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Music Arena, così Fugatti cambia ''l'offerta culturale e sociale'' di Trento (senza chiederlo al Comune): ''Un'occasione inaugurarla con la più grande rockstar''

Il presidente Fugatti ha spiegato che quella che ha definito la più grande rockstar internazionale verrà ad inaugurare un luogo che permetterà di inserire ''il Trentino nel giro dei grandi eventi internazionali, non sempre da 120.000 spettatori, ma da 40, 50 mila. Noi pensiamo possa essere un'occasione per dare un'offerta culturale e sociale''. De Col ha chiarito che l'area di San Vincenzo è più che sufficiente per ospitare il concertone e che anzi ci starebbero 5 stadi di San Siro o 3 Stadi Olimpici. Tra tanta confusione e molte domande che restano aperte la certezza è che la Giunta provinciale ha colto ''l'occasione'' per cambiare volto alla città di Trento senza nessun dibattito o confronto e con il Comune ''costretto'' ad inseguire

Di Luca Pianesi - 15 gennaio 2022 - 05:01

TRENTO. Vasco Rossi avanti tutta: per la più grande rockstar internazionale (così l'ha definita il presidente Fugatti con buona pace di gruppetti tipo i Rolling Stones o performer come Bob Dylan, Bruce Springsteen o David Bowie tanto per dirne alcuni) e i 120.000 spettatori annunciati l'area di San Vincenzo, a Trento Sud, va benissimo a detta dell'amministrazione e dei tecnici della Provincia, anzi è quasi troppo grande visto che per l'ingegner De Col ci sarebbe spazio per 5 stadi di San Siro e 3 stadi Olimpico di Roma. Non importa, poi, se gli stadi si sviluppano in verticale, hanno le tribune, prevedono spazi da seduti e l'area di San Vincenzo è solo un grande spazio orizzontale.

 

Quel che ormai è certo è che, di questo va dato atto a Fugatti, cambierà il volto della città di Trento e la sua vocazione culturale senza nemmeno passare dal Comune dal suo consiglio, eletto dai cittadini, dalle assemblee e dalle commissioni. Tutto e tutti sono stati bypassati, colpevolmente, perché bisognava accorgersi di quello che stava succedendo, e ora al sindaco Ianeselli e alla sua amministrazione non resterà che inseguire subendo un cambiamento epocale per la città, per il suo modo di vivere gli eventi, per la sua anima di cittadina alpina che sul buon vivere e sul suo stretto rapporto con la natura ha costruito il proprio ''marchio di fabbrica''. Da domani invece potrà fregiarsi del ''titolo'' di Campovolo delle Alpi, di centro dove decibel e mega assembramenti dovranno essere di ''casa'', di luogo che giocoforza dovrà riuscire a inserirsi nel circuito dei ''grandi numeri'' (cosa succederà al resto delle attività culturali e dello spettacolo di Trento?) altrimenti non sarebbe giustificato il grande investimento pubblico che si sta facendo su quell'area.

 

E in qualche anche lo sviluppo urbanistico risentirà della presenza della Music Arena, la viabilità andrà via via aggiornata, magari nascerà anche qualche attività commerciale, i grandi eventi finiranno giocoforza per essere fatti lì (fiere, feste, sagre etc) e altri progetti che si stavano facendo per utilizzare la zona di San Vincenzo dovranno essere ripensati altrove. Insomma quella che Fugatti ha definito ''un'occasione che non potevamo non cogliere'' e che ha colto d'imperio senza chiedere niente a nessuno avrà degli effetti a lungo termine su Trento speriamo benevoli e se questo voleva essere il suo obiettivo gli va dà dato atto di esserci già riuscito (anche se il concerto non dovesse essere fatto) senza nemmeno dover telefonare al sindaco della città. 

 

Il punto sullo stato dell'arte di quello che si annuncia essere il più grande evento della storia del Trentino (120.000 persone in una sera sola) che si terrà tra 4 mesi esatti in un luogo dove ancora non c'è niente è stato fatto oggi in conferenza stampa dal presidente Fugatti e dai dirigenti provinciali. Il presidente della Pat ha liquidato come ''stucchevoli polemiche'' le preoccupazioni sollevate negli scorsi giorni da politica e giornali sulla sicurezza di quelle 120.000 persone infilate tutte insieme in un'area lunga e stretta schiacciata tra una ferrovia, una montagna e delle aree private mentre poco o nulla è stato detto rispetto a quanto fatto emerge dal Pd del Trentino rispetto a quel parere negativo dato ad ottobre dalla Commissione provinciale di vigilanza (parere tenuto nascosto, pare, con tanto di ''pressioni'' su colui che avrebbe fatto il suo dovere: "In questa occasione (erano presenti tra gli altri anche il presidente Fugatti e l’assessore Failonisono pesantemente 'accusato' per quanto deliberato dalla Commissione di vigilanza e sono stato ripetutamente 'invitato (!!!) ad annullare tale verbale").

