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Minacce al giornalista: “Ancora nessuna presa di distanze dal candidato sindaco Baracetti”. Tonini, Ghezzi e Rossi contro Savoi: “Esternazioni inaccettabili”

Dal Centrosinistra-autonomista arriva la dura condanna alle parole di Savoi che al giornalista prometteva: “Sarà vendetta, si salvi chi può quando vinceremo”. Tonini: “Ci aspettiamo una presa di distanze, rigettare in modo immediato e inconfutabile simili bassezze”. Le domande che Il Dolomiti ha fatto ad Ambrosi e Baracetti però restano in sospeso

Di Tiziano Grottolo - 14 febbraio 2020 - 13:00

TRENTO. “Ambrosi e Baracetti si riconoscono nel linguaggio e nelle intenzioni di Savoi che promette vendetta “quando vinceremo” e chiama gli avversari “Zecche Rosse e Bastardi”?” e ancora: “Le parole e le intenzioni manifestate dal presidente delle Lega Savoi rispecchiano quelle del partito e della coalizione?”, queste le domande che Il Dolomiti ha voluto porre alla politica dopo le minacce rivolte da Alessandro Savoi nei confronti di un collega giornalista.

 

Nella giornata di ieri infatti Savoi scriveva sulla pagina Facebook del giornalista Danilo Fenner: “Zecche Rosse. Bastardi. Sarà vendetta, si salvi chi può quando vinceremo”, minacce e ingiurie che almeno in teoria non dovrebbero trovare spazio nel dibattito pubblico, ancora peggio se arrivano da un rappresentante delle istituzioni che siede in consiglio comunale e che, fra le altre cose, è il presidente della Lega trentino (QUI articolo). È stato poi lo stesso Fenner a far sue le domande de Il Dolomiti, aggiungendo: “Sarebbe interessante su questo conoscere anche il parere dei miei amici di Facebook che simpatizzano per la Lega e di altri rappresentanti del partito. Dai quali finora non è arrivata alcuna presa di distanza, mi pare”.

 

Effettivamente nessun esponente della coalizione di destra, o della Lega, ha ancora preso le distanze dalle parole di Savoi, non sono arrivate dichiarazioni di condanna né dal candidato sindaco Alessandro Baracetti né tanto meno l’autrice del video con “le 5 domande a Ianeselli” Alessia Ambrosi. La consigliera leghista si è limitata a postare sulla sua pagina un messaggio, che però fa riferimento ad altri spiacevoli commenti apparsi sotto il suo video: “Al di là del consueto vittimismo della sinistra, Ianeselli ha posto un problema importante che mi trova in piena sintonia: l'odio in rete. Ogni commento in cui lui veniva attaccato sul personale ha infatti visto la mia risposta che specificava che il problema è politico, e che degli avversari bisogna avere rispetto. Anche se non è sempre semplice, ri-guarderò adesso con maggiore cura tutti i commenti, ed eliminerò cose eventualmente eccessive”. Dunque, nessuna parola rispetto quanto detto da Savoi.

 

 

Chi sicuramente ha voluto far sentire la sua voce è stato il fronte del Centrosinistra-autonomista che si è compattato condannando con fermezza le esternazioni del presidente leghista: “Anche negli ultimi giorni, direttamente o indirettamente, l’attività sui social network di colleghi consiglieri provinciali del gruppo della Lega Salvini Trentino si è connotata per la strumentalità dei contenuti, talvolta per la volgarità delle parole utilizzate, quando non per la pericolosità delle minacce più o meno esplicitamente ventilate”, ha affermato Giorgio Tonini, capogruppo del Partito Democratico. “A questo punto – ha ripreso il consigliere Dem – è chiaro che non si tratta più di discutere su maniere politiche più o meno ruvide o sul diverso stile che ciascuno utilizza per argomentare. Si tratta di rigettare in modo immediato e inconfutabile simili bassezze e di fare pulizia rispetto ad una modalità di dialogo che non deve avere alcun diritto di cittadinanza. Isolare certi comportamenti è la prima responsabilità di chi riveste ruoli istituzionali e soprattutto di chi si candida a guidare una città. Ci aspettiamo una netta e decisa presa di distanze dal gruppo consiliare della Lega Salvini Trentino e dal candidato sindaco del centrodestra: la moderazione non è un’etichetta che ci si può attribuire gratuitamente, ma una virtù che va dimostrata coi fatti”.

 

Ugo Rossi, del Patt, si è limitato ad un laconico messaggio che non lascia spazio ad interpretazioni: “Senza commento. Solo tristezza. Solidarietà a Danilo Fenner”. Poi è stata la volta di Paolo Ghezzi (Futura 2018) che ha detto: “Il candidato moderato che fa da foglia di fico alla violenza verbale dei salvinisti è un classico della destra: si chiama travestimento politico per travisare gli elettori di centro. Ma il candidato moderato non può cavarsela con un non c'entro”. Nel successivo comunicato Futura ha parlato di “un’aggressione inqualificabile che colpisce ognuno di noi – aggiungendo in seconda battuta – ci aspettavamo che gli alleati della Lega in Provincia e alle prossime elezioni amministrative prendessero con forza le distanze da questo linguaggio inquietante ma così non è stato”.

 

Infine, è stato lo stesso candidato sindaco del Centrosinistra-autonomista, Franco Ianeselli, ad intervenire sulla questione: “Invece che di progetti e prospettive i giornali devono parlare degli insulti che riceviamo, di chi ci apostrofa come zecche, bastardi, terroristi, bombaroli, di chi scrive vi taglieremo la gola, e di chi minaccia: quando ci saremo noi vedrete. Lo voglio dire chiaramente – annuncia – la città non ha bisogno di questo. La campagna elettorale non ha bisogno di questo. Le persone, con tutte le loro soddisfazioni e speranze, non hanno bisogno di questo. Ianeselli ha scelto comunque di rivolgere un appello: “a chi non si rassegna alla politica come demonizzazione dell’avversario”, un appello per “voltare pagina e costruire con noi qualcosa di nuovo, gettando lo sguardo lontano”, il candidato poi fa una promessa: “Sarò il primo a biasimare chiunque, riconducibile all’alleanza che mi sostiene, dovesse scadere in simili affermazioni”.

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