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Comunali 2020, la Lega spende più di tutti e i magistrati chiedono conto di due eventi con Salvini. La replica: “Avevano come pubblico residenti del Comune di Trento”

Dopo le comunali di Trento 2020 è tempo di bilanci con la Corte dei Conti: tre liste dichiarano zero spese (Merler, Carli e Degasperi), mentre la Lega segna il record con oltre 33mila euro. Campagna elettorale “low cost” per Rifondazione Comunista, Franco Bruno e Forza Italia

Foto d'archivio - settembre 2020
Di Tiziano Grottolo - 14 febbraio 2021 - 18:56

TRENTO. Come di consueto la Corte dei Conti ha vigilato sulle spese sostenute dalle varie liste durante l’ultima campagna elettorale che ormai risale al settembre 2020. Ogni lista infatti ha dovuto rendicontare le spese sostenute, pena una multa che può andare dai 50mila ai 500mila euro, in caso di mancato deposito dei rendiconti da parte delle formazioni politiche che si sono presentate nei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti. Per il Trentino solo Trento e Rovereto. Per il momento tutte le liste sono state “promosse” dal momento che nessuno ha sforato il tetto massimo di spesa, per Trento fissato a 99.140 e Rovereto a 31.736. Solo Forza Italia in entrambi i Comuni ha consegnato il rendiconto in ritardo ma non dovrebbero comunque scattare sanzioni.

 

Alle comunali di Trento hanno preso parte 19 liste. Tre liste hanno dichiarato l’assenza di entrate e l’assenza di spese, sedici liste hanno presentato il rendiconto dando dimostrazione delle fonti di finanziamento a copertura totale delle spese rendicontate e documentate. Le liste più “parsimoniose” sono state “Trento unita Merler Sindaco”, “Rinascimento Trento” che ha sostenuto il candidato Marcello Carli e Onda Civica Trentino di Filippo Degasperi che alla voce spese hanno segnato la casella dello zero.

 

Il MoVimento 5 stelle, i primi a presentare la rendicontazione, ha speso 4.046,40 euro frutto di donazione dei candidati. “La Catena” di Franco Bruno pagando con “risorse proprie” ha speso 505,17 euro. In un primo momento erano stati messi a bilancio anche 1.200 euro ma non avendo consegnato le relative fatture e ricevute di pagamento sono stati infine eliminati dal rendiconto. “Rifondazione comunista - Altra Trento grazie ai soldi del partito ha potuto spendere 725,81 euro. La campagna elettorale di Silvia Zanetti con “Si può fare!” è costata 11.520,01 euro. Agire per il Trentino di Claudio Cia (ora esponente di Fratelli d’Italia ma al tempo sostenitore di Marcello Carli) ha speso 9.689,10 euro. L’Udc, l’altra lista che ha sostenuto Carli, ha investito nella campagna elettorale 2.569,10 euro.

Forza Italia ha speso solo 378 euro. “Fratelli d’Italia - An” ha investito nella campagna elettorale 4.964,94 dalla rendicontazione sono stati tolti 62,71 euro relativi a 100 manifesti per “Referendum” e altri 400 euro relativi a una spesa avvenuta oltre i termini previsti per la campagna elettorale. La lista della “Lega Trentino per Salvini Premier” è stata per distacco la compagine più “spendacciona” arrivando a toccare la cifra di 33.795,34 euro, risorse messe a disposizione dal partito. Il collegio di controllo della Corte dei Conti (composto da tre magistrati) però ha chiesto spiegazioni a proposito di un evento avvenuto successivamente alla chiusura della campagna elettorale e delle spese sostenute per altri due eventi che si sono tenuti a Riva del Garda e a Bolognano di Arco. Cioè quando venne in Trentino il leader leghista Matteo Salvini (QUI articolo). Se la fattura emessa in occasione dell’evento successivo alla chiusura della campagna elettorale è stata eliminata per giustificare le spese sostenute a Riva e Arco per Salvini i legali rappresentanti, Giulio Cementero, Denis Paoli e Roberto Paccher, hanno dichiarato che “seppur avvenuti in comuni limitrofi, avevano come pubblico residenti del Comune di Trento”. Una spiegazione che per la Corte dei Conti è stata sufficiente a ritenere che la lista abbia assolto all’obbligo di rendicontazione.

 

La campagna elettorale di Europa verde Trento è costata 7.334,75 euro finanziati da disponibilità di bilancio dei Verdi del Trentino e da contributi versati da Sinistra Italiana, èViva e Volt. Insieme per Trento la “lista Ianeselli” ha speso 8.404,68 euro che sono stati messi da una parte dei candidati. Azione-Unione, sempre una delle liste che ha sostenuto l’attuale sindaco, ha speso complessivamente 27.032,95 euro (16.397,25 a carico dell’Unione per il Trentino e 10.635,70 per il partito di Carlo Calenda). Il Patt invece si è accollato spese per 23.643,56 euro. La lista + Trento Viva grazie a fondi messi a disposizione dal partito, dai candidati e da un contributo nazionale ha messo in campo 16.058,29 euro. Alla lista sono state chieste spiegazioni in merito a una fattura “...per Lavis comunali 2020” che in seconda battuta è stata eliminata dalla rendicontazione. Trento Futura - Partecipazione e solidarietà” con risorse proprie ha finanziato una campagna elettorale da 8.943,79 euro. Il tandem Pd-Psi ha speso fondi del partito per un totale di 15.559,37 euro.

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