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Insegnamento parentale per i figli dei no-vax, Bisesti: ''Alcuni episodi in Trentino ma ribadiamo che la scuola rimane una palestra di vita fondamentale''

L'assessore all'Istruzione della Provincia di Trento spiega: "In Trentino partiamo con il dire che abbiamo una situazione meno marcata rispetto l'Alto Adige su questo fenomeno ma è vero che ci sono state delle richieste in tal senso”

Di Giuseppe Fin - 19 ottobre 2021 - 20:33

TRENTO. “Dobbiamo tenere la barra dritta. La scuola è insegnamento ed è anche una vera e propria palestra di vita insostituibile”. Queste le parole dell'assessore all'istruzione della Provincia di Trento, Mirko Bisesti in merito ai numeri in leggero aumento rispetto alle famiglie che decidono di scegliere la strada dell'educazione parentale

 

Una strada scelta anche da alcune famiglie no-vax che non condividendo i protocolli di sicurezza nelle scuole hanno deciso di ritirare i propri figli.  Episodi sui quali si sta concentrando l'attenzione visto il rischio di intaccare il diritto allo studio dei ragazzi e non solo, magari con la creazione di “scuole clandestine” che difficilmente si riescono a controllare. Ne sono l'esempio alcune situazioni già poste all'attenzione dell'assessore di Bolzano con “scuola” nei masi.

 

E' bene sempre chiarire che stiamo parlando di un’alternativa alla frequenza delle aule scolastiche. Si tratta di una scelta, consentita dalla legge, della famiglia di provvedere direttamente all’educazione dei figli. L'homeschooling o insegnamento tra le mura domestiche, secondo i dati forniti dal ministro dell'Istruzione, era praticato da circa 5 mila studenti nell'anno scolastico 2018-2019  e si è passati a  circa 15 mila nel 2020-2021. 
 
“Già nei mesi scorsi – ha spiegato l'assessore Bisesti – mi sono confrontato con l'Alto Adige e con il collega Philipp Achammer. In Trentino partiamo con il dire che abbiamo una situazione meno marcata ma è vero che ci sono state anche quest'anno delle richieste ed anche io stesso sono stato interpellato da una preside in merito a questo fenomeno”.  Si tratta di situazioni che si possono trovare con più frequenza nelle valli e riguardano perlopiù i bambini delle primarie come già alcune presidi trentine avevano sottolineato (QUI L'ARTICOLO).

 

“Da parte mia – spiega l'assessore - mi sento di ribadire un concetto fondamentale e che riguarda la socialità, oltre l'insegnamento, che i ragazzi possono trovare nelle scuole. Questo è un elemento fondamentale. Non c'è solamente l'importante diritto allo studio che deve essere salvaguardato ma anche quello di essere in un classe, di affrontare una palestra di vita importante che permette ai nostri giovani di avere un insegnamento e una educazione unica e speciale che rappresenta un pilastro per la nostra scuola trentina ma anche di tutto il Paese”. 

 

Una linea questa che è stata ribadita anche in questi mesi di pandemia durante i quali la scelta fatta dalla Provincia di Trento è stata quella di riuscire il più possibile a tenere la scuola in presenza. “In questi momenti di tensione – ha spiegato Bisesti – abbiamo cercato di rimarcare l'importanza della scuola mantenendo per i ragazzi una assoluta normalità per la frequentazione. Abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro: la scuola, nonostante la pandemia c'è e ci sarà”. 

 

Il tema dell'homeschooling o insegnamento tra le mura domestiche è arrivato anche in Consiglio provinciale. Dal alcuni consiglieri, Alex Marini (M5S) e Alessio Manica (PD), sono state depositate delle interrogazioni per capire i numeri e quindi la portata del fenomeno in Trentino.  Nel documento presentato dal pentastellato viene anche richiesto “se sia stata valutata o sia in corso di valutazione l’introduzione di una regolamentazione provinciale al fine di disciplinare in maniera organica criteri e modalità per lo svolgimento dell’istruzione parentale prevista dall’art. 32 della legge provinciale sulla scuola del 2006, in attuazione di quanto stabilito dai principi dell’ordinamento internazionale, dalla Costituzione e dalle leggi statali, ed eventualmente quale sia l’esito di tale valutazione”. 

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