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Coronavirus, la Giunta boccia la trasparenza: no alla ''Commissione d'indagine sui dati del Trentino'' proposta dalle minoranze. Paccher: ''Danneggia l'immagine''

Le minoranze avevano proposto una mozione per chiedere la creazione di una commissione d'indagine per verificare il tasso di effettiva diffusione del virus Covid-19 sul territorio Trentino, le modalità del suo monitoraggio e le azioni adottate per la sua gestione. La proposta, però, è stata bocciata in Consiglio provinciale dopo il no di Fugatti: "I dati forniti dalla Provincia hanno sempre rispettato le indicazioni e le richieste delle autorità nazionali"

Di G.Fin - 05 febbraio 2021 - 09:13

TRENTO. E' durata diverse ore la discussione in Consiglio Provinciale sulla proposta arrivata dalle minoranze di attivare una commissione d'indagine sul Covid19. Alla fine, però, la mozione è stata bocciata con 11 sì, 20 no e un voto di astensione (De Godenz).

 

La proposta era quella di “attivare la procedura prevista dagli articoli 16 e 148 del regolamento interno del Consiglio finalizzata alla nomina di una commissione consiliare d'indagine sulla pandemia da Covid-19, che operi secondo le modalità e i limiti temporali indicati in premessa, e, comunque, nel rispetto della disciplina regolamentare consiliare, allo scopo di verificare il tasso di effettiva diffusione del virus Covid-19 sul territorio Trentino, le modalità del suo monitoraggio, la trasmissione degli esiti di esso alle autorità preposte e le azioni adottate per la sua gestione” (QUI L'ARTICOLO).

 

Una commissione che sarebbe stata utile per approfondire il tema, cercare quale siano stati i punti critici nella gestione della pandemia in Trentino e trovare assieme vie migliori. La capogruppo del Pd Sara Ferrari in aula ha ricordato che le commissioni d’indagine sono organismi del Consiglio e servono per approfondire le tematiche in corso, affrontarle politicamente e se possibile migliorarle. “Sul modello della commissione sui minori e su Vaia – ha spiegato - l’emergenza Covid è stata ed è un inedito ma, nella seconda ondata, il Trentino si è trovato con numeri pesanti nei ricoveri e purtroppo decessi sui quali siano risultati secondi solo alla Lombardia. Eppure, nonostante i dati, il Trentino è stato considerato a basso rischio. I dati reali sui contagi, seppur non richiesti dal ministero, si conoscevano e le minoranze, segnalando le incongruenze, hanno chiesto a Fugatti di intervenire con restrizioni in base ai numeri reali”.

 

Alex Marini del Movimento Cinque Stelle ha detto che “L’atteggiamento della Giunta, incomprensibile, va a scapito anche dello stesso governo provinciale. In Veneto c’è la commissione d’inchiesta sulla pandemia per studiare il contagio nelle Rsa, così in Lombardia e in Alto Adige sull’acquisto delle mascherine. Commissioni, istituite già nella prima ondata, presiedute da esponenti di opposizione che hanno dimostrato il coraggio di quelle amministrazioni che sono dello stesso colore di quella trentina”.

 

A specificare che la commissione non ha intenti persecutori è stata Lucia Coppola di Europa Verde mentre Paolo Zanella di Futura nell'esprimere amarezza per la bocciatura arrivata dalla Giunta ha spiegato che “l’intento della commissione d’indagine sarebbe quello semplicemente di capire. Nessuno vuole istituire dubbi tra una popolazione che li ha già. La commissione invece permetterebbe di dissiparli e di capire perché siamo rimasti gialli. C’è un’evidente incongruenza sui dati che non è detto dipenda dal Trentino ma che richiede chiarezza” ha affermato.

 

Filippo Degaperi di Onda Civica ha proposto di cambiare il nome dell’organismo per evitare che sia percepito in termini negativi mentre il capogruppo del Patt, Ugo Rossi, ha chiesto alla Giunta come mai non abbia fornito i dati sui tamponi molecolari di conferma della positività emersa dai test rapidi antigenici, dati oggetto dall’impegno contenuto nella risoluzione approvata quasi all’unanimità dal Consiglio in aula il 4 dicembre scorso. Rossi ha invitato il presidente Kaswalder, nel caso ancora l’esecutivo non desse risposta alla domanda di questi dati, di sollecitare la Giunta a soddisfare la richiesta.

 

Il presidente della Giunta Fugatti ha motivato il no alla mozione delle minoranze ribadendo che i dati forniti dalla Provincia hanno “sempre rispettato le indicazioni e le richieste delle autorità nazionali da cui erano richiesti e che non hanno mai eccepito nulla al riguardo. Tant’è che il Trentino è l’unico territorio ad essere rimasto sempre giallo in Italia”. Sulla gestione dei dati relativi ai test antigenici, Fugatti ha detto che “fa testo la tabella emanata ogni giorno dal ministero della salute a partire dal 3 dicembre scorso”, giorno a partire dal quale Roma ha chiesto il numero di questi tamponi. E ha aggiunto che “Oggi in 6 o 7 regioni importanti i test antigenici resi noti sono pari a zero, oppure arrivano a 50 o 100. Il che dimostra una certa disomogeneità e difficoltà nella classificazione di quel dato. Non tutti ne tengono conto. Non c’è bisogno di una commissione d’indagine se dal 3 dicembre scorso la Provincia fornisce questo dato che il ministero della salute non ha mai messo in discussione”.

 

Da parte della maggioranza ad intervenire è stato anche l'esponete della Lega, Roberto Paccher che ha affermato che “Una commissione d’indagine non può portare nulla di buono, anzi rischia di danneggiare l’immagine del Trentino”. 

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