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Le malattie “femminili” che tutti ignorano e che non vengono (quasi mai) diagnosticate, la denuncia di Nudm: “Basta con questa medicina patriarcale”

Vulvodinia, fibromialgia, endometriosi sono queste alcune delle malattie “femminili” difficili da diagnosticare perché non ancora riconosciute dal Sistema sanitario nazionale. La denuncia di Nudm: “Molte donne ne soffrono ma spesso vengono sminuite o relegate fra i disturbi di ordine psicosomatico”

Di Tiziano Grottolo - 16 ottobre 2021 - 17:51

TRENTO. Nel pomeriggio di oggi, 16 ottobre, in via Verdi proprio di fronte alla facoltà di Sociologia di Trento si è tenuto un presidio organizzato dalle militanti di Non Una di Meno. La mobilitazione di fatto anticipa di alcuni giorni quella lanciata a livello nazionale per chiedere il riconoscimento delle malattie cosiddette “femminili”.

 

Si tratta di malattie come vulvodinia, neuropatia del pudendo, fibromialgia, endometriosi e tutte le varie forme di dolore pelvico che spesso, la denuncia di Nudm, vengono sminuite ma che in realtà colpiscono molte donne. Il problema principale è legato al fatto che molte di queste patologie non sono ancora riconosciute come tali dal Sistema sanitario nazionale e per questo le cure sono interamente a carico di chi ne soffre.

 

“Queste patologie – spiega un’attivista – spesso non vengono diagnosticate perché manca una formazione specifica, in altri casi vengono relegate fra i disturbi di ordine psicosomatico. È proprio per questo che abbiamo deciso di portare in piazza la nostra rivendicazione per chiedere maggiori diritti e dire basta con questa medicina patriarcale”. I ritardi nelle diagnosi costringono molte donne a sottoporsi per diverso tempo a terapie sbagliate o a spendere molto tempo e denaro prima di riuscire a dare un nome ai disturbi.

 


Secondo uno studio statunitense condotto nel 2001, circa il 16% delle donne sperimenta nel corso della propria vita sintomi riconducibili alla vulvodinia: un dato che in Italia potrebbe essere persino sottostimato perché non esiste un registro nazionale per la raccolta dati. La neuropatia del pudendo, secondo Orphanet (portale che raccoglie informazioni sulla malattie rare) riguarda il 4% dei pazienti che soffrono di dolore pelvico, tra questi le donne sono più del doppio degli uomini (7 donne ogni 3 uomini).

 

L’endometriosi invece è una patologia infiammatoria cronica e progressiva che non colpisce soltanto l’apparato riproduttivo, ma che può estendersi ad altri organi dell’area pelvica. Secondo i dati del Ministero della Salute colpisce tra il 10 e il 15% della popolazione femminile, dato ancora sottostimato a causa della difficoltà diagnostica correlata.

 

È alla luce di questi dati che Nudm chiede il riconoscimento di queste malattie e l’accesso alle cure: “Il 23 ottobre saremo in piazza non solo per rivendicare la presa in carico di queste patologie da parte del Servizio sanitario nazionale attraverso servizi integrati, ma anche per dare voce alle persone che ne soffrono. Vogliamo altresì sollecitare una maggiore consapevolezza del personale medico-sanitario e l’introduzione di percorsi formativi adeguati”. A margine della manifestazione le attiviste hanno rilanciato una serie di iniziative in vista di quello che è stato ribattezzato “l’autunno fuxia”.

 


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