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| 28 ott 2021 | 11:15

Scuole clandestine per figli di no-vax e istruzione parentale, Rossi: ''Serve una regolamentazione più stringente''

L'istruzione parentale è una pratica consentita dalla legge. Negli ultimi mesi, però, numerose famiglie no vax e no green pass avrebbero deciso di ritirare i figli da scuola perché non condividevano i protocolli di sicurezza. Il consigliere di Trentino in Azione, parlando di homeschooling chiede alla Giunta provinciale i numeri che fotografano la situazione in provincia

Scuole clandestine per figli di no-vax e istruzione parentale, Rossi: Serve una regolamentazione più stringente''
di Redazione

TRENTO. Forme organizzate di 'Scuola parentale'? “Serve una regolamentazione più stringente”.  A chiederlo è il consigliere di Trentino in Azione, Ugo Rossi, che proprio in queste ore ha presentato una interrogazione provinciale nella quale si chiede di capire l'entità di questo fenomeno in Trentino e di capire quali sono gli strumenti messi in capire l'effettiva verifica degli apprendimenti da parte dei ragazzi. 

 

La cosiddetta “scuola parentale” è al centro di un fenomeno che riguarda l'utilizzo di questo sistema, consentito dalla legge, da parte delle famiglie no vax e no green pass che decidono di ritirare i propri figli da scuola per riorganizzarsi in autonomia e spesso senza o con pochi controlli. Situazione che ha creato allarme in Alto Adige e che vene massima attenzione anche in Trentino. 

 

“I contagi da Covid-19 a scuola sono in riduzione o quantomeno stabili – spiega il consigliere Ugo Rossi - comunque non preoccupanti, nonostante ciò molte famiglie continuano ad essere diffidenti e preferiscono lasciare i figli a casa, trovando nelle mura domestiche le risorse per far loro apprendere i contenuti scolastici e avviare un percorso di homeschooling, ovvero di istruzione parentale”.

 

Una situazione che deve essere tenuta sotto osservazione. “Credo sia superfluo ribadire che la scuola non è soltanto trasmissione di contenuti, ma anche relazioni educative, socialità e interazione tra pari, fattori determinanti per uno sviluppo psico-fisico equilibrato dei bambini e delle bambine e degli studenti che attraversano l'adolescenza, che le costrizioni imposte da due anni di lockdown hanno pesantemente compromesso. Ne è indicatore anche lo spaventoso aumento dei fenomeni di hikikomori, depressione, autolesionismo, disturbo alimentare che negli ultimi due anni hanno colpito sempre più giovani e giovanissimi isolati, in casa e nelle proprie stanze, dal resto del proprio universo sociale di riferimento” continua il consigliere di Trentino in Azione.

 

Quello della homeschooling è fenomeno difficile da gestire per il sistema della scuola pubblica nazionale, già provato dagli adeguamenti imposti dalla pandemia e con scarse risorse oggi per poter vigilare sui percorsi di apprendimento individuali degli studenti ritirati dalle aule. Se i numeri prima della pandemia mostravano circa 2000 persone che si avvalevano dell'educazione parentale in Italia, quest'anno il fenomeno ha avuto un vero e proprio boom. 

 

Ugo Rossi chiede di sapere quali sia il numero di alunni trentini in “educazione parentale" in periodo pre – covid. Quali strumenti sono attivati per la verifica degli apprendimenti di questi studenti e, infine, se la giunta provinciale non ritiene, vista la situazione, di dover intervenire con una modifica regolamentare per monitorare in termini qualitativi l'attuazione di questi percorsi e i loro esiti.

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