 

Ha, invece, spiegato che c'era l'occasione di fare questo evento e che visto come in passato non si era mai riusciti a fare nulla su quell'area, come amministrazione è stato deciso di prendere al balzo l'occasione. ''Arriva la più grande rockstar internazionale - ha detto Fugatti in conferenza stampa -, una delle star che riescono ad avere numeri importanti ancora oggi. Cosa dobbiamo fare, non andiamo a cogliere questa possibilità? Contestualmente, per scelte del passato, si trovano 27 ettari di terreno a sud di Trento per cui da 'tot' anni i vari progetti che si erano pensati non sono andati in porto. Ci diciamo ma perché non possiamo pensare qualcosa di innovativo per quell'area? Perché non possiamo pensarla per un utilizzo pubblico per area eventi, area sport, area tempo libero, area verde e contestualmente si apre l'ipotesi di organizzare un concerto di Vasco Rossi con tutti i gli annessi e connessi legati all'immagine per la città. Ecco l'idea della Giunta è quella di usare questo concerto come inaugurazione di quest'area''.

 

Insomma frega niente che magari alla città, ai cittadini, ai trentini di avere un'area per mega eventi alle porte di Trento non importi un granché che, magari, la vocazione di una città alpina come quella trentina non sia la stessa di un grande prato in piena Pianura Padana dove certi eventi sono diventati una costante. C'era ''l'occasione''. ''Partiremo con l'avere la più grande rockstar internazionale che inaugura quest'area - ha proseguito Fugatti - e poi strada facendo decideremo come organizzarla tanto siamo stati fermi per 30 anni e intanto usiamola per questo. Sarà un momento di festa''.

 

Troppe 120.000 persone in quel posto? ''La circolare del ministero dell'interno sulla sicurezza - spiega ancora Fugatti - dice che su un'area per eventi ogni metro quadro ci possono stare dall'1,5 alle 2 persone. Abbiamo 27 ettari, fate voi i conti. E lo stiamo facendo con chi ha sempre organizzato questi eventi, anche con 240.000 persone in zone molto più difficili di quelle di Trento Sud  non c'è mai stato nessun tipo di problema''. Il riferimento qui è al Modena Park e all'evento del 2017 ma dire che quella era una ''zona molto più difficile di Trento Sud'' non è corretto perché il Modena Park si trova sull'ex aerautodromo di Modena un luogo perfetto per un evento del genere con 40 ettari di prato dedicati al pubblico e 90 ettari di area con boschi e aree di sfogo su tutti i lati calcolando le aree limitrofe. Un luogo collaudato con più di 70 anni di storia tra Feste dell'Unità, storici concerti, grandi raduni ed eventi

 

''Chi organizza questi eventi - ha proseguito Fugatti - ci ha proposto di organizzare un concerto da 120.000 persone. Con i numeri che dicevamo in 9 ettari ci sarebbero stati tutti, per tutto il resto facciamo vie di fuga, palco etc. Ci dicono che dovevamo arrivare prima con il progetto? Chi organizza eventi sa che se hai un prato strada facendo si fanno tutti i percorsi. Non è un'idea del presidente della Provincia o della Giunta. Da mesi stanno lavorando i massimi livelli dell'amministrazione trentina. Il tema della sicurezza non è mai stato sottovalutato e non può essere sottovalutato. Intanto nella giornata di mercoledì la conferenza dei servizi ha approvato il primo progetto che non è quello definitivo, nelle settimane a venire inizierà l'altro iter tecnico e di permessi amministrativi per la costruzione dell'evento. Oggi su 100.000 biglietti venduti circa 45.000 sono di cittadini trentini''.

