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Vasco: ''A Trento inauguro un'arena grandissima da 120mila persone che spero rimarrà'' e Manica interroga: ''Perché i lavori li fa la Protezione civile?''

Mentre il Blasco nazionale a Radio Dj ha accennato al suo tour che comincerà proprio da Trento e Linus ha rilanciato (''Si parte il 20 maggio a Trento. E' talmente grande il luogo che c'è ancora posto'') il consigliere del Pd interroga Fugatti sul perché i lavori li stia eseguendo la Protezione civile, dunque senza far lavorare le imprese locali e se si ha un piano B qualora non si riesca a seminare a prato tutto in tempi utili

Di Luca Pianesi - 25 ottobre 2021 - 17:36

TRENTO. ''Inauguro un nuovo luogo per la musica, sarà un’arena grandissima perché conterrà 120 mila persone e la costruiscono apposta, a Trento, naturalmente per far cantare me. Scherzo, spero ovviamente che la struttura rimarrà''. Questo Vasco Rossi il 21 ottobre a Radio Dj intervistato da Linus e Favino. E proprio il primo ha poi rilanciato: ''Allora si parte il 20 maggio a Trento. E' talmente grande il luogo che c'è ancora posto''.

 

In realtà il luogo è talmente grande che ancora non esiste e restano tantissime le perplessità su questo mega evento che dovrebbe fare da apripista a un futuro di concertoni da oltre 100 mila persone in una città da 120 mila abitanti la cui immagine anche turistica è costruita su tutto tranne che sul concetto del mega evento di stampo ''padano'' (senza nessuna offesa, ci mancherebbe. Ci riferiamo al modello vincente per quei luoghi di pianura lontani da centri storici e attrazioni naturali come Imola, Monza, Campovolo dove sono stati costruiti grandi strutture per mega eventi musicali o sportivi).

 

Perplessità che vanno dai problemi legati alla sicurezza (pare impossibile stipare 120mila persone in quella valle lunga e stretta senza avere a disposizione enormi vie di fuga chiuse, giocoforza, da ferrovia a ovest, montagna a est, gli edifici privati a nord e il palco che sarà posto a sud) a quelli sul come sta venendo gestito l'avvicinamento all'evento. Ci sono alcune cose grottesche (da accordo bisognerà dedicare una via o una piazza al Blasco nazionale e una mostra) altre che rischiano di ''incrinare'' le regole del libero mercato con un ente pubblico come la Provincia che, di fatto, si assume tutti i rischi d'impresa (addirittura con Trentino Marketing finirà anche per comprare i biglietti invenduti del ''pacchetto Euregio''). Infine vi è l'incredibile decisione di affidare la realizzazione della mega arena alla Protezione civile

 

Come fosse un evento ''emergenziale'' o ''imprevedibile'' o di quelli che devi fare per forza (per esempio sta per arrivare il Giubileo a Roma e sei Roma) ma per qualche strana ragione non sei in tempo per farcela, ecco che qui strutturalmente si è deciso prima di inventarsi l'evento, poi di farlo in un'area che solo pochi mesi prima era stata destinata dallo stesso ente a un'altra cosa (il drive through con esborso di circa 1 milione di euro per allestirla) infine di affidare i lavori alla protezione civile, contro ogni logica di mercato e di ''arricchimento'' del territorio. Di fatto, in questo modo, i contribuenti spendono solo (perché sono tutte risorse pubbliche che se ne vanno nella speranza che parallelamente non ci sia una qualche emergenza naturale con la quale fare i conti) e non c'è nemmeno qualche ditta privata che in qualche modo recupera parte degli introiti per i lavori. Un capolavoro all'incontrario, ma così i trentini avranno il loro caos organizzato (forse) e Vasco Rossi che suona a Mattarello. 

