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Zeni: ''Quale soluzione ha la Giunta per i 12 lavoratori del Centro per la cooperazione internazionale? Una volta smantellata la solidarietà chi intendono colpire?''

Ormai da tempo il Centro per la cooperazione internazionale è nel mirino della Provincia a trazione Lega che nel giro di un anno ha inferto colpi molti duri al comparto, tanto che Mario Raffaelli si era dimesso dalla carica di presidente

Di Luca Andreazza - 03 febbraio 2020 - 22:32

TRENTO. "Siamo davanti al disimpegno totale della Provincia nel comparto della solidarietà e della cooperazione internazionale". Così l'ex assessore Luca Zeni, che aggiunge: Un progressivo calo dei finanziamenti pubblici nel prossimo triennio del 70%, c'è veramente poco spazio per qualsiasi commento".

 

Ormai da tempo il Centro per la cooperazione internazionale è nel mirino della Provincia a trazione Lega che nel giro di un anno ha inferto colpi molti duri al comparto, tanto che Mario Raffaelli si era dimesso dalla carica di presidente: "Non voglio coprire i licenziamenti, la Giunta si assuma le sue responsabilità" (Qui articolo).

 

Nella risposta all'interrogazione tutta leghista (l'allora assessore Achille Spinelli ha fornito i dati a Devid Moranduzzo) si è arrivati a definire i tagli: si passa dagli attuali 1.220.000 euro ai 365 mila euro nel 2022. "Questo - dice Zeni - nonostante alcune flebili e sterili proteste di alcuni esponenti di maggioranza, i quali evidentemente non hanno alcuna voce in capitolo".

 

 

Il calo di risorse, infatti, comporta il rischio concreto di licenziamento per 12 persone."Questo a fronte di 39 dipendenti. E' già poi avvenuto il ritiro di 5 unità di personale provinciale lì destinate proprio dalla Provincia. I proclami leghisti di attenzione ai giovani, al lavoro ma anche all'occupazione in linea generale non sembra trovare poi riscontri".

 

Nonostante il cambio di delega tra assessori da Spinelli a Gottardi la linea sembra comunque tracciata (Qui articolo). "Tutto sembra appeso all'esilo filo di un futuro incontro tra il Centro, le organizzazioni sindacali e il nuovo assessore, mentre restano ancora ignote le ragioni dello spostamento di deleghe operato all'interno della Giunta. L'impressione però - spiega il consigliere provinciale in quota Partito democratico - è che nessun cambiamento avverrà nelle politiche provinciali, un atteggiamento che manda così in fumo anni di esperienze, contatti e legami che avevano fatto del Trentino un esempio per tutto il Paese".

 

La Lega sembra aver ingaggiato una battaglia identitaria, la cooperazione e solidarietà internazionale è finita sotto assedio (Qui articolo). "Questi - aggiunge Zeni - sono i frutti della 'cattiva' gestione politica del salvinismo e della semina dell’intolleranza, alla quale tutti dentro la maggioranza provinciale sembrano comunque allinearsi, dopo aver fatto 'bella figura' dichiarandosi pronti a dissociarsi dalle più pesanti scelte della Giunta provinciale, salvo poi non farlo mai nel concreto di un’azione politicamente rilevante".

 

Nel mirino dell'ex assessore l'atteggiamento della Giunta. "Il governo provinciale si avvita in atteggiamenti che rendono sempre meno credibile la politica - evidenzia l'ex assessore - perché nutriti solo di roboanti promesse e di enormi carenze sul piano della coerenza e, il più delle volte, invariabilmente poi non onorati. In questo modo creano inutili e dannose aspettative nella società e nei singoli, senza riuscire così a risolvere nulla. Fin dall’inizio del suo mandato, questa Giunta provinciale aveva sostenuto, seppur mascherando il tutto sotto altisonanti dichiarazioni d’occasione, 'prima i trentini', e facili promesse, di mettere mano al settore in chiave di una riduzione drastica degli interventi pubblici su di un settore che è parte stessa dell’identità storica della nostra gente. L’obiettivo sembra essere stato conseguito e il Trentino si sta ritagliando un’immagine di egoismo sociale che, abbinata alla carenza di visione sul futuro dell’autonomia, rischia di minare quanto di positivo si è fin qui costruito a livello nazionale e locale".

 

E così il consigliere provinciale interroga la Giunta. "Chiedo - continua il consigliere provinciale del Pd - se il nuovo responsabile politico nel settore della solidarietà sociale e della cooperazione internazionale intende perseguire il disegno già tratteggiato in questa legislatura dal suo predecessore e che comporterà un taglio progressivo fino al 70% delle disponibilità attuali nell’arco di un triennio, ma soprattutto quali azioni si intende mettere in atto per gli attuali dipendenti del Centro che resteranno senza lavoro".

 

Non solo, un tema è anche come verranno riutilizzate le risorse che vengono ricavate dalla cooperazione internazionale. "Questi continui tagli generalizzati e diffusi - conclude Zeni - devono pur portare a qualche risultato concreto. Una volta esaurito l'impegno di cancellare la solidarietà internazionale, chiedo alla Giunta quale può essere il prossimo 'nemico' e obiettivo da colpire individuato per qualche diversità".

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