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Coronavirus, un ''Bignami'' di fake news approda in consiglio provinciale: dai vaccini alle mascherine dai tamponi allo sci in Valle d'Aosta una ''bufala'' di mozione

Le ha portate il consigliere provinciale Josef Unterholzner (Enzian) aprendo un dibattito surreale per un territorio che negli scorsi mesi è stato tra i più colpiti del Paese. Dentro c'era tutto il peggio: dalle mascherine che fanno male per la Co2 ai tamponi che non sono affidabili perché trovano troppi falsi positivi agli impianti aperti ad Aosta per arrivare all'attacco ai vaccini

Di Luca Pianesi - 14 gennaio 2021 - 18:26

BOLZANO. Un surrogato di fake news e teorie del complotto sono entrate oggi in consiglio provinciale a Bolzano. Le ha portate il consigliere provinciale Josef Unterholzner (Enzian) aprendo un dibattito surreale per un territorio che negli scorsi mesi è stato tra i più colpiti del Paese, che sino ad oggi ha visto morire quasi 800 persone, che si è auto messo in zona rossa perché travolto da un livello altissimo di contagi (ancora oggi ci sono oltre 11.500 positivi attivi) e che oggi ha un problema molto serio per quanto riguarda la risposta della popolazione (peggio ancora, dei sanitari) alla campagna vaccinale

 

E invece oggi il consiglio provinciale altoatesino, a quasi un anno dall'inizio della pandemia, si è trovato ad affrontare una mozione dall'eloquente titolo: ''Studio sulle protezioni di bocca e naso e revoca delle attuali misure contro il coronavirus''. Nella mozione, fortunatamente respinta in toto al momento del voto, l'Unterholzner rispolvera un mix di fake davvero notevole. Da un lato attacca la Protezione civile e l'Azienda sanitaria altoatesina perché il grosso rialzo dei contagi segnalato ad ottobre che, ha poi determinato l'istituzione della zona rossa con il conseguente lockdown, è stato basato ''esclusivamente - si legge nel suo documento - sui risultati dei tamponi PCR1, la cui validità, secondo diversi team scientifici internazionali, era del tutto insufficiente, con una percentuale di errore dei risultati di questi test con falsi positivi fino al 95%, e che i test PCR non erano in grado di dimostrare con certezza un effettivo contagio, e tanto meno uno stato di malattia''.

 

In buona sostanza si dice che i tamponi molecolari avrebbero una scarsissima affidabilità e i dati della pandemia (visto che ovunque si utilizzano questi test perché ritenuti i più affidabili con percentuali di ''sicurezza'' prossimi alla certezza) sarebbero, quindi, gonfiati. La fake è girata con forza in autunno sugli smartphone di molte persone tramite Wathsupp e su Facebook con post come quello qui sotto. La fonte, per molte delle persone che condividevano questa (dis)informazione era il dottor Stefano Scoglio ''candidato al premio Nobel'' - si leggeva in questi post. Scoglio, in realtà, dottore lo è ma in Legge ed è ''naturopata'' (qui un bell'approfondimento sul suo curriculum vitae). In realtà l'affidabilità dei tamponi molecolari è altissima e l'impatto dei falsi positivi minimo (Pagella Politica, oggi Facta.it, ha approfondito la questione spiegando ogni dettaglio). 

 


 

Il testo del consigliere provinciale altoatesino prosegue mettendo in mezzo le mascherine citando ''uno studio sulla nocività delle concentrazioni di CO2 sotto le protezioni di bocca e naso, scoprendo che tali dispositivi erano chiaramente dannosi per la salute di chi li indossa, in quanto comportavano un superamento significativo delle concentrazioni  massime di CO2, e che sempre più frequentemente i bambini in età scolare e i lavoratori costretti a indossare i dispositivi di protezione per bocca e naso per molte ore riportavano ai loro medici curanti i sintomi tipici dell'avvelenamento da CO2''. Anche questo è falso come specifica il Ministero della Salute nella sezione Fake News: ''Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che l'uso prolungato di mascherine possa provocare intossicazione da CO2 o carenza di ossigeno. Le mascherine rappresentano un fondamentale strumento per proteggere noi stessi e gli altri dal possibile contagio da SARS-CoV-2, insieme al distanziamento sociale e al lavaggio frequente delle mani''. E ancora, sull’utilizzo della mascherina nei bambini la Società italiana di pediatria ha precisato, inoltre, che “la quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile” e che “i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia”.

