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Servizio civile: taglio da 100mila euro. Il dirigente conferma: “I progetti sono solo posticipati per non gravare sul bilancio 2020”

Dopo la denuncia di Ghezzi la Pat replica: “Nell’ambito della rimodulazione del bilancio a seguito dell’emergenza Coronavirus è stata operata una minima riduzione di risorse, la pianificazione di alcuni progetti è stata solo posticipata e non cancellata”

Di Tiziano Grottolo - 30 maggio 2020 - 19:50

TRENTO. Il primo ad accorgersene era stato il consigliere provinciale di Futura Paolo Ghezzi che aveva fatto notare i tagli operati dalla Giunta ad alcune voci di bilancio fra qui quelle legate al servizio civile provinciale, finito fra i capitoli “sacrificabili” alle esigenze della ripartenza. In particolare il consigliere denunciava la sospensione delle scadenze (4 giugno e 3 settembre) per presentare le proposte progettuali per l’avvio di vari percorsi (QUI articolo).

 

Una circostanza confermata sia da un comunicato che dal dirigente dell'Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili Luciano Malfer, raggiunto telefonicamente, che ha voluto comunque sottolineare la centralità del Servizio civile all’interno delle politiche giovanili.

 

“Nell’ambito della rimodulazione del bilancio a seguito dell’emergenza Coronavirus è stata operata una minima riduzione di risorse, in analogia a quanto si è fatto nei confronti di tutte le politiche provinciali”, si legge nel comunicato, una riduzione che ammonta a 100mila euro “pari al 5% su uno stanziamento di circa 2 milioni” precisa Malfer.

 

Nel frattempo il dipartimento è al lavoro per sanare l’ammanco, “stiamo recuperando delle risorse europee del piano garanzia giovani e siamo convinti di riuscire a compensare i fondi mancanti” evidenzia il dirigente della Pat. Per quanto riguarda i nuovi progetti sono stati solo posticipati in un’ottica di risparmio: “Molto spesso i progetti gravano su un bilancio pluriennale – la durata è variabile dai 3 mesi a 1 anno – nel caso specifico si è voluto pesare il meno possibile sullo stanziamento previsto per il 2020 facendo in modo che i costi maggiori ricadessero sul 2021”.

 

La progettazione dunque è solo posticipata e non cancellata, anche se per avere delle nuove date è ancora presto. Troppe le variabili, dagli enti proponenti alla risposta dei nuovi volontari “stiamo pianificando – puntualizza Malfer – molto dipenderà dal fatto di reperire nuove risorse e se saranno stanziati nuovi fondi in assestamento di bilancio”. La Pat comunque tiene a sottolineare gli sforzi portati avanti finora come l’aumento delle indennità, passate da circa 433 euro a 600 euro al mese, e il riconoscimento della cosiddetta indennità speciale da Covid per i giovani del servizio civile, cioè il mantenimento del compenso anche per quei ragazzi che hanno visto i loro progetti sospesi in seguito all’emergenza sanitaria. “Non era scontato”, osserva Malfer.

 

“Spero che sia davvero così – commenta il capogruppo di Futura, Ghezzi – per molti giovani il servizio civile rappresenta un supporto, anche economico, indispensabile per evitare le sacche delle nuove povertà, inoltre stiamo parlando di uno strumento è utilissimo anche per molte associazioni che operano nel terzo settore e nel sociale. Un comparto – conclude – che durante la pandemia Covid-19 e soprattutto nella fase della riorganizzazione dei servizi, previsti nella fase 2, ha necessità di poter attingere alla passione e alle energie di molti giovani che negli anni hanno chiesto di intraprendere questa esperienza”.

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