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Sgarbi eletto (anche) in Emilia Romagna, pensa a guidare Forza Italia ma al Mart non fa miracoli. Zeni: ''Ha il dono dell'ubiquità?''

Mentre i numeri del primo anno da presidente del Mart, Sgarbi è stato l'unico eletto del suo partito alle ultime regionali. Ora dovrà decidere se conservare quel ruolo o restare parlamentare ma per Zeni il rischio è che sia, comunque, un presidente troppo part-time. E stupisce come la Lega poco tempo fa chiedesse le dimissioni dell'ad di Dolomiti Energia perché infilato dai giornali nel toto-nomi del candidato sindaco mentre in questo caso si faccia andare tutto bene

Di Luca Pianesi - 29 gennaio 2020 - 19:36

TRENTO. Uno e trino ma senza il carisma dei miracoli. Vittorio Sgarbi è stato l'unico candidato di Forza Italia ad essere eletto in Emilia Romagna e quindi al suo curriculum di personaggio pubblico ora potrà aggiungere un altro ruolo: quello di consigliere regionale che va ad aggiungersi a deputato della Repubblica Italiana e sindaco di Sutri (eletto in entrambi i casi due anni fa) oltreché presidente del Mart in Trentino.

 

Ora, sicuramente, il vulcanico critico d'arte dovrà rinunciare a uno dei primi due ruoli (anche se a questi potrebbe aggiungersi quello ancor più impegnativo di leader nazionale di Forza Italia dopo Berlusconi ruolo al quale si è autocandidato nelle scorse settimane) ma nel frattempo è il consigliere provinciale del Pd Luca Zeni ad avanzare il dubbio ''se il noto critico d’arte abbia il dono dell’ubiquità. Perché - scrive Zeni interrogando la Giunta Fugatti al riguardo - altrimenti pare difficile credere che egli riesca ad assolvere ad ogni suo compito con puntualità e costanza, posto che i vari compiti istituzionali assorbiranno tutto il tempo disponibile ed allora la Giunta provinciale forse dovrebbe avviare una valutazione su tale situazione anche immaginando soluzioni diverse per la guida del Mart che non può essere ridotta ad estremo part-time fra i mille impegni del professore''.

 

E fa sorridere pensare che qualche settimana fa la capogruppo in consiglio provinciale della Lega Mara Dalzocchio chiedeva che l'amministratore delegato di Dolomiti Energia Marco Merler si dimettesse dal suo ruolo aziendale solo perché qualche giornalista su qualche quotidiano lo aveva inserito nel calderone dei nomi papabili per il ruolo di candidato sindaco della coalizione del centrosinistra autonomista (alla fine è emerso come candidato Franco Ianeselli). Mentre nessuno in maggioranza si è posto nemmeno il problema che il presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, si sia candidato come capolista di Forza Italia in buona parte dell'Emilia Romagna e si proponga, addirittura, come futuro leader nazionale del partito di Berlusconi, una volta che il Cavaliere avrà consegnato il testimone.

 

Insomma, come al solito la Lega di governo predica in un modo e poi si comporta in un altro, scommettendo su un presidente del Mart quanto mai schierato e impegnato, legittimamente e anche con buoni risultati personali, nelle sue battaglie politiche che, giocoforza, lo trasformano sempre di più in una figura controversa e divisiva. Legare un patrimonio di tutti, qual è il Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, a una figura tanto politica e ai suoi messaggi, quasi quotidiani, che vengono trasmessi in tutti i talk televisivi, ha un senso pratico, positivo, in termini d'immagine?

 

Al momento la risposta pare non essere positiva. E seppur uno e trino al momento l'effetto ''miracolo'' al Mart pare non essersi visto. Lo ha dovuto spiegare l'assessore Mirko Bisesti rispondendo a un'interrogazione del consigliere provinciale del Pd Alessandro Olivi fatta qualche giorno fa. L’assessore alla cultura ha fornito i dati suddivisi per visitatori ed eventi, fino al mese di novembre. ''Da febbraio - ha spiegato - ci saranno i dati completi, quindi il raffronto più preciso con l’anno precedente. Attualmente comunque, si può dire che i visitatori sono stati, nel 2018, 135.000, nel 2019, 122.783; per la didattica si è passati dai 16.198 del 2018 ai 19.883 del 2019; gli eventi sono cresciuti da 8.130 a 11796, con un totale, nel 2018, di 159.839 visitatori e nel 2019 di 154.462 visitatori (fino a novembre). Il Mart è dunque cresciuto quest’anno dal punto di vista della didattica e degli eventi, mentre per i visitatori mancano i dati dell’ultimo mese. In ogni caso, ha aggiunto Bisesti, questo è un investimento che vuole far parlare del Mart, della cultura e del Trentino''.

 

Insomma comunque sia andato a finire l'anno, l'effetto moltiplicativo legato all'arrivo di Vittorio Sgarbi non pare esserci stato se, tolto il mese di dicembre, i visitatori sono passati da essere 135.000 nel 2018 a 122.783 quest'anno (ripetiamo senza il mese di dicembre perché quando Bisesti ha risposto a Olivi, a metà gennaio, non aveva ancora il quadro completo). Uno e trino, ma senza il carisma dei miracoli. 

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