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Non ci sono i soldi sospeso il servizio civile, Ghezzi: “Anziché sostenerlo la Giunta ha deciso di bloccarlo”

I progetti che sarebbero dovuti partite a giugno e settembre sono stati bloccati perché i fondi sono stati destinati ad altre iniziative. Ghezzi: “Scelta controproducente, in questa fase per molti giovani il servizio civile avrebbe rappresentato un supporto anche economico”

Di Tiziano Grottolo - 23 maggio 2020 - 16:37

TRENTO. Dopo la rimodulazione del bilancio provinciale, resasi necessaria in seguito all’emergenza coronavirus, molte voci del bilancio sono state tagliate per far spazio o rendere più corpose altre: fra i capitoli “sacrificati” c’è quello del servizio civile, almeno per quanto riguarda i progetti di giugno e settembre 2020 che sono stati sospesi. A denunciare l’accaduto è Paolo Ghezzi, consigliere provinciale di Futura: “Proprio ora che ci troviamo nel pieno della riorganizzazione della riapertura si impedisce ai giovani di partecipare attivamente, attraverso il servizio civile volontario, a questa fase che invece avrebbe bisogno di loro”. Stando a quanto riferito dal consigliere la Giunta ha disposto l’annullamento delle scadenze (4 giugno e 3 settembre) per presentare le proposte progettuali per l’avvio di vari percorsi.

 

A causa del lockdown infatti, molti progetti sono stati bloccati e solo in un secondo momento sono stati riattivati. Al 18 maggio erano 102 su 148 (il 71,33%) quelli attivi per 154 giovani impegnati su un totale di 291. Le organizzazioni di servizio civile ripartite con i vari progetti sono 59 su 86, la percentuale è del 68,60%. A quanto pare, almeno per il momento, non partiranno nuovi progetti e molti giovani trentini non potranno beneficiare di quest’esperienza. Nel concreto si tratta di progetti della durata variabile (in genere dai 3 mesi a 1 anno) che interessano numerosi settori di attività: dall’ambito socio-assistenziale al mondo della cooperazione, comunicazione, cultura, passando per musei, teatri, spettacolo, fino alle nuove tecnologie e al mondo dell’imprenditorialità. “Il servizio civile – spiega Ghezzi – nasce come attività di educazione alla cittadinanza attiva e all'avvicinamento al mondo del lavoro per ragazze e ragazzi dai 18 ai 28 anni”.

 

Questo strumento è utilissimo anche per molte associazioni che operano nel terzo settore e nel sociale “un comparto che durante la pandemia Covid-19 e soprattutto nella fase della riorganizzazione dei servizi, previsti nella fase 2, ha necessità di poter attingere alla passione e alle energie di molti giovani che negli anni hanno chiesto di intraprendere questa esperienza”, aggiunge il consigliere di Futura.

 

 

Le stesse organizzazioni avrebbero offerto la propria disponibilità per partecipare alla formazione dei ragazzi, diminuendo così le spese per lo stesso bilancio della Provincia. Nulla da fare, per il momento i progetti sono in sospeso. “Forse qualcosa potrà essere recuperato dal piano Garanzia Giovani – sottolinea Ghezzi – ma solo per una cinquantina di posti mentre servirebbe una cifra compresa tra i 250 e i 300mila euro per garantire l’avvio dei progetti, più i fondi necessari per la prosecuzione per l’anno successivo”.

 

Per dirimere la questione il consigliere ha depositato un’interrogazione chiedendo di conoscere le motivazioni che hanno portato la Giunta a sospendere i progetti, togliendo ai giovani un'opportunità di crescita e di formazione proprio in un periodo di difficoltà economica. “Una scelta controproducente – conclude Ghezzi – per di più arrivata in un momento di forte contrazione del mercato del lavoro e di aumento del numero di famiglie in difficoltà. Per molti giovani il servizio civile avrebbe rappresentato un supporto, anche economico, indispensabile per evitare le sacche delle nuove povertà”.

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