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Regionali in Puglia, Risultato deludente per lo "sfidante" Fitto. Emiliano verso la riconferma. "Oggi in Puglia è ancora primavera"

Secondo le ultime proiezioni, Michele Emiliano dovrebbe essere riconfermato alla guida della Regione Puglia. Quasi 9 i punti percentuali che lo distanziano dal principale sfidante, Raffaele Fitto. Nessuna conseguenza, dunque, per la "rottura" consumata da Italia Viva, che presentava Ivan Scalfarotto come candidato

Di Davide Leveghi - 21 settembre 2020 - 20:23

BARI. Di contro alle previsioni, che immaginavano un emozionante testa a testa, sarà Michele Emiliano a guidare la Regione Puglia per i prossimi 5 anni. Candidato per il centrosinistra, alla guida di 15 liste, tra tutte quella del Partito democratico, Emiliano avrebbe un importante vantaggio nei confronti del principale avversario, l'eurodeputato ed ex governatore tra il 2000 e il 2005 Raffaele Fitto.

 

Secondo la terza proiezione, con una copertura di oltre il 50%, il presidente della Regione uscente avrebbe una percentuale del 46,6%, contro il 37,4% di Fitto. Al terzo posto la candidata pentastellata Antonella Laricchia, con il 12,1%, seguita dal candidato di Italia Viva Ivan Scalfarotto (1.7), considerato alla vigilia delle elezioni un possibile rischio per la tenuta del centrosinistra pugliese e "frutto" della scelta operata dal partito contro il governatore uscente.

 

A contendere la guida della Regione ai due principali contendenti, v'erano, come detto, altri 6 candidati. Tra questi la consigliera uscente del Movimento 5 Stelle Antonella Laricchia, presentatasi con la lista civica “Puglia Futura”, e Ivan Scalfarotto, sostenuto invece da Azione, +Europa e Italia Viva. La scelta di Italia Viva di “rompere” con Emiliano si pensava potesse avere delle conseguenze, riproponendo ma a parti invertite le divisioni che portarono alla sconfitta del centrodestra nella scorsa tornata elettorale, quando “fittiani” e centrodestra non riuscirono a mettersi d'accordo presentando due candidati. Guardando le proiezioni, molto probabilmente corrette, questa ipotesi pare però essersi dissolta nel nulla.

 

Nelle scorse elezioni, nel 2015, Michele Emiliano aveva preso il testimone da Nichi Vendola, collezionando una vittoria schiacciante nei confronti degli avversari. Con il 47,12%, infatti, il candidato dem si era aggiudicato la vittoria, superando di svariati punti percentuali la pentastellata Laricchia (18,42%), il candidato di Fitto e di Fratelli d'Italia Francesco Schittulli (18,29%) e la candidata forzista Adriana Poli Bortone (14,4%). 

 

Dopo le 15 di lunedì 21 settembre, termine ultimo per votare, l'affluenza nei seggi pugliesi è stata del 57%. Secondo la legge elettorale locale, le elezioni prevedono un unico turno, con il candidato vincitore a cui si assegna un premio di maggioranza nella misura di 29 seggi nel caso di una percentuale di preferenze superiore al 40%, 28 per una percentuale tra il 35 e il 40%, mentre 27 se la percentuale scende sotto il 35%.

 

La soglia di sbarramento per le liste che si presentano da sole è dell'8%, così come quello delle coalizioni, mentre per quelle che si presentano all'interno di una coalizione, per accedere al consiglio regionale basta il 4%.

 

"In Puglia oggi non è il primo giorno di autunno. È ancora primavera! - ha commentato sui social Emiliano - sento tutta la gioia e la responsabilità di questo voto, della fiducia che mi avete rinnovato. Grazie alle pugliesi e ai pugliesi, per me oggi vince la Puglia tutta intera. Grazie alla partecipazione, l’affluenza è più alta di 5 punti rispetto al 2015. Grazie a quanti sono al lavoro in queste ore nei seggi, perché hanno contribuito a scrivere questa bella pagina di partecipazione in sicurezza". "Complimenti al mio avversario - ha aggiunto nella conferenza stampa di annuncio della vittoria - si è battuto bene e ci ha messi in difficoltà".

 

"A Renzi non devo dire niente", ha concluso con una nota piuttosto beffarda.

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