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| 26 mag 2021 | 17:24

In consiglio regionale serve il quorum per superare il ''caso Savoi'' ma Fugatti e Failoni danno show al Giro d'Italia

Le minoranze hanno chiesto le dimissioni dell'ex presidente della Lega del Trentino dal ruolo di segretario questore e finché non ci saranno non voteranno il passaggio di testimone tra Paccher e Noggler alla presidenza del consiglio regionale. Per superare lo stallo servono i due terzi dei consensi quindi ogni voto è fondamentale. Il presidente e il suo assessore però hanno scelto il Giro, la gita in bici e le foto con le magliette di Coldiretti. Zeni: ''Molto grave, si manca di rispetto alle istituzioni''. Rossi: ''Siamo all'apoteosi mediatica''

In consiglio regionale serve il quorum per superare il caso Savoi'' ma Fugatti e Failoni danno show al Giro d'Italia

TRENTO. Quando conta di più lo show personale che la politica e la comunità che si dovrebbe rappresentare.

 

Oggi il Trentino ha vissuto un momento simbolico importante: da un lato un presidente della Provincia che in tutina da ciclista, su una e-bike, portava la sua immagine su per la salita di Sega di Ala sfilando, uno dietro l'altro, appassionati ciclisti che faticavano sui pedali in sella a biciclette senza aiutino, loro tra il sudore, lui comodamente seduto quasi con schiena verticale, atteso dall'assessore Failoni, poi, per foto di rito con maglietta Coldiretti.

 

 

Dall'altro lato c'era il consiglio regionale riunito in aula che stava cercando di concretizzare il passaggio di consegne tra Kompatscher e Fugatti per la presidenza della Regione con il voto decisivo per l'elezione del presidente del consiglio (in questa prima parte di legislatura è stato Paccher della Lega trentina e il vice era Noggler dell'Svp mentre nella seconda parte, a norma di Statuto, si dovrebbero invertire i ruoli).

 

Ma c'è un problema che risponde al nome di Alessandro Savoi e, soprattutto, alle orrende offese sessiste che aveva messo nero su bianco contro le consigliere della Lega passate, qualche mese fa, a Fratelli d'Italia.

 

 


 

Se la maggioranza Lega-Svp sarebbe pronta a conferma Savoi come segretario questore della Presidenza, le minoranze hanno fatto sapere che ''noi non ci stiamo'' firmando un appello a sostituire l'ex presidente della Lega (che si è dimesso dall'organo di partito proprio per il livello raggiunto con quelle offese) da quel ruolo tanto importante e tanto istituzionale. E visto che per l'elezione di presidente e vice servono i due terzi dei consensi in Aula, oggi ogni voto sarebbe stato decisivo. Peccato che Fugatti e Failoni abbiano preferito il Giro al consiglio regionale.

 

Che lo stallo, forse, non si sarebbe risolto comunque poteva anche essere messo in conto in partenza (ci sono stati 36 voti favorevoli, 2 schede bianche e 1 nulla e quindi non sono stati raggiunti i 47 consensi necessari al quorum) perché, come spiega l'ex presidente della Pat Ugo Rossi ''di fatto, la maggioranza in Regione è ostaggio di Savoi''. Ma certo preferire la gita in bicicletta e le foto a destra e manca all'Aula mostra il segno delle priorità della maggioranza provinciale. ''Svp, Lega e anche Patt, che in regione è in maggioranza - prosegue Rossi - sono ostaggio di Savoi. Lui si è dimesso da presidente della Lega quindi hanno ammesso la gravità delle sue affermazioni. Ora pare davvero incredibile che non riescano a cambiare figura da mettere in quella posizione. Noi come minoranze non arretriamo e la prossima riunione d'Aula si riproporrà lo stesso problema''.

 

Non ci sarà il Giro, però, e quindi forse il presidente Fugatti e l'assessore Failoni potranno esserci. ''Siamo all'apoteosi mediatica - aggiunge Rossi -. Io da presidente e appassionato di ciclismo, di arrivi del Giro me ne sono persi tanti purtroppo perché c'era altro da fare ma ognuno interpreta il ruolo istituzionale che ricopre come crede''. "Sarebbe piaciuto a tutti andare a Sega di Ala - il commento dell'ex assessore Luca Zeni - un atteggiamento poco rispettoso delle istituzioni. E' molto grave. Capisco che ci siano dei momenti istituzionali e comprendo l'importanza di essere presenti all'arrivo di tappa. Però oggi si sarebbe dovuto votare il nuovo presidente del consiglio regionale, un momento molto solenne. E si sarebbe dovuto discutere sulla situazione di Savoi. Si è andati avanti come se nulla fosse, senza nessun avviso e questo non è un voto qualunque: si mettono in pratica procedure stabilite dallo Statuto di autonomia, non un semplice regolamento da attuare con sufficienza". 

 

 

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