Coronavirus, il Veneto volta pagina: ci sono i vaccini e allora i tamponi per il green pass diventano a pagamento
Lo ha deciso la giunta regionale questa mattina. Il costo varia dagli 8 ai 22 euro a seconda delle fasce d'età e delle situazioni. Restano gratuiti per questioni sanitarie e di contact tracing (ecco la lista completa). Zaia: ''Non è un intervento contro qualcuno ma per alleggerire il sistema sanitario. Con 50 mila tamponi il sistema va in crash e ci obbliga a distogliere personale dagli ospedali''
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VENEZIA. Il Veneto cambia passo nella lotta al Covid e toglie la possibilità di fare tamponi gratuiti sempre e comunque ai cittadini che lo richiedono. La giunta regionale, infatti, ha approvato questa mattina tale decisione che, di fatto, cambia il rapporto utente tampone che se fino a qualche mese fa era ''obbligatorio'' per permettere a tutti di valutare la propria condizione, anche in vista di eventi o per risolvere situazione sospette, oggi è scavalcata dalla vaccinazione. Chi vorrà continuare a ''monitorarsi'' con i tamponi potrà farlo ma a pagamento mentre chi vorrà mettersi in sicurezza, gratuitamente, ha già lo strumento del vaccino su cui contare. Il perché è presto detto e lo ha spiegato il presidente della regione Zaia: ''Con 50 mila tamponi il sistema va in crash e ci obbliga a distogliere personale dagli ospedali. Inoltre dobbiamo metterci in allineamento con il piano nazionale''.
E allora ecco che la ''somministrazione, a richiesta, di test antigenici rapidi a favore di minori di età compresa tra i 12 e i 17 anni, con oneri a carico degli utenti'' costerà, si legge nell'ordinanza, ''8 euro per ogni test antigenico rapido
eseguito'' mentre costerà 15 euro la somministrazione, a richiesta, di test antigenici rapidi ''a favore della popolazione di età maggiore o uguale a 18 anni''. Restano gratuiti i test antigenici rapidi richiesti dai soggetti esclusi per età dalla campagna di vaccinazione (allo stato attuale i minori di 12 anni) o esenti sulla base di certificazione medica rilasciata dall’Azienda Ulss territorialmente competente. ''Sono sempre a pagamento (22,00 Euro) i test antigenici rapidi per i soggetti che ne facciano richiesta - si legge ancora nel documento della Regione - non ricompresi nel citato Protocollo d’intesa nazionale, destinato ad agevolare le persone che fruiscono di assistenza sanitaria in Italia''.

E restano gratuiti i tamponi rapidi qualora ci siano ragioni di natura sanitaria quindi per verificare la positività di una persona o per fare i controlli per il contact tracing.

Pare chiaro, e giusto anche, che il tutto sia fatto per incentivare le vaccinazioni e disincentivare, invece, l'utilizzo del tampone per ottenere il green pass temporaneo ma Zaia, in conferenza stampa, ha sottolineato che ''non è un intervento contro qualcuno. Avevamo adottato i tamponi diretti in modo temporaneo per monitorare la variante Delta. Ora non possiamo più farlo''.
E poi ha sottolineato come ''oggi, piaccia o non piaccia, gli ospedali non sono pieni grazie a chi si è vaccinato'' aggiungendo che ''il virus c’è ma oggi possiamo dire che la proposta di togliere l’Rt e rivedere i parametri è stata buona. Con i parametri precedenti saremmo in zona arancione. Invece siamo al 2% di ospedalizzazioni. È una fase di convivenza con i virus. Non sottovalutiamolo: è vero che il 95% dei casi si cura a casa ma per la logica dei numeri se il numero dei contagiati cresce, quel 5% cresce e manda in tilt gli ospedali e nessuno si riesce a curare dopo, né i malati di tumore né chi ha un infarto o fa un incidente''.













