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L'assessore regionale abbocca alla bufala del microchip del 2016 e chiede: ''Voi cosa ne pensate''

Fake storica che ogni tot tempo torna a galla l'ha condivisa in questi giorni Claudio Cia interrogando anche i suoi utenti spiegando che è ''pazzesco, sembra di essere in un film di fantascienza''. All'interno si attacca Renzi, c'è il riferimento all'Europa e tutto il complottismo più banale (compreso la pareidolia usata sul nome) 

Di Luca Pianesi - 19 maggio 2020 - 17:02

TRENTO. L'assessore regionale Claudio Cia c'è cascato in pieno. ''Pazzesco - ha scritto sulla sua pagina Facebook - mi sembra di essere in un film di fantascienza...microchip sottocutaneo obbligatorio, entro due anni tutti lo dovranno avere in Italia. Voi cosa ne pensate''. Cosa ne pensiamo? Che la notizia condivisa e rilanciata anche dalla sua condivisione di ieri è una vecchia bufala che ogni tanto torna a galla e che da un assessore regionale (con un passato nel mondo della sanità) certi scivoloni non ce li aspetteremmo. Il caso, però, è di scuola e merita di essere analizzato.

 


 

Cia è caduto in una delle bufale più facili di tutte da rilevare. Si parte dal nome del sito che è fatto apposta per ingannare un occhio poco attento: ''ilMessaggio.it'' infatti ricorda ''ilMessaggero.it'' ma è, chiaramente un fake. Era un vecchio sistema utilizzato quattro-cinque anni fa per far girare le fake news in rete basato sulla pareidolia (venivano utilizzati nomi di siti molto simili a quelli esistenti così che il lettore disattento fosse portato a completare lui il nome con quanto già conosciuto: altri esempi erano ilfattoquotidaino, ilgiormale.it, larefublica.it etc.). 

 

Il titolo, poi, come scrive lo stesso Cia ha del ''pazzesco'' è roba da complottisti di basso livello ''Microchip sottocutaneo: Nuova normativa Europea, entro due anni ognuno di noi dovrà farselo impiantare''. C'è il maiuscolo dopo il due punti, la parola ''europea'' anch'essa in maiuscolo a concentrare l'attenzione contro la solita Europa cattiva che ci impone chissà cosa. Aprendolo, poi, è un delirio (siamo sicuri che Cia non lo abbia aperto e lo abbia condiviso così come lo ha trovato) perché non ci sono date di pubblicazione, dentro si dà la colpa addirittura a Matteo Renzi e le date di riferimento sono il 2016 come ''decisione'' e il 2018 come data di applicazione dell'ipotetico provvedimento.

 

Ebbene sono passati altri due anni e non abbiamo microchip sottocutanei impiantati. La bufala, che risale al 2016 ed è una delle più conosciute (basta fare un minimo di ricerca su internet), oltre ad essere stata ridicola per l'epoca è totalmente assurda oggi con date completamente sballate e nessun riferimento all'attualità. Insomma ''sembra un film di fantascienza'', come scrive Cia, perché è anche peggio: è una ''fantabufala''. Incomprensibile la ragione che avrebbe portato un assessore regionale a ricondividere una cosa del genere. Questa sì è fantascienza.

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