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Coronavirus, Fugatti contro Fugatti (IL VIDEO): chi mente, chi sbaglia? Sul controllo degli antigenici ora la versione è opposta a un mese fa

Prima spiegava che il controllo con il molecolare avveniva, se avveniva, tra i 10 e i 14 giorni ieri ha detto che il Trentino ha sempre fatto come da circolare ministeriale il controllo entro i 10 giorni. La differenza è abissale e ancora una volta la certezza è che i cittadini vengono trattati alla stregua di meri spettatori di un talk anche di basso livello 

Di Luca Pianesi - 13 dicembre 2020 - 05:01

TRENTO. Bugie, errori, chiamateli come volete, in ogni caso c'è un'inadeguatezza sconcertante che emerge ogni volta. Il tema è quello cruciale sulla gestione della pandemia in Trentino falsata, per quanto riguarda la curva dei positivi, da un massiccio ricorso ai tamponi antigenici che ha, di fatto, svuotato la casella dei contagi nelle tabelle ufficiali (come noto in quelle della protezione civile finiscono solo i positivi ai molecolari). Un tema finito anche sulla stampa nazionale con il Messaggero che ieri ha titolato un'intera pagina così: ''Covid, l'epidemia nascosta di Trento: tamponi fantasma e dati fasulli''.

 

Negli scorsi giorni anche Zaia ha confermato che il Veneto ha sempre continuato a verificare i positivi agli antigenici con i molecolari così da fornire un dato completo e omogeneo del contagio ai suoi cittadini ed era quanto aveva spiegato anche l'Azienda sanitaria altoatesina a il Dolomiti. Ieri anche Fugatti ha spiegato che, di fatto, il Trentino faceva lo stesso: ''La Pat sulla conferma della positività degli antigenici con il molecolare si muove su quanto stabilito dal ministero della salute: c'è una circolare del 30 di ottobre che dice che nel caso di sintomaticità della persona sottoposta all'antigenico il molecolare deve essere fatto entro il decimo giorno. E questo noi, la conferma entro il decimo giorno, abbiamo fatto, barra, stiamo facendo''. 

 

Peccato che i dati dicano tutt'altro vista la quantità enorme di positivi trovati con gli antigenici che dal 3 dicembre debbono essere comunicati dalla Pat dopo che il ministero ha chiesto di farlo (ricordiamo sempre che nonostante il ricorso massiccio agli antigenici sia stato fatto essenzialmente dal Trentino, territorio pilota nell'eseguirli anche nelle farmacie, e nonostante le richieste de il Dolomiti che andavano avanti da settimane e le raccolte firme dei cittadini per avere trasparenza e le interrogazioni in Aula delle opposizioni, alla fine la Provincia di Trento è stata battuta anche dalla Provincia di Bolzano che non ha atteso Roma ma ha comunicato ai suoi cittadini i dati completi prima del Trentino).

 

 

Peccato, soprattutto, che Fugatti il 15 novembre dicesse tutt'altro. Spiegava esattamente il concetto opposto rispetto a quanto ha spiegato ieri riferendosi, ovviamente, alla stessa circolare del 30 ottobre. ''Nella stragrande maggioranza dei casi a un tampone antigenico, dopo 10-14 giorni, segue un tampone molecolare quindi di fronte a una positività di un tampone antigenico oggi seguirà un tampone molecolare, questo per tutti i tamponi antigenici che sono gestiti dall’azienda sanitaria e anche per quelli che vengono comunicati all’Apss. Può essere che qualche comunicazione non arrivi all’Apss e che quindi a qualche caso di tampone antigenico non segua un molecolare''. Un conto è fare il molecolare di controllo entro 10 giorni (che vuol dire dal giorno dopo al decimo giorno) e quindi diventa di conferma della positività, un altro è farlo tra 10 e i 14 o anche dopo, o non farlo proprio perché in questo caso all'antigenico positivo seguirà quasi certamente un molecolare negativo.

 

E infatti a fine novembre ricorderete che c'erano più guariti che persone positive quasi tutti i giorni. La spiegazione era esattamente questa: i positivi venivano trovati con gli antigenici e quindi non rientravano nel conteggio ufficiale mentre la negatività veniva confermata per tutti dal molecolare e quindi tutti i guariti (anche quelli isolati con l'antigenico) rientravano nei conteggi ufficiali. ''A quei tamponi antigenici che hanno una positività dopo 10-14 giorni segue un molecolare - aggiungeva Fugatti -. Quindi quel tampone antigenico qualora confermato positivo dal tampone molecolare avrà una risultanza nei tamponi molecolari che noi comunichiamo al Ministero, pertanto il dato sostanzialmente non viene eluso dai conteggi dei tamponi molecolari nell’arco dei 10-14 giorni''.

 

Invece sono migliaia i positivi non conteggiati e se al 12 novembre lo scriveva solo il Dolomiti oggi è evidente a tutti anche perché se si prova a fare il rapporto tra positivi e ricoveri, decessi, terapie intensive il Trentino finisce per avere dati tre volte peggiori del resto d'Italia. Ovviamente questo non dipende da una maggiore aggressività del virus in Trentino ma da un dato ridotto di almeno tre volte sui positivi comunicati fino a pochi giorni fa. Chissà chi avrà ragione tra il Fugatti del 15 novembre e il Fugatti del 12 dicembre che parlano dello stesso identico argomento. Quel che è certo è che per l'ennesima volta i cittadini finiscono per essere trattati come dei poveri spettatori da talk show di bassissimo livello ai quali si può rifilare tutto e il contrario di tutto senza nessun rispetto o dignità. Da un mese chiediamo semplicemente questo: che i cittadini vengano trattati come tali e non come un pubblico da intrattenimento.

 

Nessuno ha mai fatto il tifo per zone rosse, gialle, arancioni e solo il Presidente ogni venerdì finiva per dare l'impressione di tenere solo a questo come fosse una medaglia da appuntarsi sul petto, tra complimenti a sé stesso e rassicurazioni continue. La trasparenza sui dati serviva a mostrare rispetto alla comunità, serviva a informarla sul livello reale della pandemia, serviva a salvare vite e a ridurre il contagio in tempi più rapidi perché una collettività consapevole può mettere in campo comportamenti, appunto, più consapevoli e quindi attenti.

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