 

Praticamente in consiglio provinciale oggi, con questa mozione, è approdato una specie di Bignami delle bufale che da mesi in ogni dove si cerca di combattere perché, creando confusione, espongono la popolazione a grossissimi pericoli. Unterholzner nel suo documento prosegue, ancora, scrivendo che ''questo, nonostante non esistesse alcuna prova scientifica che le mascherine proteggano dalle infezioni delle vie respiratorie superiori e che, al contrario, esse possono condurre a questo tipo di infezioni''. Altro falso: gli studi che dimostrano che le mascherine proteggono sono tantissimi. Qui ci limitiamo a citare ancora una volta il ministero della salute che riporta il rapporto "Using face masks in the community - Reducing COVID-19 transmission from potentially asymptomatic or pre-symptomatic people through the use of face masks" dell'European Centre for Disease Prevention and Control (QUI APPROFONDIMENTO).

 

''In provincia di Aosta - si legge ancora nella mozione depositata in consiglio provinciale - hanno aperto le piste da sci e non solo''. Altra falsità estrapolata da articoli di giornale nazionali che a inizio dicembre avevano, più o meno, titolato sulla riapertura degli impianti in quella regione. In realtà la Valle d'Aosta da quando è arrivato il dpcm che ha chiuso tutto per tutti a novembre si è dotata, semplicemente, di una legge come quella altoatesina che, potenzialmente, permetteva di fare delle aperture (QUI ARTICOLO). Legge, tra l'altro, sospesa con effetto immediato proprio oggi dalla Corte Costituzionale (QUI APPROFONDIMENTO).

 

Ma non è tutto: nelle sue richieste alla maggioranza il consigliere provinciale fino a pochi mesi fa del Team K oggi che corre da solo, invita la Giunta a ''riconsiderare forse una vaccinazione capillare in Alto Adige, dato che sembrano esserci anche promettenti terapie per il Covid-19'', ''a riconsiderare il vaccino, in quanto secondo il Governo italiano la vaccinazione deve essere ripetuta dopo qualche mese e l'efficacia della vaccinazione sulle difese immunitarie non è assolutamente garantita''. E ancora ''a non avviare una vaccinazione capillare, soprattutto perché i rischi per la salute non sono chiari, non sono stati eseguiti anni di test come previsto dai protocolli internazionali, i produttori non garantiscono una sufficiente risposta immunitaria e non si assumono la responsabilità di alcun effetto collaterale''. Anche questo un potpourri di ''sentiti dire'' smentiti e ri-smentiti e per capirlo basta farsi un giro sulle Faq del Ministero della Salute (QUI PER APPROFONDIRE).  

 

Il documento integrale di Josef Unterholzner lo carichiamo qui sotto così che resti memoria di quanto messo nero su bianco dal consigliere provinciale. Pensare che il mondo da un anno soffre, ad ogni latitudine, che si contano quasi 2 milioni di morti, che le economie di tutti il Paesi sono in grandissima difficoltà, che comportamenti e stili di vita sono stati stravolti ovunque, che la scienza ha lavorato compatta, come mai accaduto prima, ed è riuscita ad arrivare a vari vaccini in un tempo così rapido non basta al consigliere altoatesino. Evidentemente è tutto un complotto e lui lo ha capito, si è (dis)informato a dovere e ha chiesto a tutta la Provincia di Bolzano di seguirlo sulla sua strada. Il consiglio provinciale, lo ripetiamo, per fortuna, ha bocciato in toto la sua proposta (anche se qualcuno ha votato sì a qualche punto)

 

 

 

 

 

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