 

L'ultima questione, quella di affidarsi alla protezione civile per i lavori, è oggetto di un'interrogazione del consigliere provinciale del Pd Alessio Manica: ''Pare che in questi giorni siano iniziati i primi lavori adatti a rendere utilizzabile l’area “San Vincenzo” a sud di Trento, in vista del concerto di Vasco Rossi. Per eseguire gli stessi sembra che la Giunta provinciale abbia deciso di avvalersi di uomini e mezzi della Protezione Civile. Si tratta, senza dubbio, di una scelta molto originale, posto che tali lavori non rientrano affatto nelle competenze del sistema della Protezione Civile provinciale, così come stabilito dall’art. 1 della legge istitutiva''.

 

Ed infatti la legge provinciale del 10 gennaio 1992 n. 2 dal titolo “Organizzazione degli interventi della Provincia in materia di protezione civile” recita: “La presente legge disciplina gli interventi di competenza della Provincia in materia di Protezione civile per la previsione e pronto soccorso nelle pubbliche calamità, diretti a: a) realizzare adeguate attività di previsione e prevenzione; b) coordinare ed attuare operazioni di assistenza e soccorso alle popolazioni colpite, nonché l’esecuzione dei lavori di carattere urgente ed inderogabile diretti a garantire il ripristino dei servizi essenziali; c) favorire la ricostruzioine di beni pubblici e privati danneggiati o distrutti. (Omissis)”.

 

''E’ del tutto evidente - prosegue Manica - che i lavori previsti per la Trentino Music Arena non rientrano in nessuna di queste categorie ed è pertanto necessario capire in base a quali disposizioni normative la Protezione civile viene utilizzata come una normale impresa di costruzioni, togliendo, fra l’altro, lavoro proprio a quelle imprese private locali che la Giunta afferma sempre di voler tutelare ed incentivare. Da alcune autorevoli dichiarazioni apparse sulla stampa, si apprende poi che, per far posto alla grande platea all’aperto, è necessario provvedere a rimuovere tutte le attività agricole presenti in zona, espiantando ettari di terreno produttivo di qualità, peraltro nel totale silenzio delle Organizzazioni categoriali che non levano alcuna voce in difesa della vocazione e della produzione agricola in quell’area. Ma non basta''.

 

Manica si chiede se si espianterà per una sola manifestazione, perché in realtà se prima si era parlato di una Arena permanente nelle ultime settimane l'amministrazione provinciale ha fatto qualche passo indietro lasciando intendere che parte di quel che si farà sarà provvisorio e quindi ci si chiede se verrà ''lasciata poi una gigantesca area vuota, che pare piuttosto difficile utilizzare frequentemente in quella conformazione e strutturazione''. A ilDolomiti De Col della Protezione civile ha detto che si creerà un grande prato su quell'area. ''Quest’ultima sembra essere una decisione piuttosto difficile da realizzare nelle forme classiche della semina e della crescita - prosegue Manica - posto che andiamo verso la stagione fredda e che l’erba non cresce in un giorno solo. E quindi? Sarebbe interessante sapere se la Provincia ha un “piano B” o se intende acquistare prato naturale a strisce già pronte e da posizionare su tutta l’area d’interesse e con quali costi, resi più onerosi anche dal fatto che poi quell’erba non può essere riutilizzata soprattutto se molto calpestata''.

 

I problemi si affastellano l’uno sull’altro, se si considera che almeno parte dei lavori previsti dovrebbe necessitare di progetti che vanno discussi nelle competenti sedi comunali e verificati sotto il profilo urbanistico, visto che si tratta comunque di un cambio di destinazione d’uso dei terreni: da agricolo a servizi, con tutto quello che ciò comporta. Manica, quindi, si chiede anche se i parcheggi già esistenti (aree Zuffo, ex Italcementi, Not ed altri spazi attualmente liberi) saranno sufficienti ad accogliere le auto della carica dei 120mila. Insomma le domande sono sempre di più in questa incredibile vicenda legata al concerto di Vasco Rossi. Roba che, comunque, vada alla fine, non potrà non conservare i contorni del tragicomico: un concerto ''ad ogni costo'' (in tutti i sensi).

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