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Modifica ai Decreti Salvini: basta multe alle Ong, riconosciuto il diritto di iscriversi all’anagrafe e ripristinati gli Sprar per i richiedenti asilo

Raggiunto un accordo fra Pd e 5 stelle sulla modifica dei Decreti Sicurezza, dichiarati parzialmente incostituzionali dalla Consulta. Reintegrati i richiedenti asilo nello Sprar e re-instaurata parzialmente la protezione umanitaria: si chiamerà “protezione speciale” e permetterà di ottenere anche permessi di soggiorno per motivi di lavoro

Di Rebecca Franzin - 15 luglio 2020 - 19:32

TRENTO. I lavori di modifica dei Decreti Sicurezza, inizialmente previsti per febbraio/marzo e rimandati a causa del coronavirus, hanno subito un’accelerata in seguito al verdetto della Consulta del 9 luglio 2020, che ha sancito l’incostituzionalità dei Decreti Sicurezza voluti dall’ex ministro dell’Interno Salvini sulla base dell’articola 3 della Costituzione. La bozza di riforma presentata dalla ministra Lamorgese consiste di 10 pagine suddivise in 9 articoli, e sarà suscettibile a modifiche nel corso della riunione che si terrà fra una decina di giorni. Bozza che sbarcherà in Consiglio dei Ministri verso la metà di agosto. 

 

Cambiano forma le maxi multe volute dalla Lega, grazie ad un accordo fra Pd e 5 Stelle: nel caso di soccorso in mare, se la nave effettua una notifica sia al Centro di Coordinamento competente che allo Stato di bandiera non avrà commesso un illecito di alcun tipo. Se al contrario questa comunicazione verrà a mancare, al momento dell’ingresso in acque territoriali la nave rischia di violare il Codice della Navigazione e commetterebbe un reato penale. Questo comporta 2 anni di reclusione ed una sanzione che, secondo il testo della Lamorgese e come originariamente previsto dal primo Decreto Sicurezza, potrebbe andare dai 10 mila ai 50 mila euro.
 

Ritorna parzialmente la protezione umanitaria per i migranti, che l’ex ministro dell’Interno aveva eliminato, sotto il nome di “protezione speciale”: questa garantirà protezione internazionale ad alcune categorie sensibili, con particolare attenzione a chi nel proprio Paese rischia di subire torture o trattamenti inumani. La protezione speciale permetterà la conversione di permessi di soggiorno per calamità, attività sportiva, assistenza minori, motivi religiosi o per protezione speciale in permessi di soggiorno per motivi di lavoro. 
 

E’ sul Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) che la ministra ha effettuato le principali modifiche, quelle che saranno sicuramente fonte di scontri con la Lega. Lo Sprar è una rete formata dagli enti locali che si occupano di mettere in atto progetti di accoglienza integrata: non solo quindi vitto e alloggio, ma anche e soprattutto interventi mirati all’orientamento e all’integrazione socio-economica. I Decreti Salvini avevano espulso da questo sistema i richiedenti asilo ma le modifiche della ministra Lamorgese li includono nuovamente, con la differenza che ne saranno responsabili non più i prefetti ma i comuni, già responsabili dei titolari di protezione internazionale e di minori non accompagnati. Per loro verranno utilizzate le medesime infrastrutture e offerti i servizi di integrazione sociale già fruibili dalle altre altre due categorie, come per esempio l’insegnamento della lingua. 
 

Infine, i richiedenti asilo potranno iscriversi all’anagrafe e ricevere una sorta di carta d’identità valida per tre anni. Questo permetterà loro di accedere più agevolmente a servizi costituzionalmente garantiti ed eliminerà il problema dei Decreti Sicurezza evidenziato dalla Consulta, oltre a permettere una maggiore tracciabilità dei nuovi residenti. 

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