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| 27 mag 2021 | 16:47

Fugatti in bici mentre in Aula si vota, Dallapiccola: ''È un insulto a chi al lavoro ci va davvero. È un insulto a chi il lavoro lo ha perso''

Il consigliere del Patt mentre il presidente della Provincia e l'assessore Failoni ieri erano alla Sega di Ala ha anche spiegato perché gli autonomisti dovranno votare con Svp e Lega in Regione (dove sono in maggioranza) e non potranno sostenere la mozione delle minoranze contro Savoi: ''E' come se quando ci si sposa ti toccano anche dei parenti terribili. La sposa l'abbiamo scelta ed è l'Svp i parenti terribili, no, e sono quelli della Lega''

Fugatti in bici mentre in Aula si vota, Dallapiccola: È un insulto a chi al lavoro ci va davvero

TRENTO. ''Una volta non sarebbe successo. Una volta le istituzioni sarebbero state rispettate. È un insulto a chi al lavoro ci va davvero. È un insulto a chi il lavoro lo ha perso''. Questo il consigliere provinciale Michele Dallapiccola dopo lo show andato in scena sulla salita della Sega di Ala con un Fugatti in tutina da ciclista che con bici elettrica ha affrontato la salita del Giro mentre in consiglio regionale si votava il passaggio di testimone della presidenza dal leghista trentino Paccher all'altoatesino dell'Svp Noggler (QUI COSA E' SUCCESSO). Uno spettacolo che ha fatto certamente sorridere in tanti ma che è stato anche letto come una grave offesa alle istituzioni. Il tutto mentre in Aula si doveva superare l'imbarazzante situazione venutasi a creare per le imbarazzanti dichiarazioni di Alessandro Savoi che aveva attaccato due ex consigliere della Lega passate a Fratelli d'Italia con delle pesanti offese sessiste.

 

Savoi dovrebbe andare a ricoprire il ruolo di segretario questore ma le minoranze in Regione chiedono che faccia un passo indietro e finché ciò non avverrà bloccheranno l'elezione del presidente del consiglio regionale visto che per procedere, serve la maggioranza dei due terzi dell'aula. Fugatti si è disinteressato della votazione e ha preferito lo show a favor di telecamere mentre sul posto c'era anche l'assessore Failoni pronto alla foto di rito con maglie della Coldiretti. ''Marinare il Consiglio Regionale per andare al Giro d'Italia è da persone completamente prive di ritegno e di rispetto per il proprio ruolo e per i trentini - ha aggiunto Dallapiccola -. Una volta, a 7500 euro al mese (netti ndr) pagati dai contribuenti, la Giunta sarebbe rimasta al lavoro anziché in Giro a far festa''.

 

Intanto in Aula, in Regione, il Patt dovrà votare con la Lega perché, come è noto, ha seguito il consigliere Ossanna nel suo progetto di accordo con Svp e Lega, appunto, per stare in maggioranza. E così ecco il primo risultato: ingoiare il primo rospo e forzarsi per dare il proprio assenso a Savoi segretario questore.

 

Il consigliere Dallapiccola in Aula ha, però, voluto chiarire che tale voto verrà dato solo per l'accordo e la stima del Patt verso l'Svp e non certo per ''salvare'' la Lega. Per chiarire il concetto ha citato una metafora che usava fare l'ex presidente della Provincia di Bolzano Luis Durnwalder: ''Se decido di maritarmi e trovo una brava ragazza e quella ragazza è attorniata da parenti terribili accetterò di stare con lei e tollererò la presenza di parenti terrificanti. Uso questo parallelo - ha aggiunto Dallapiccola - per spiegare quel che è successo quando il collega Ossanna ha espresso la volontà di prendere parte a un progetto regionale in Giunta chiedendo il sostegno del nostro gruppo. Per quanto mi riguarda la metafora è che la brava moglie è l'Svp, il parente terrificante è la Lega. E come tute le parentele nella gamma del terrore ci sono parenti più o meno terrificanti. Uno cerca di evitare il più possibile il rapporto ma alcuni te li devi prendere così''.

 

E ha quindi ricordato come il suo cuore stia con la mozione delle minoranze che ritiene giusta e coerente e che in realtà potrebbe essere importante che il consigliere della Lega spieghi che probabilmente non voleva nemmeno fare delle affermazioni sessiste ma che lui si esprime così praticamente sempre, violento, aggressivo, con una comunicazione al limite dell'imbarazzo. Savoi allora potrebbe da solo fare un passo indietro per risolvere i problemi agli altri e ''per dimostrare che non c'è dolo in quello che ha fatto - ha completato Dallapiccola - ma che è il suo modo di esprimersi, a dire 'sono fatto così, non c'era sessismo e risolvo questo imbarazzante stato di cose'''. Al momento, però, Savoi non sembra minimamente intenzionato a risolvere la situazione agli altri. E mentre Fugatti va in bicicletta e imbarazza le istituzioni Savoi resta dov'è e imbarazza i colleghi di maggioranza in Regione, Svp compresa. 

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