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Moranduzzo, il consigliere che strumentalizza un morto per colpire una viva dimostrando conoscenza dell'italiano e grande umanità

Il consigliere provinciale della Lega si distingue per l'ennesimo post da matita rossa ma questa volta è impossibile soprassedere, come abbiamo fatto in passato, perché trasformare in materia di tifo da stadio due esseri umani è davvero un (senza apostrofo) orrore

Di Luca Pianesi - 11 maggio 2020 - 19:55

TRENTO. ''Fabrizio Quattrocchi si che è stato un'eroe italiano! "vi faccio vedere come muore un italiano". Per lui non fu pagato nessun riscatto''. Ancora una volta il consigliere provinciale della Lega Devid Moranduzzo si lancia sui social con il suo italiano faticoso, stentato, con tanto di errore: un apostrofo rosso (per la castronata) tra le parole un ed eroe e se vogliamo ci sarebbe anche quel sì che andrebbe accentato (altrimenti si trasforma in pronome riflessivo ma non esageriamo).

 

E il concetto è triste, tristissimo, mette in mezzo un morto chiaramente per colpire una viva, finisce per creare un paragone tra due esseri umani come fossero materia di tifo, strumento per dividere, io sto con lui, perché è deceduto, tu stai con lei perché è viva

 

 

L'unica certezza è che Moranduzzo inneggia l'italiano ma l'italiano non inneggia a Moranduzzo anzi si intristisce a sapere che una carica istituzionale lo usa in questo modo maldestro, se si pensa che Devid è consigliere provinciale e che con quei 10.000 euro al mese (di sola indennità consigliare) potrebbe trovare il modo di farsi aiutare (magari di farsi aiutare a studiare). A fine aprile si era esibito in un trittico da fuoriclasse segnalatoci da molti lettori ma che non avevamo pubblicato proprio per evitare di intristirci ulteriormente in un momento difficile come quello vissuto da tutti nelle ultime settimane.

 

 

Un post corretto tre volte in un quarto d'ora partito con ''forse qualcuno non ha capito che i trentini sono un popolo che non sono abituati a stare con le mani in tasca!'', trasformatosi in ''Forse qualcuno non ha capito che i trentini sono un popolo che non e6 abituati a stare con le mani in tasca!'' e corretto, alla fine, con ''Forse qualcuno non ha capito che i trentini sono un popolo che non è abituato a stare con le mani in tasca!''. Due giorni dopo ecco un altro zoppicante ''la legge provinciale verrà discussa in commissione sabato e in consiglio provinciale la prossima settimana, la quale darà più autonomia sulle scelte al governo provinciale!''.

 

 

E anche qui, abbiamo lasciato stare, abbiamo chiuso un occhio. Ai gentili lettori che ci chiedevano se fosse possibile essere rappresentati da qualcuno che si esprime in questo modo abbiamo risposto che ''può succedere, dai si sarà sbagliato'' e abbiamo incassato anche la, giustissima, replica: ''Beh può succedere..a mia figlia di 7 anni danno un brutto voto se scrive in questo modo, quindi a lei non deve succedere mentre a un adulto consigliere provinciale può succedere?''.

 

 

Questa volta però non ci sono ''può succedere'' che tengano. Il concetto del post è aberrante e si commenta da solo. E siamo sicuri che la bambina di 7 anni di cui sopra, questa volta, non rimarrà delusa dal consigliere solo perché il suo italiano è poco da italiano ma anche perché il livello di quelle tre frasette claudicanti con l'italiano (ma andrebbe bene qualsiasi altra nazionalità), intesa come persona dotata di umanità, non hanno niente a che vedere. 

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