma per Spinelli “non c’è nessun esubero”. Degasperi: “Inadeguato, il Trentino non ha una politica industriale”

Pat e Marangoni stipulano il protocollo d’intesa per la nascita del Polo Tecnologico “Industria della Gomma”. Degasperi all’attacco: “La Provincia conclude accordi all’insaputa dei lavoratori?”. I sindacati: “Non ci hanno coinvolto, vogliamo un incontro”

Di Tiziano Grottolo - 22 gennaio 2020 - 16:16

ROVERETO. “Nessun esubero in Marangoni” così l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli prova a sfilarsi dalle polemiche circa il progetto di nuovo Polo Tecnologico “Industria della Gomma” che vede per l’appunto coinvolti la Pat e l’azienda Marangoni.

 

“A settembre 2019 – si legge nel comunicato diffuso dall’assessore –  data dell’ultima riunione alla quale la Provincia autonoma di Trento è stata invitata, tenutasi presso la sede di Confindustria Trento, la Provincia si era assunta due impegni con le organizzazioni sindacali: il primo era quello di ricercare aziende del settore interessate ad insediarsi nel compendio industriale di Rovereto, occupando gli spazi non utilizzati da Marangoni; il secondo riguardava la negoziazione con Marangoni di nuovi vincoli occupazionali, dato che i precedenti erano da tempo scaduti”.

 

O almeno è in questa direzione che Assessorato e Trentino Sviluppo hanno lavorato, arrivando a metà dicembre alla firma del protocollo d’intesa per la nascita del Polo Tecnologico “Industria della Gomma”. La situazione odierna vede tre aziende del settore interessate a dar vita al nuovo Polo Tecnologico occupando gli spazi non utilizzati da Marangoni. La firma dei contratti di locazione è prevista nei prossimi giorni.

 

“Per quanto riguarda il rapporto con Marangoni, indipendente dalla trattativa con gli altri soggetti – precisa il comunicato – non è stato ancora sottoscritto l’atto che trasforma il contratto di leasing, conseguente al leaseback del 2010, in contratto di locazione ordinaria. L’ipotesi di accordo trovata con l’azienda prevede il mantenimento di un valore minimo di 170 unità lavorative annue per i prossimi cinque anni, fino al 2025, a fronte dei 190 lavoratori ad oggi occupati. Marangoni ha precisato che il nuovo livello occupazionale verrà raggiunto mediante pensionamenti e senza il ricorso ad alcun licenziamento”.

 

Tanto basta all’assessore Spinelli per ritiene che la Provincia abbia corrisposto agli impegni presi con i sindacati nel confronto avuto a settembre, dando poi piena disponibilità ad un incontro, da fissare in tempi rapidi, per illustrare nel suo complesso ed in modo dettagliato il progetto di nuovo Polo Tecnologico “Industria della Gomma”. A chiedere a gran voce l’incontro però sono stati gli stessi sindacati (Cgil, Cisl, Cobas e Rsu) che l’assessore affermava essere stati coinvolti durante le negoziazioni, la versione delle rappresentanze sindacali però differisce non poco da quella fornita dai comunicati ufficiali della Pat.  

 

“Il progetto promosso dalla Giunta – scrivono le rappresentanze sindacali in una nota – è stato presentato come uno strumento volto a superare le complesse vicende industriali e di mercato che il gruppo Marangoni denunciava, oltre a favorire la creazione di sinergie tra singole aziende, tra queste e il territorio, generando indotto economico e nuova occupazione. Riteniamo dissonante – attaccano i sindacati – introdurre un vincolo occupazionale inferiore all’attuale organico, oltre che deprecabile il mancato coinvolgimento della rappresentanza sindacale nel processo di definizione di tale accordo”.

 

Una versione molto diversa rispetto a quella fornita dall’assessore Spinelli, tanto per cominciare i sindacati lamentano il taglio di 26 unità lavorative, oltre al fatto di non essere state coinvolte al tavolo della discussione. “Spinelli si sta dimostrando inadeguato – ha tuonato il consigliere provinciale Filippo Degasperi – non si può dire che non ci sono esuberi perché al di là dei pensionamenti verranno a mancare quasi 30 posti di lavoro, il Trentino è lasciato senza una politica industriale”, l’affondo del consigliere”.

 

Degasperi inoltre, punta il dito contro la trasformazione del lease back in essere da finanziario a operativo: “Di fatto, se la ricostruzione dei contenuti dell’incontro fosse confermata, a pagare sarebbero ancora i trentini – l’affondo – vista la trasformazione degli impegni assunti con il lease back finanziario, e naturalmente i lavoratori”.

 

Risulta poi incomprensibile, agli occhi del consigliere provinciale, l’esclusione dei sindacati “è sorprendente e sicuramente innovativo rispetto alla prassi che chi dovrebbe gestire la politica industriale e le relazioni in questo territorio si sia accordato bypassando le rappresentanze sindacali e le RSU aziendali. Accordi bilaterali tra Provincia e imprese per la riduzione del personale segnano sicuramente un cambiamento”. In tal senso lo stesso Degasperi ha deposito un’interrogazione per chiedere lumi sui dettagli dell’operazione.

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