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Coronavirus, Merler ''brinda'' contro ''i gufi'' (con la foto per ''l'arrivo'' di Vasco Rossi) alla zona gialla. Intanto gli infermieri chiedono aiuto: ''Crescono rabbia e demoralizzazione''

Il post di quello che sarebbe potuto essere il sindaco di Trento se non avesse vinto Franco Ianeselli è stato fatto ieri quando si sono contati altri 14 morti e si è raggiunta la cifra drammatica di 900 vittime dall'inizio della pandemia. Nursing Up: ''In Trentino situazione particolarmente grave. Il confronto con Bolzano è impietoso con meno della metà delle terapie intensive e il numero dei ricoveri e di decessi, da noi decisamente superiori. Serve una seria riflessione ed analisi su quanto sta accadendo''

Di Luca Pianesi - 19 dicembre 2020 - 17:13

TRENTO. La situazione ospedaliera in Trentino è ormai ai limiti sotto ogni punto di vista e il personale sanitario ha dimostrato di essere stufo della retorica della politica provinciale, del ''quanto siamo bravi'', delle pacche sulle spalle senza nessun riconoscimento concreto e del ''siamo zona gialla, alla faccia dei gufi''. Già perché alle dichiarazioni festanti durante le conferenze stampa rivolte alla popolazione che imbarazzano spettatori/cittadini per confusione e pochezza espressiva (QUI ARTICOLO), a quelle fatte specificamente per il personale sanitario che si sono concluse con una pioggia di insulti per chi sta dirigendo le istituzioni in questo momento (QUI ARTICOLO), oggi si aggiunge anche il commento su Facebook di quello che oggi sarebbe potuto essere il sindaco di Trento se non avesse vinto Franco Ianeselli.

 

Curioso che la foto riciclata da Andrea Merler, con ''brindisi'' tra lui e Fugatti, per questo brillante post è la stessa che aveva usato per festeggiare l'ormai imminente (a detta della maggioranza leghista) arrivo di Vasco Rossi in Trentino per un concertone annunciato direttamente dal presidente Fugatti nel tentativo disperato di raccimolare qualche voto a ridosso delle elezioni comunali. L'esito se lo ricordano tutti: il Blasco che sbeffeggia il povero candidato sindaco rilanciando proprio questa immagini con tanto di scritta ''Fake del venerdì sera'' e Lega respinta praticamente ovunque nei diversi comuni trentini. Oggi la stessa immagine serve a Merler a farsi beffe dei ''rosiconi'' che dovrebbero essere quelli che da tempo chiedono più attenzione, responsabilità e trasparenza: ''Trentino zona gialla, contro i gufi e gli sciacalli! Momento duro, sicuramente, ma stiamo rispondendo al meglio. Dobbiamo pensare alla sanità, ma anche all’economia. (Foto repertorio)'' (e che repertorio, aggiungiamo noi). 

 


 

 

Tutto questo ieri, quando si sono raggiunti i 900 morti da quando è iniziata la pandemia in Trentino, una cosa terribile per uno dei livelli di decessi più alti d'Europa nonostante l'età media dei trentini sia inferiore a quella media nazionale e nonostante dall'inizio Trento potesse contare su un apparato sanitario tra i più efficienti e attrezzati d'Italia. Oggi il Trentino, assieme al Veneto, è l'unico territorio italiano che ha una crescita di contagi e conta, purtroppo, su un Rt oggi sopra l'1. Per non parlare del livello di ospedalizzazioni con il record di ricoveri in terapia intensiva e in alta intensità. Qualcosa non ha funzionato, evidentemente, eppure l'ex candidato sindaco trova addirittura giusto condividere una sorta di brindisi alla ''zona gialla'' e alla situazione attuale. Tutto questo mentre l'ordine degli infermieri lancia video appelli chiedendo ai cittadini di rispettare le regole perché ''non ce la facciamo più'' e il sindacato di rappresentanza Nursing Up traccia questo quadro della situazione: ''Cresce sempre di più la rabbia e la demoralizzazione dei nostri infermieri e professionisti sanitari che devono gestire una gravissima situazione emergenziale, particolarmente rilevante in Trentino, vista l’alta incidenza dei cittadini contagiati''.

 

''Il confronto con i dati della vicina Provincia autonoma di Bolzano - spiega il coordinatore di Nursing Up Cesare Hoffer - è impietoso, pensiamo solo ai posti letto occupati per la pandemia nelle terapie intensive di Trento, oltre 50, rispetto a quelli di Bolzano, meno della metà, il numero dei ricoveri ed il numero dei decessi, da noi decisamente superiori, una seria riflessione ed analisi su quanto accaduto ora dovrà essere fatta. Purtroppo a più riprese abbiamo chiesto di essere coinvolti dalle istituzioni, senza avere peraltro nessun riscontro in merito. La gestione della sanità è una cosa delicata e complessa, come può essere portata avanti senza dare ai professionisti la possibilità di portare il proprio contributo costruttivo e di esperienza tramite sindacati ed associazioni, mettendolo al servizio della collettività? Rispetto alla prima ondata Covid, ora nell’Apss e nelle Apsp sono centinaia i nostri colleghi che hanno contratto il virus, in una situazione ormai fuori controllo, ci sono focolai d’infezione in alcuni reparti e si stanno aprendo paurosi vuoti nelle dotazioni di personale già di partenza risicate''.

 

Hoffer spiega che nelle pneumologie di Trento ed Arco la situazione ''è allarmante, queste unità operative avevano già dovuto reggere l’urto della prima ondata Covid, sono ora sotto un’enorme pressione, che non accenna a diminuire, i reparti covid negli ospedali di valle sono oberati di attività, infermieri delle cure primarie e le assistenti sanitarie da mesi sopportano enormi carichi di lavoro''. Problemi enormi si creerebbero qualora i ricoveri in terapia intensiva aumentassero ancora perché ''sentiamo parlare dei posti letto di terapia intensiva - aggiunge Hoffer - elevabili fino a 100 in caso di necessità, ricordiamoci che dietro ad ogni posto letto ci deve essere un professionista assunto e formato, che in questo momento manca''.

 

''Occorre rimarcare che, mentre nelle Apsp al personale infermieristico vengono fatti 2 tamponi a settimana - continua il coordinatore di Nursing Up - in Apss la cedenza è mensile, nonostante le nostre reiterate richieste di programmare un sistematico e frequente programma di screening. Nei prossimi giorni saranno assunti in azienda sanitaria 120 infermieri a tempo indeterminato? Circa la metà di questi lavorano già a tempo determinato e per 30 di loro, che attualmente lavorano nelle Apsp, l’assunzione sarà differita al 16 maggio, quindi di cosa stiamo parlando? A breve verrà fatta una nuova graduatoria per l’assunzione a tempo determinato, abbiamo chiesto di procedere all’assunzione di questi nuovi infermieri con la massima celerità. Ora non resta che sperare in un celere vaccino, creando una corsia preferenziale per i sanitari. Se non ci prendiamo cura in primis e con celerità dei nostri infermieri e professionisti, di questo passo chi curerà i pazienti?''. 

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