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Zaia e i complottisti: ''Dovrebbero dare nome e cognome alla sanità. Poi se vanno in ospedale si chiede loro se lo sono ancora prima di curarli''

Il governatore del Veneto ha spiegato che la Fase-2 vuol dire convivere con il virus e che le mascherine restano fondamentali al chiuso e per evitare gli assembramenti: ''Inasprire le pene? No, e un cittadino non capisce da solo che è per la sua salute cosa volete che vi dica?''

Pubblicato il - 03 June 2020 - 16:24

VENEZIA. La mascherina resta uno degli strumenti fondamentali per azzerare il contagio in Veneto anche adesso che i nuovi positivi si contano con le dita di una mano a fronte di decine di migliaia di tamponi ma per Zaia non si deve abbassare la guardia. Anzi, manda un messaggio diretto ai complottisti e complottari. ''La Fase-2 è la fase di convivenza - ha detto - e questo vuol dire vivere assieme al virus. I cittadini devono capire che devono usare la mascherina nei luoghi chiusi e nei luoghi dove si verificano assembramenti. Poi c'è chi mi chiede di inasprire le sanzioni. Ma non voglio inasprirle. Se un cittadino non capisce da solo che è per la sua salute cosa volete che vi dica?''.

 

''Certo mi spiace ci siano certi complottisti, ma ci sono dappertutto. Gente che dice che il coronavirus è una farsa, un'invenzione. Io dico, va bene, vi potete anche iscrivere ufficialmente al complottismo però consegnate nome e cognome alla sanità regionale e magari a questi gli si affianca un warning. Poi se si recano in ospedale si chiede loro se sono ancora complottisti prima di curarli. Potrebbe essere una modalità, l'abdicazione del complottismo: uno si becca il coronavirus e poi fa fatica a dire che è colpa dei marziani perché te lo sei beccato. Lo dico - ha sottolineato il governatore del Veneto - nel rispetto delle 2.000 persone che hanno perso la vita e nel rispetto delle 6.500 persone che si sono ammalate''.

 

Quella andata in scena oggi è stata la solita conferenza stampa fiume del numero uno del Veneto, con i giornalisti presenti, come sempre, per incalzare il governatore e approfondire le diverse questioni. Sul turismo Zaia ha chiarito che il Veneto è pronto ad accogliere tutti in quanto regione covid-free. ''Noi abbiamo un sistema sanitario che funziona - ha detto - in grado di circoscrivere eventuali focolai''. Per questo non ci saranno tamponi e test da fare ai visitatori perché il turismo ''è libero per definizione'', ha detto il governatore, specificando che strategicamente sarebbe stato importante che l'Italia si fosse mossa unitariamente anche sul piano della promozione nel mondo.

 

E a proposito dei rapporti con il resto d'Europa? ''Il governo greco sta sbagliando e dico il governo perché i greci la pensano come noi. Comunque sono partiti dicendo che non saremmo mai andati, poi va bene a metà luglio e poi vedremo. Dall'altro lato c'è l'Austria. Lì hanno anche fondato l'associazione amici dell'Italia per chiedere l'apertura verso il nostro Paese e questo è un bel segnale. Fra l'altro le nostre attività italiane sull'Austria smuovono un Pil di 23 miliardi di euro. Dopodiché abbiamo un ministro degli esteri che fa tutto il resto del lavoro''. Ha concluso Zaia lanciando una frecciata al ministro Di Maio da giorni nel suo mirino per l'evidente inattivismo internazionale.

 

''Trovo assurdo che non vi siano accordi già attivi dai primi di maggio - ha completato - in Europa bisogna discutere sul fatto di aprire e come. L'Europa deve coordinare i vari Paesi, perché sono situazioni imbarazzanti, i corridoi, le frontiere chiuse per alcuni Stati e per altri no. Qui, oggi, stiamo veramente morendo di incertezze''.

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