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Comunali, Imerio Lorenzini candidato sindaco a Brentonico per ''Il Faggio'': ''Un liceo della montagna e rafforzamento del percorso per il Baldo patrimonio Unesco''

A Brentonico sono in quattro in corsa per diventare sindaco. La lista civica "Il Faggio" propone Imerio Lorenzini: "Il patrimonio paesaggistico è l'ultimo punto di contatto condiviso da tutti: abitanti e ospiti. Dobbiamo ripartire da questo senso di appartenenza per aumentare il benessere e ricucire il tessuto sociale"

Di Luca Andreazza - 05 ottobre 2021 - 10:52

BRENTONICO. "Gli obiettivi devono essere chiari e basarsi su principi solidi. I punti di partenza sono territorio e paesaggio". A dirlo Imerio Lorenzini, candidato sindaco a Brentonico della neonata lista civica "Il Faggio". "E' necessario valorizzare un patrimonio che non è solo inteso come panorama quanto anche per come è stato modellato dalle attività umane: terrazzamenti, terre coltivate e così via".

 

Brentonico sono in quattro a contendersi il ruolo di sindaco domenica 10 ottobre. Un'elezione che si rende necessaria dopo le dimissioni di Christian Perenzoni arrivate a inizio aprile per alcuni problemi di salute. Ai nastri di partenza Alessandra Astolfi, assessora uscente della Giunta Perenzoni e poi della reggenza del vice sindaco Moreno Togni, indicata dalle liste Officina civicaIl bene in comune e Naturalmente Brentonico.

 

Oltre a Lorenzini, la sfida è stata lanciata anche da Massimo Raffaelli per il centrodestra con la lista civica d'ispirazione leghista "Nuova comunità" e Dante Dossi di "Insieme si può", lista di estrazione Pd con esponenti di Patt, Upt e società civile.

 

Geometra di 60 anni, Lorenzini è stato tra il 1985 e il 1993 assessore comunale al patrimonio, commercio, artigianato e cultura e fino al 2013 sindaco effettivo e presidente della Cassa rurale di Brentonico.

"Mi metto in gioco per senso civico - commenta il candidato sindaco per la lista civica "Il Faggio" - non basta criticare ma è importante saper proporre qualcosa di nuovo per dare una svolta al territorio e avviare un percorso di crescita per contrastare lo spopolamento delle aree montane. Il patrimonio paesaggistico è l'ultimo punto di contatto condiviso da tutti: abitanti e ospiti. Dobbiamo ripartire da questo senso di appartenenza per aumentare il benessere e ricucire il tessuto sociale".

 

Un percorso che si inserisce su quello turistico. "Vivere a Brentonico deve essere piacevole e il territorio può essere un laboratorio di futuro. La cura del paesaggio - evidenzia Lorenzini - valorizza agricoltura, artigianato e sviluppo economico. Una comunità consapevole trasmette i giusti valori anche agli ospiti per un turismo diffuso ma non invasivo. I flussi turistici della valle dell'Adige sono interessati ma solo sfiorati dall'Altipiano e dobbiamo diventare più attrattivi".

Un'altra priorità è quella di rafforzare l'apparato pubblico. "Una macchina amministrativa da potenziare e ristrutturare - prosegue il rappresentate de "Il Faggio" - non è possibile che il personale scappi e lasci un posto di lavoro. E' necessario intervenire. Un'altra direttrice è quella di cambiare rotta nella valorizzazione di un patrimonio edilizio esistente e non sfruttato nelle varie frazioni. C'è da rivedere profondamente il Prg e trovare una coerenza dei collegamenti tramite mezzi pubblici con il fondovalle".

 

Spazio poi alle politiche scolastiche. "Vorremmo sviluppare nuovi percorsi liceali legati al territorio ma anche a temi adatti - dice Lorenzini - un'educazione che si basa sulla cultura e sulla natura. E qui è fondamentale proseguire le azioni per far diventare il Monte Baldo patrimonio Unesco per renderci riconoscibili e diventare una destinazione. 

 

Bocciato un eventuale impianto Malcesine-Polsa San Valentino-Brentonico. L'Altopiano attende le valutazioni affidate a Trentino sviluppo. "Siamo spiazzati da questa ipotesi. Adesso tutto è delegato dalla valutazione di impatto ambientale. Ma non comprendiamo questa idea di sviluppo, siamo curiosi di conoscere il progetto e le azioni sulla viabilità. Non c'è la sostenibilità, non c'è un'infrastrutturazione locale e non avrebbe senso diventare un semplice parco giochi del lago di Garda", conclude Lorenzini.

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