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Turismo, Manica: ''Si sviluppino le piste da slittino come in Alto Adige. Serve un approccio specifico e contributi per coprire in parte le spese''

Nonostante la chiusura degli impianti e la mobilità bloccata, il gradimento della montagna si è dimostrato comunque elevatissimo. La mozione di Manica e Ferrari per sviluppare il segmento legato alle piste da slittino: "Folle pensare di abbandonare lo sci alpino che sarà ancora a lungo il pilastro dell'economia turistica invernale del Trentino, ma emergenza Covid mette in evidenza necessità di diversificare"

Di Luca Andreazza - 10 febbraio 2021 - 21:46

TRENTO. "E' folle pensare di abbandonare lo sci alpino che sarà ancora a lungo il pilastro dell'economia turistica invernale del Trentino". Così Alessio Manica, consigliere provinciale del Partito democratico. "Ma questa emergenza Covid-19 evidenzia che un altro modo di fruire la montagna è possibile". 

 

C'è attesa per la riapertura degli impianti sciistici. E' arrivato l'ok del Comitato tecnico scientifico ai protocolli per la riapertura in zona gialla degli impianti sciistici. C'è anche l'ordinanza (Qui articolo). Un nodo resta quello della mobilità per quanto riguarda i flussi turistici extra provinciali. Gli impianti chiusi però non hanno fermato i tantissimi escursionisti che si sono portati in quota per ciaspolare, praticare scialpinismo e sci nordico. Un gradimento della montagna che si è dimostrato elevatissimo.

 

"Appare necessario - dice Manica - pianificare la possibilità di affiancare all'offerta legata a piste e impianti tutto quanto in questi mesi ha continuato a richiamare persone e famiglie sulle nostre montagne". E da questa analisi il consigliere del Pd ha depositato una mozione, sottoscritta anche da Sara Ferrari, per potenziare le strutture e i servizi legati alla slitta. 

 

"Un settore dalle importanti potenzialità di sviluppo che potrebbe rappresentare, come in Alto Adige, un segmento autonomo sul quale lavorare con un approccio specifico. Rivolto principalmente alle famiglie - aggiunge il consigliere provinciale del Pd - versatile e accessibile e per questo capace di farsi indotto anche grazie alla connessione con attività di noleggio, strutture ricettive e così via. Le piste da slitta hanno anche un basso livello di invasività poiché si sfruttano spesso strade e percorsi forestali già esistenti che nel periodo invernali sono innevati e non percorribili".

 

I dem prevedono anche alcuni interventi di matrice provinciale per agevolare l'eventuale implementazione di questo piano. "Si può prevedere un contributo destinato alla parziale copertura delle spese di progettazione e dei costi di approntamento delle piste dedicate”. In secondo luogo Manica e Ferrari suggeriscono di prevedere, se necessario, una modifica della normativa provinciale in materia, “per disciplinarne il finanziamento indipendentemente dal legame con gli impianti a fune”.

 

L’esponente del Pd non nega che lo sci alpino sia e resterà ancora a lungo il pilastro dell’economia turistica invernale del Trentino. Ma aggiunge che è necessario – e non certo solo a causa dell’emergenza Covid-19 - avere il coraggio di pensare anche a una strategia più diversificata. “E in questa stagione invernale anomala – osserva Manica – abbiamo potuto appurare il grande e diffuso amore per la montagna ma anche le potenzialità dei molti usi della montagna invernale alternativi, quali sci da fondo, sci da alpinismo, ciaspole, camminate, fat bike, slittino e molto altro ancora”.

 

L’interesse verso la slitta è dimostrato dai numeri che ha ormai assunto in Alto Adige, dove si contano 55 piste da slittino rispetto alle 8 segnalate nel Trentino. I numeri altoatesino parlano di un vero e proprio settore di mercato, rivolto principalmente alle famiglie, versatile e accessibile e per questo capace di farsi indotto anche grazie alla connessione con altre attività.

 

"E il grado di invasività delle piste da slitta - evidenzia Manica - pare essere normalmente contenuto perché si sfruttano spesso strade e percorsi forestali già esistenti che nel periodo invernali sono innevate e non percorribili. Inoltre, si tratta di percorsi che possono trovare spazio all'interno delle stazioni sciistiche ma anche fuori dalle piste. Si deve lavorare con un approccio specifico e non come ambito di risulta".

 

Dal punto di vista normativo il tema delle piste da slitta è presente nella legge provinciale 7 del 1987 dedicata agli impianti a fune e alle piste da sci, in cui si prevede (articolo 48bis) la loro realizzazione preferenziale sulle strade forestali, rinviando al regolamento le modalità di realizzazione. Regolamento che risale al 22 settembre del 1987. "La pista da slittino è un percorso gestito, finalizzato a garantire la discesa su terreno innevato di slitte o attrezzi similari". Mentre l’articolo 30ter1 disciplina il comportamento dei frequentatori.

 

"Le piste da slitta potrebbero trovare collocazione anche fuori dalla connessione con gli impianti - conclude Manica - come insegna l’esperienza altoatesina insegna. Questo potrebbe rappresentare anche in Trentino un tassello utile su cui investire in una più ampia strategia di diversificazione dell’offerta invernale. Nella difficoltà di questo momento, si possono trovare occasioni per rilanciare il turismo".

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