Sospensione sanitari ''no vax'', Fenalt: ''Nelle Rsa a rischio il 12% del personale. In 5 strutture salteranno i turni e in 7 si scenderà sotto i parametri minimi assistenziali''
Dei 690 operatori sanitari che a partire dalla prossima settimana rischiano di essere sospesi dal servizio moltissimi sono infermieri e Oss. Dall'incontro tra OO.Ss e Upipa è emerso un quadro che il sindacato definisce ''preoccupante'': ''Impressionante e deludente l'assenza della politica trentina. Chiediamo all'assessora Segnana di convocare un tavolo urgentemente per affrontare il problema''

TRENTO. Sono 690 gli operatori sanitari che a partire dalle prossima settimana rischiano di essere sospesi dal servizio e di questi la stragrande maggioranza sono infermieri e Oss. Degli 860 operatori ai quali era stata mandata la lettera di vaccinazione sono stati, infatti, 170 quelli che hanno accolto l'invito ed hanno avviato il ciclo vaccinale.
E se il direttore sanitario dell'Apss Antonio Ferro si è detto non preoccupato per la situazione dal punto di vista della tenuta del sistema sanitario qualora questi sanitari venissero davvero tutti sospesi, più preoccupata si mostra la Fenalt per quanto riguarda le case di riposo.
Dall’incontro tenutosi il 25 agosto fra Oo.Ss. e Upipa per valutare l'impatto che avranno sulle Case di Riposo, e quindi sugli ospiti e sul personale vaccinato, le imminenti sospensioni di chi ha scelto di non vaccinarsi, sono emersi dati che il sindacato definisce preoccupanti. ''L'effetto sarà devastante - spiegano - più di quanto previsto: circa il 12% del personale delle case di riposo non è vaccinato. Nello specifico 5 case di riposo non potranno nemmeno fare una rotazione di turni, 7 case di riposo andranno sotto i parametri minimi assistenziali, nelle altre i disagi non mancheranno anche se si faranno sentire in forma minore''.
''Impressionante e deludente l'assenza della politica trentina – commenta Roberto Moser, vicesegretario generale Fenalt e responsabile area Apss -. Come Fenalt, il sindacato di maggioranza nelle case di riposo, diciamo subito che questo problema, probabilmente sottovalutato da chi ha imposto norme rigide, non deve ricadere sugli operatori che rimangono a lavorare, con proposte di turni di 12 ore e, tanto meno, non deve ricadere sugli anziani che hanno tutto il diritto di avere un'assistenza dignitosa. Chiediamo all'assessora Segnana di convocare un tavolo urgentemente per affrontare il problema in maniera seria senza nascondere la testa sotto la sabbia. I problemi della comunità vanno affrontati, anche quando non si prestano a semplici soluzioni''.