 

Ha poi preso la parola il direttore generale della Pat Paolo Nicoletti: ''Le strutture della Pat coinvolte nell'evento sono pienamente operative in particolare la protezione civile. Forte collaborazione con le istituzioni, comune, commissariato del governo, questura. Al momento opportuno si definiranno anche le autorizzazioni. Il benestare amministrativo arriva dopo che tutte le progettazioni saranno state completate e quindi a ridosso dell'evento e non prima. Chiaro che gestire un evento da 120.000 persone in piena sicurezza sottoporrà la città a forte stress per cui andrà approntato tutto quanto necessario per poter fruire dello spettacolo in piena sicurezza. Chiusa questa prima fase dedicata all'approntamento dell'area si passerà agli aspetti dell'evento nel suo complesso e a ciò che attiene all'impatto dei fan di Vasco Rossi''. 

 

Il dirigente generale della protezione civile Raffaele De Col ha poi chiarito quali sono le fasi di progettazione dell'evento: ''Le fasi sono tre. Prima fase è il progetto della sistemazione dell'area, avere un'area verde allestibile per qualsiasi attività, quindi ottenere un piano asciutto drenato e livellato, recinzione rispetto alle attività limitrofe e un allestimento di zone vocate per attività di posizionamento di palchi o mobilità interna. Questo quanto approvato mercoledì. La fase B è calare l'evento su quest'area. Il Circo Massimo è 7 ettari. Lo Stadio di San Siro è poco più di 4 ettari, lo Stadio Olimpico di Roma è sui 6-7 ettari. Nei nostri 27 ettari ci stanno 5 San Siro e 3 Stadi Olimpici. Qualcuno dirà, lo stadio ha già le sue vie di fuga. Non è così il luogo sicuro dello Stadio è il campo da calcio. Le vie di uscita sono vie di esodo''.

 

Poi ha spiegato che la fase C è quella organizzativamente più complessa: ''Tema trasporti, sicurezza sanitaria, sicurezza pubblica, aeroporto. La fase che come per gli Alpini vede coinvolta la città e il Comune''. Ed è ancora tornato sul problema degli spazi facendo un paragone con il concerto di Vasco a Milano a San Siro (paragone incomprensibile visto che lì da decenni sono organizzati per sostenere ogni domenica e spesso anche il mercoledì o il martedì 76mila persone): ''Lì avevamo 60.000 persone all'interno di 4.000 metri quadri di terreno e 6.000 delle tribune, a San Siro nel 2019: noi 120.000 su 120.000 metri quadri. Noi stiamo parlando di un'organizzazione che ci conforta dal punto di vista degli spazi. Si farà quello che si può fare nel rispetto delle norme. Tutte quel che possiamo mettere in campo, se il Covid ci permetterà di farlo, lo faremo. Abbiamo a che fare con grandi professionisti. Ora l'appuntamento è per la fine del mese per la fase B e poi il lavoro più grosso per la fase C''.

 

Un riferimento quello al Covid emerso anche in conclusione di conferenza con il presidente Fugatti: ''La volontà è che questo evento sia uno dei primi che faccia entrare il Trentino nel giro dei grandi eventi internazionali, non sempre da 120.000 spettatori, ma da 40, 50 mila. Noi pensiamo possa essere un'occasione per dare un'offerta culturale e sociale. Allora perché non sfruttare questa possibilità? Noi abbiamo impostato l'evento come evento post Covid, maggio non è è stato scelto a caso. Ma stiamo parlando di 6mesi fa. Ma non dipenderà da noi fare o non fare questo evento per il Covid. Mi pare che se il Covid continua in questo modo mi pare impossibile ma se, come speriamo, frenerà si potrà fare. Noi proviamo a programmarlo il futuro. Se poi non si potrà fare non dipende da noi, Vasco Rossi o dalla giunta provinciale. E' una variabile che non siamo in grado di controllare''.

 

Insomma diciamolo: Fugatti ha già vinto la sua partita. Se il concerto si farà sarà merito suo e se non si farà sarà colpa di altri o di altro. Intanto, comunque, avrà realizzato la sua Music Arena foss'anche un semplice pratone. Poi spetterà al Comune e ai suoi amministratori ''calarla'' nel contesto della città e farla funzionare mantenendola in equilibrio con tutto il resto del contesto culturale del capoluogo. E ancora una volta se ci riusciranno il merito sarà di Fugatti che ha voluto l'area se non ci riusciranno le colpe saranno loro. ''Un'occasione'' che il presidente leghista davvero non poteva lasciarsi scappare. 

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