Pnrr, i 32 progetti trentini? La Giunta Fugatti: “Azzerati dal Governo”. Rossi: “Danno la colpa a Draghi quando non avevano capito le regole”
In aula l’assessore Spinelli ammette: “Il lavoro fatto nell’estate 2020 dall’Amministrazione provinciale, che ha portato a presentare 32 aggregazioni progettuali, di fatto non ha sortito effetto posto che il Governo Draghi ha sostanzialmente azzerato le proposte delle Regioni”. Rossi attacca: “Sparito 1 miliardo di euro”

TRENTO. “Va chiarito preliminarmente che il lavoro fatto nell’estate 2020 dall’Amministrazione provinciale, che ha portato a presentare al Governo “Conte 2” 32 aggregazioni progettuali, di fatto non ha sortito effetto posto che il Governo Draghi ha sostanzialmente azzerato le proposte delle Regioni”. Si apre così la comunicazione introduttiva della Giunta Fugatti, letta dall’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, in merito ai fondi del Pnrr che dovrebbero arrivare in Trentino.
Visti gli sviluppi il condizionale è d’obbligo perché durante la seduta straordinaria del Consiglio provinciale chiesta dalle minoranze, e dedicata ai progetti della Giunta finanziati dal Pnrr, non sono mancati i colpi di scena. Per il Trentino infatti, nonostante i roboanti annunci dei mesi scorsi, si parla soltanto di 1,2 miliardi di euro, senza contare che il 73% di questi è assorbito dal bypass ferroviario di Trento, un’opera varata dalla Giunta precedente.

A maggio 2021, in merito ai 32 progetti presentati dal Trentino per accedere ai fondi del Pnrr, Spinelli affermava che “tutti i progetti sono in linea con i filoni indicati dal Pnrr del Governo. E sono costituiti non solo da un titolo ma da fascicoli che entrano nel dettaglio degli interventi”. A quanto pare però qualcosa è andato storto.

“Danno la colpa a Draghi quando non avevano capito come funzionava il Pnrr, eppure mi ero preoccupato di avvisarli per tempo”, attacca l’ex presidente della Provincia, oggi esponente di spicco di Azione, Ugo Rossi. “La Giunta Fugatti ha venduto la partita del Pnrr come l’occasione del secolo per il Trentino sbandierando i 2,2 miliardi di euro che in realtà erano 1,2 di cui rimarranno utilizzabili 300 milioni”.
Come è facile intuire all’appello manca circa 1 miliardo di euro che nel giro di un anno si è volatilizzato. Non solo, perché come sottolinea Rossi “Su 1,2 miliardi, 930 milioni sono legati a decisioni prese prima dell’arrivo di questa Giunta, perché il bypass ferroviario è riconducibile al lavoro svolto dall’allora assessore Gilmozzi e dal commissario Facchin che misero d’accordo Provincia, Ministero e Comune di Trento per impostare tutti i progetti della nuova linea”.
Con un rapido calcolo resterebbero circa 300 milioni di euro provenienti dal Pnrr “risorse dovute al Trentino così come ad altre regioni, perché interni ai capitoli della sanità, delle scuole e del trasporto pubblico, politiche del lavoro. Tutto il resto è demandato alla capacità del territorio di partecipare ai bandi”. E qui per il consigliere di Azione casca il proverbiale asino, “nel senso che la concorrenza sulla partecipazione dei bandi non è sostenibile dai piccoli comuni trentini, meno attrezzati rispetto ai grandi agglomerati del resto del Paese”.
Dal canto suo Spinelli ha replicato in aula negando che l’approccio ai progetti del Pnrr sia stato frettoloso e approssimativo. Secondo l’assessore allo sviluppo economico è inutile poi paragonare i 32 progetti originari legati ai 2 miliardi inizialmente previsti ai progetti rielaborati per l’utilizzo di 1,2 miliardi di euro.














