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L'estrema destra in frantumi, implode Forza Nuova, la sezione del Trentino Alto Adige lascia il partito. Olivotto: ''Non è più il soggetto che avevamo fondato nel 1997''

I militanti dopo aver lasciato il partito guidato da Roberto Fiore hanno deciso di aderire ad un altro movimento che si chiama  “Rete delle comunità forzanoviste”. "Al suo interno condivideremo le scelte che giudicheremo più adatte per continuare a dare il nostro contributo per la Ricostruzione Nazionale" ha spiegato l'ex coordinatore regionale Olivotto 

Di G.Fin - 08 May 2020 - 22:12

TRENTO. Una implosione dell'estrema destra. C'è anche quella del Trentino Alto Adige tra le sezioni che hanno deciso di lasciare Forza Nuova e il segretario Roberto Fiore negli ultimi giorni.

 

“Dopo anni di militanza tra le fila di Forza Nuova – viene scritto in una nota - siamo costretti a prendere atto che sono venuti meno i presupposti per continuare la lotta inquadrati nella struttura guidata da Roberto Fiore. Coerentemente con la promessa solenne che tutti gli anni, il 29 settembre, rinnoviamo, in linea con la formazione militante che abbiamo fatto nostra e in piena coscienza, abbiamo preso questa dolorosa decisione nel momento in cui le scelte del segretario nazionale e di alcuni alti dirigenti, nei fatti, non possono più considerarsi coerenti con i valori fondanti di FN.

 

I primi ad annunciare la scissione sono state le sezioni dell’Emilia Romagna, Lombardia, Trentino Alto Adige, Toscana ma anche Puglia e Liguria. Al centro delle critiche, come si può capire dalla nota, c'è il l'attuale segretario Roberto Fiore la cui gestione del partito è stata giudicata non solo "poco trasparente" ma anche "non in linea" con i punti fondanti del partito. “L'attuale Forza Nuova – ha spiegato a ildolomiti.it l'ex coordinatore regionale Michele Olivotto - non segue più i nostri punti dai quali è nato il partito nel 1997”.

 

Gli otto punti a cui fa riferimento Olivotto sono l'abrogazione delle leggi abortiste, la famiglia e la crescita demografica al centro della politica di rinascita nazionale, il blocco dell'immigrazione e l'avvio di un umano rimpatrio, la messa la bando della massoneria e sette segrete, lo sradicamento dell'usura, l'azzeramento del debito pubblico e l'istituzione della moneta di popolo, il ripristino del concordato Stato – Chiesa del 1929, l'abrogazione delle leggi Mancino e Scelba ed infine la formazione di corporazioni per la difesa dei lavoratori e della comunità nazionale.

 

Una rottura, quella all'interno di Forza Nuova, che manda praticamente in frantumi l'attuale estrema destra già provata dai risultati elettorali nazionali non proprio positivi e dai mal di pancia che con il passare dei mesi da Roma erano arrivati su tutto il territorio. A pesare su quello che sta avvenendo sono anche alcune situazioni poco chiare che avrebbero interessato i vertici del partito e la gestione fatta di alcuni. 

 

Chi ha deciso di andarsene, però, è pronto a ripartire in una nuova “casa”. “Tutti assieme – ha spiegato Olivotto – aderiamo ad un nuovo soggetto politico che stiamo costruendo e che per il momento si identifica come 'Rete delle comunità forzanoviste' all’interno del quale condivideremo le scelte che giudicheremo più adatte per continuare a dare il nostro contributo per la Ricostruzione Nazionale”.

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