Tagli alla Cooperazione internazionale, Gottardi: ''Non chiudo le porte a nessuno ma linea della Giunta non cambia''
Il nuovo assessore alla cooperazione prosegue nel solco avviato dalla Provincia leghista e portata avanti nell'ultimo anno da Achille Spinelli. Gottardi: ''Dispiace per l'apertura della procedura di mobilità per alcuni lavoratori. I dipendenti restano comunque 24 e quindi l'operatività del Centro, che resta strategico, è garantita e l'attenzione è massima"

TRENTO. "La linea resta quella condivisa con la Giunta e abbiamo sempre dimostrato unitarietà in questo senso". Così l'assessore Mattia Gottardi dopo la lettera scritta a il Dolomiti da 361 laureati della School of Political Sciences dell'Università di Bologna del Corso di Laurea Magistrale in Studi e Ricerca sull’Europa orientale (Qui articolo), ma soprattutto dopo quella di oltre 50 associazioni trentine preoccupate per "l'inevitabile smantellamento del settore" (Qui articolo).
Il nuovo assessore alla cooperazione prosegue nel solco avviato dalla Provincia leghista e portata avanti nell'ultimo anno da Achille Spinelli. Il carroccio ha praticamente dal primo giorno lavorato per ridimensionare, tagliare e smantellare quello che era tra i fiori all'occhiello del sistema territoriale (Qui articolo). Continue bordate che hanno poi portato alle dimissioni di Mario Raffaelli dalla presidenza del Cci (Qui articolo).
"Avrei preferito ricevere la lettera delle associazioni privatamente - aggiunge l'assessore in quota La Civica - ma non cambia la chiave di lettura. A ogni modo dedicherò questi giorni per approfondire la questione. Non c'è alcuna intenzione di smantellare la cooperazione internazionale oppure il Centro. La decisione presa a monte e portata avanti da Spinelli non cambia, non chiudo le porte a nessuno e sono disponibile a incontrare le associazioni del sistema dopo le festività per delineare una strategia".
In ballo ci sono, infatti, dodici posti lavoro che sono messi a forte rischio per il calo di risorse. "La scelta è quella di ri-orientare l'utilizzo dei fondi e abbiamo intrapreso un percorso diverso. La situazione - conclude Gottardi - è delicata e dispiace per l'apertura della procedura di mobilità per alcuni lavoratori. I dipendenti restano comunque 24 e quindi l'operatività del Centro, che resta strategico, è garantita. L'attenzione è massima e valutiamo soluzioni alternative, così come l'utilizzo di tutti gli strumenti provinciali del caso per risolvere la questione relativa in particolare alle unità che rischiano a livello occupazionale. Un discorso da affrontare anche con i sindacati"


















